martedì 25 marzo 2014

mercoledì 12 marzo 2014

Marco Respinti colpisce ancora

Qualche lettore ricorderà l'articolo che raccontava l'imbarazzante capacità di ragionamento dell'apologeta cattolico Marco Respinti («I want my money back!», 12 maggio 2010).

A quanto pare c'è gente che non conosce le sue imprese, e lo invita a discussioni impegnative con gente che ne capisce più di lui; il nostro eroe è stato infatti invitato ad un incontro con l'esperto di storia del pensiero ebraico Mino Chamla e col filosofo Giulio Giorello e, malgrado il resoconto sia fatto dalla faziosa Nuova Bussola Quotidiana, l'eroe ci fa una figura barbina. Come fa notare il blog Bioetica, Respinti è stato capace di una perla simile, mentre cercava di spiegare perché secondo lui esiste un diritto naturale e immutabile:
«Dio crea l’uomo dotandolo di una determinata natura ed è da quella natura che derivano delle regole precise quanto delle leggi fisiche. Se io violo una legge fisica, ad esempio butto a terra il mio computer, questo si rompe. Non è per cattiveria che si spacca, è una legge fisica, è un dato di natura»
Insomma, uno degli esponenti di spicco dell'apologetica cattolica (un tizio che, ricordiamolo, chiedeva 80 euro per un suo corso di otto ore in apologetica...) gettare a terra un computer è una violazione di una legge fisica! E si noti, prego, che questo non è un lapsus rilevato da qualcuno che intende giustamente prenderlo per i fondelli, ma un concetto selezionato da un suo sostenitore e, presumibilmente, rappresentativo del pensiero di Respinti.

E ci si può davvero stupire se, come annota il sostenitore dell'apologeta, «l’intervento di Respinti [...] sia stato l’unico contestato in tutta la serata»?

I livelli infimi raggiunti dall'apologetica cattolica italiana sono una vergogna per tutti i cattolici, e anche per gli italiani tutti, che non riescono a scrollarsi di dosso un pensiero di tale incredibile sciatteria.

Stefano Magni, «Eppur non si muove: l'immutabile diritto naturale», La Nuova Bussola Quotidiana, 11 marzo 2013; Giuseppe Regalzi, «Violare la legge», Bioetica, 11 marzo 2013.