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sabato 17 aprile 2010

Dawkins: "Il Papa dovrebbe essere arrestato"

Richard Dawkins e Christopher Hitchens, probabilmente i due intellettuali britannici atei di maggior spicco, hanno consultato alcuni avvocati britannici esperti in tutela dei diritti umani; il loro scopo è verificare se, secondo la legge del Regno Unito, sia possibile arrestare e processare Joseph Ratzinger per la copertura dei preti pedofili.

In particolare, Dawkins fa riferimento al ruolo ricoperto da Ratzinger quando era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede. In questa veste, Ratzinger era incaricato di decidere le linee guida della Chiesa cattolica nella gestione degli abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti cattolici. Significativa è dunque la lettera scritta dall'allora cardinale Ratzinger nel 1985 e pubblicata dall'Associated Press. Alla richiesta da parte della Diocesi di Oakland di spretare Stephen Kiesle, reo confesso di abusi sessuali su bambini, Ratzinger rispose che i reati di Kiesle erano gravi, ma di rimandare il provvedimento per il bene della Chiesa.

Di fronte a questa lettera, la cui autenticità è stata confermata dal portavoce del Vaticano, Dawkins e Hitchens si sono rivolti a due avvocati dei diritti umani, Geoffrey Robertson QC e Mark Stephens, per verificare la possibilità di arrestare Ratzinger quando andrà in visita nel Regno Unito, a settembre.

Dawkins afferma:
Facciamo sul serio. Dovrebbe essere una corte – una corte civile, non una corte ecclesiastica insabbiatrice – a decidere se le prove contro Ratzinger siano così schiaccianti come sembrano. Se è innocente, che abbia l'opportunità di dimostrarlo in una corte. Se è colpevole, che affronti la giustizia. Come chiunque altro.
Questa iniziativa di Dawkins mi lascia perplesso su alcuni punti.

Non sono completamente convinto che Ratzinger abbia commesso dei reati penali. Non sono neppure convinto che una corte inglese abbia giurisdizione su reati commessi in altri Stati da cittadini non britannici. Infine, non sono sicuro se davvero, come sostiene uno degli avvocati interpellati, Ratzinger non sia un Capo di Stato a tutti gli effetti, e per tale motivo goda dell'immunità. (Tra l'altro, non vedo per quale motivo la Chiesa cattolica debba avere, unica al mondo se non erro, uno Stato tutto suo, con persino una rappresentanza all'ONU. Si tratta di un regalo fatto dal dittatore Mussolini al capo di una influente religione, con cui strinse rapporti di reciproco interesse. Sarebbe ora di abolire i Patti Lateranensi ed eliminare questa immotivata eccezione.)

Ma concordo con Dawkins e Hitchens su di un punto: che, fatti salvi i problemi legali, questa questione non possa essere lasciata completamente in mano della Chiesa.

Per decenni questi casi sono stati insabbiati; per decenni i preti, persino i rei confessi, sono stati palleggiati da parrocchia in parrocchia; spesso i vescovi che li hanno coperti sono stati persino promossi. Recentemente la Chiesa ha mostrato di voler fare pulizia, sebbene continui a recitare la parte della vittima di un complotto "demo-pluto-giudaico". Bene, ma le porcherie del passato non possono e non devono passare ingiudicate, vanno portate davanti ai tribunali civili (anche a costo di prolungare i termini della prescrizione) e lì va fatta chiarezza, lì, non davanti a opache commissioni di inchiesta interne, interessate a salvaguardare il buon nome della Chiesa.

E questo vale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica, anche al più alto, se necessario. Il Papa non deve essere immune alla legge di questo mondo: se è sospettato di reati, va processato. Come chiunque altro.

La foto è "Kilmainham Jail", di James C. Farmer.

martedì 4 agosto 2009

Dio salvi Richard Dawkins

Dawkins, eminente biologo evoluzionista e pensatore ateo, risponde alla domanda "What if you are wrong?", "Che succede se hai torto?".