Visualizzazione post con etichetta teodicea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta teodicea. Mostra tutti i post

martedì 10 maggio 2011

Un monumento a Lucifero

Rino Cammilleri, già diverse volte involontario ospite su questo blog, ha recentemente scritto un articolo dedicato a «Lucifero», in cui il rinomato apologeta se la prende con la bella statua dell'Angelo Caduto, eretta nel Parco del Ritiro di Madrid, al centro dell'omonima fontana. L'opera fu realizzata in bronzo (non in pietra, come dice Cammilleri) da Riccardo Bellver nel 1874, ed è ispirata al Paradiso perduto di John Milton.

Cammilleri chiosa:
Erano i tempi dell'«Inno a Satana» di Carducci, niente di strano che a qualcuno sia venuto in mente di celebrarlo in pietra.


Questa affermazione mi ha ricordato un altro articolo, ben più interessante, pubblicato sul sito Dwindling in Unbelief: «Who has killed more, Satan or God?», «Chi ne ha uccisi di più, Satana o Dio?».

L'autore, Steve Wells, fa notare come nella Bibbia - che certo non si può definire un testo neutrale, schierata com'è dalla parte di Dio, anzi, essendo la parola di Dio - a Satana siano attribuite appena dieci morti. Dieci.

Al contrario, secondo i conti di Wells e limitandosi solo alle uccisioni descritte nella Bibbia delle quali è dato esplicitamente il contro delle vittime, Dio ha ucciso 2.476.633 persone. Quasi due milioni e mezzo. E il conto non include «le vittime del diluvio di Noè, Sodoma e Gomorra, o le molte pestilenze, carestie, fiere e serpenti, eccetera, di cui il buon libro è pieno».

Riepilogando:
Conto dei morti nella Bibbia
Dio - Satana 2.476.633 - 10

Direi che, dovendo proprio erigere una statua a qualcuno di questi due assassini, sia Satana a meritarsela di più. O no?

La foto Angel Caido è opera di Thermos, ed è rilasciata sotto licenza Creative Commons by-sa 2.5.

lunedì 25 aprile 2011

De Mattei se la prende con Messina e Varsavia, dietro ispirazione di due «santi» canonizzati da Wojtila

Roberto De Mattei, lo storico del Cristianesimo (presso l'università dei Legionari di Cristo) che le lungimiranti Letizia Moratti e Mariastella Gelmini hanno elevato alla vicepresidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha trovato un altro bersagilio, dopo atei e giapponesi: i messinesi colpiti nel 1908 dal sanguinoso terremoto e la popolazione di Varsavia, devastata dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Faustina Kowalska
Secondo De Mattei, dietro le catastrofi c'è sempre Dio, e il terremoto del 1908 sarebbe stato mandato da Dio contro Messina per colpire l'ateismo dei messinesi (Messina è famosa per essere una città atea!), mentre la distruzione di Varsavia per mano nazista sarebbe stata orchestrata da Dio per punire i varsaviesi degli aborti che praticavano (Varsavia, la città dell'aborto!).

Due sono le considerazioni da fare. Per l'ennesima volta, va sottolineato che questa persona non è all'altezza di ricoprire la seconda carica del principale istituto italiano di ricerca, quali che siano i suoi agganci con congregazioni cattoliche conservatrici (per di più in disgrazia, dopo la scoperta delle malefatte del loro fondatore, Marcial Maciel Degollado).

Annibale Di FranciaSecondo, va notato come De Mattei non sia poi così isolato, nel variegato mondo del pensiero cattolico. Sebbene Raniero Cantalamessa abbia affermato che «terremoti, uragani e altre sciagure che colpiscono insieme colpevoli e innocenti non sono mai un castigo di Dio», e che affermare il contrario significa «offendere Dio e gli uomini» (bontà sua), le posizioni di De Mattei sono riconducibili a due figure di spicco del cattolicesimo del XX secolo. Il vaneggiamento di De Mattei contro Messina, infatti, riprende quello di Annibale Di Francia, proclamato santo da Wojtyla; quello contro Varsavia, città martire della ferocia nazista, è invece mutuato dalla visionaria Faustina Kowalska, anch'essa canonizzata da Wojtyla.

Possibile che dopo duemila anni, nella Chiesa si possano annidare ancora oggi posizioni così oscurantiste? Possibile che personaggi che, magari per essere vissuti in un'altra epoca, sono portatori di messaggi così nefasti e disumani siano considerati santi, e presi a modello da cristiani così influenti? Possibile che Wojtila non fosse a conoscenza delle affermazioni di queste persone, e le abbia ritenute degne di essere canonizzate?

Marco Pasqua, "Messina e Varsavia punite da Dio e il Vaticano censura De Mattei", laRepubblica, 23 aprile 2011. Ricordo la petizione per chiedere le dimissioni di De Mattei dal suo incarico al CNR: http://www.petizionionline.it/petizione/dimissioni-del-vicepresidente-del-cnr-roberto-de-mattei/3730

giovedì 9 settembre 2010

Perché Dio non guarisce gli amputati?

Se Dio esaudisce le preghiere dei fedeli, o almeno alcune di esse; se compie miracoli, come apparizioni mariane, statue che lacrimano sangue, guarigioni inspiegabili; se compie tutto questo, perché non sceglie mai di far ricrescere arti amputati? Cos'hanno gli amputati di differente dai ciechi o dai malati di tumore, che le loro preghiere di guarigione non sono mai esaudite?

Questa domanda, posta egregiamente dall'autore del sito «Why Won't God Heal Amputees?» mi è tornata in mente vedendo questo oggetto:


Si tratta di un oggetto conservato allo Science Museum e datato 1850-1910:
Realizzato in acciaio e ottone, questo insolito braccio prostetico si articola in molti modi. Il giunto del gomito può essere mosso rilasciando una molla, mentre l'articolazione superiore del polso permette un certo grado di rotazione e un movimento in su e in giù. Le dita possono anche richiudersi e raddrizzarsi. Il pezzo di cuoio del braccio superiore è usato per fissare la protesi alla parte restante del braccio superiore. L'aspetto piuttosto sinistro della mano suggerisce che chi lo indossava potrebbe averlo mascherato con un guanto. Tra le più comuni cause di amputazione in tutto l'Ottocento vi furono i danni subiti a causa della guerra.
Gli esseri umani, nella loro limitatezza fisica e morale, cercano di aiutare come possono le persone che hanno perso un braccio restituendone, per quanto possibile, la funzionalità; mentre Dio questo non lo fa mai, sebbene sia immaginato come infinitamente potente e infinitamente buono. Quali conclusioni bisognerebbe tirare da questa riflessione?

L'immagine del braccio è di proprietà intellettuale dello Science Museum.

domenica 24 gennaio 2010

La teodicea e i dodici poliziotti

Il terremoto di Haiti. Quello dell'Aquila. Lo tsunami di fine anno nel Sud-Est asiatico. Il terremoto di San Giuliano di Puglia, con un'intera generazione di bambini cancellata.

Sono eventi che impongono di fermarsi a riflettere del mondo che ci circonda. Sembra banale, ma siamo costretti a pensare che cosa ci facciamo in questo mondo, da dove viene il male.

Alcuni lo sanno già. Se "padre" Livio Franzaga aveva affermato che il terremoto dell'Aquila, avvenuto a ridosso della Pasqua cristiana, fu voluto da Dio per far partecipare le popolazioni abruzzesi alla "sofferenza della sua passione" e che in questo va letto "qualcosa di positivo", il "reverendo" Pat Roberson ha affermato che Dio ha inviato il terremoto per punire gli haitiani del patto col demonio stipulato per liberarsi dai colonialisti. Altri affermano che l'intervento di Dio consiste nel dare la possibilità alle "persone volenterose e buone di aiutare il prossimo", come a dire che se il buon Dio non avesse mandato un terremoto ad uccidere 500.000 persone e a distruggere la vita di una nazione intera, le associazioni benefiche non avrebbero avuto nulla da fare.

La teodicea, la giustificazione dell'esistenza del male in un mondo creato da un dio onnipotente e buono, è un problema noto da lungo tempo, ma che non è stato ancora risolto in maniera soddisfacente (basta vedere come ogni credente formuli una risposta differente).

A tal proposito vorrei segnalare un testo, in inglese, intitolato "The Tale of the Twelve Officers (2002)" e scritto da Mark I. Vuletic. Si tratta dell'esposizione di dodici argomenti della teodicea sotto forma narrativa: l'autore immagina che dodici ufficiali di polizia (Dio, l'essere onnipotente, onnisciente e buono) assistano senza intervenire allo stupro di una donna (l'evento negativo, il male nel mondo) e forniscano poi le dodici argomentazioni per il loro mancato intervento. Il racconto merita di essere letto per intero; ne traduco qui un breve estratto, quello in cui il secondo poliziotto spiega la ragione per la quale non è intervenuto a salvare la signora K.:
«Beh», disse il secondo poliziotto, «la mia motivazione è un po' differente. Stavo per puntare la mia pistola sull'assassino, quando ho pensato tra me e me, "Aspetta un attimo, non è questa un'opportunità perfetta per un passante disarmato per esercitare un po' di eroismo altruista, nel caso passasse da qui? Se intervenissi tutte le volte come stavo per fare ora, nessuno potrebbe mai esercitare questa virtù. Anzi, tutti diventerebbero probabilmente viziati ed egoisti, se prevenissi ogni stupro e assassinio". E così mi sono fatto indietro. E' un peccato che nessuno si sia fatto avanti per intervenire eroicamente, ma questo è il prezzo di un universo in cui la gente può dimostrare virtù e maturità. O preferiresti piuttosto che il mondo fosse tutto amore, pace e rose?»

L'immagine è un omaggio ad Epicuro, un pensatore che nell'Atene di ventitré secoli fa si chiedeva «Se Dio vuole prevenire il male e non può, allora non è onnipotente; se può prevenire il male e non vuole farlo, allora è cattivo; se può e vuole, allora da dove viene il male?».

Piccola annotazione: cliccando su uno dei collegamenti del post («dare la possibilità alle "persone volenterose e buone di aiutare il prossimo"») probabilmente si sarà riportati sul sito di questo blog o su quello del Vaticano. La ragione di questo strano comportamento è che l'autore del blog Seraphim, allergico a qualunque critica, verifica o confutazione della sua ideologia "cattolicista", ha inserito nella sua homepage un javascript che impedisce a coloro che giungono al suo sito dal mio di leggere i suoi articoli! Provo una grande tristezza per questo auto-proclamato "Soldato di Dio" cercatore di verità.

giovedì 9 aprile 2009

Partecipazione

Riporto una dichiarazione agghiacciante di un sacerdote cattolico che esprime le proprie opinioni da Radio Maria.

Secondo Livio Fanzaga, il terremoto dell'Aquila che ha causato quasi trecento morti è stato voluto da Dio per far partecipare le popolazioni abruzzesi alla "sua passione" e alla gloria della risurrezione.

Il fatto che per giustificare questi eventi un credente debba scendere a questi bassi livelli dimostra le solide basi su cui fondano la loro vita.

La bella vignetta è opera di Giovanni Berti, dal sito http://www.gioba.it/


Aggiunta del 28 febbraio 2010. Questa è la registrazione del discorso di Fanzaga; la parte incriminata inizia intorno al 38".