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domenica 5 agosto 2012

Richard Carrier presenta la sua teoria del Gesù mitico

Al Madison Freethought Festival 2012, Richard Carrier ha presentato la sua teoria del Gesù mitico. Come scrive nel suo blog,
La mia presentazione a Madison è essenzialmente un breve riassunto di quella che ritengo essere la teoria del Gesù-mito meglio sostenibile e dei motivi per i quali probabilmente spiega le origini del Cristianesimo meglio delle teorie tradizionali. Ovviamente non è un'argomentazione a prova di ogni obiezione, solo un primo sguardo a cosa sia e a come dovrebbe procedere la sua difesa.
Il video della presentazione è il seguente (in inglese):



Carrier ha pubblicato la presentazione visibile nel video; di essa è disponibile anche una versione in lingua italiana.

Ho pubblicato altri articoli su Carrier e le sue teorie, raggiungibili attraverso l'apposito tag.

Richard Carrier, «Three New Videos», Richard Carrier Blogs, 20 luglio 2012.

giovedì 26 aprile 2012

Ehrman difende il suo "Did Jesus Exist?" dalle critiche di Carrier

Come i pochi lettori del blog sapranno, è recentemente uscito l'ultimo libro di Barth Ehrman, Did Jesus Exist?, in cui lo studioso del Cristianesimo delle origini e del Nuovo Testamento difende la storicità della figura di Gesù, sia pure distinguendo il Gesù della storia dal Gesù della fede. Ho parlato di questo libro nell'articolo «"Gesù è esistito?": Bart Ehrman contro l'ipotesi di un Gesù mitologico».

Avevo lasciato gli stessi pochi lettori con la risposta di Richard Carrier ad un articolo divulgativo di Ehrman sull'Huffington Post, risposta con cui Carrier criticava diverse affermazioni di Ehrman («Carrier critica Ehrman che critica i sostenitori del Gesù-mito»).

Nel frattempo Carrier ha proposto una recensione più ampia del libro di Ehrman, intitolata «Ehrman on Jesus: A Failure of Facts and Logic» (più o meno traducibile in: «Ehrman su Gesù: un fallimento di fatti e logica»), in cui afferma che il libro di Ehrman «è pieno di errori fattuali, fallacie logiche e argomentazioni mal formulate; per di più fallisce completamente nel suo scopo esplicito, quello di criticare efficacemente le argomentazioni a favore dell'ipotesi che Gesù sia una persona mitologica».

La risposta definitiva di Ehrman è arrivata, nell'articolo «Fuller Reply to Richard Carrier» sul nuovo blog di Ehrman (Christianity in Antiquity). È «definitiva» nel senso che Ehrman dichiara che non ci saranno risposte alle eventuali contro-argomentazioni di Carrier, in quanto lo scopo di questa risposta è quello di difendere Ehrman dalle accuse di essere uno studioso fasullo e incompetente; malgrado ciò, anzi proprio per questo, Ehrman tocca diverse argomentazioni di Carrier dimostrandone l'infondatezza.

Data la notevole lunghezza dell'articolo di Ehrman, e la non indifferente densità informativa della sua prosa, mi astengo dal riassumerlo qui, invitando chi fosse interessato a dare un'occhiata all'originale.

venerdì 6 aprile 2012

Carrier critica Ehrman che critica i sostenitori del Gesù-mito

Richard Carrier ha pubblicato un articolo sul suo blog, in cui critica pesantemente l'attacco di Bart Ehrman ai sostenitori dell'ipotesi che Gesù sia un mito e non una persona in carne ed ossa, attacco di cui ho parlato nell'articolo precedente e che riprende il contenuto dell'ultimo libro di Ehrman, Did Jesus Exist? The Historical Argument for Jesus of Nazareth. Secondo Ehrman, le posizioni dei «misticisti» («Mythicism» è il nome inglese delle ipotesi che vedono in Gesù un mito e non una figura storica) sono infondate e sostenute solo da dilettanti.

Carrier è specializzato in storia antica, e ha dato recentemente alle stampe Proving History; Bayes's Theorem and the Quest for the Historical Jesus, in cui critica la metodologia storiografica correntemente utilizzata nell'ambito degli studi sulla figura storica di Gesù, propone un nuovo approccio storiografico basato sul Teorema di Bayes, e ne anticipa a grandi linee l'applicazione al caso del Gesù storico, applicazione oggetto di un volume successivo. Alla luce della competenza di Carrier e delle sue posizioni affini al «misticismo» nell'ambito degli studi sul Gesù storico, credo sia interessante sottolineare la sua reazione all'articolo di Ehrman.

Le critiche di Carrier a Ehrman riguardano l'articolo di Ehrman, in attesa di recensirne il libro. Eccone alcune.

domenica 1 aprile 2012

Richard Carrier e «Proving History»: un'intervista sull'approccio storiografico bayesano

Ho un certo interesse per gli studi sul Gesù storico, come facilmente comprensibile dal numero di articoli che hanno questo tag, e pertanto voglio segnalare un'intervista di John Loftus a Richard Carrier sul suo recente libro Proving History: Bayes's Theorem and the Quest for the Historical Jesus, in cui Carrier parla del Teorema di Bayes e della sua applicazione alla storiografia, di come tutti i criteri storiografici validi non siano altro che un'applicazione di questo teorema e, per quanto riguarda l'indagine del Gesù storico, che i criteri adottati in questo campo sono invalidi.

L'intervista si intitola, molto chiaramente, «An Interview With Richard Carrier About His Book, "Proving History"», e contiene diversi spunti interessanti, alcuni dei quali riporto qui, pur consigliando agli anglofoni di leggere l'originale.

lunedì 10 gennaio 2011

Affermazioni incredibili a confronto: i due pesi e le due misure dei credenti

Sul sito Common Sense Atheism, Luke Muehlhauser fa notare come i credenti utilizzino due pesi e due misure nel valutare le affermazioni incredibili.

Lo spunto è una citazione di Richard Carrier, tratta dal capitolo «Why the Resurrection is Unbelievable» («Perché la resurrezione non è credibile») del libro The Christian Delusion:
Cinquant'anni dopo la fine delle Guerre persiane nel 479 a.C., Erodoto di Alicarnasso chiese a numerosi testimoni oculari e ai loro figli informazioni sulle cose che accaddero in quegli anni, e scrisse un libro a riguardo. Sebbene mostri spesso una mente critica e scettica, talvolta dichiarando il nome delle sue fonti e persino mettendone in dubbio l'affidabilità di fronte a racconti sospetti o in conflitto tra loro, cionondimeno riporta senza ombra di dubbio che il tempio di Delfi si difese magicamente con armi animate, fulmini e pareti rocciose che collassavano; che al sacro albero di ulivo di Atene, sebbene bruciato dai Persiani, crebbe un nuovo ramo lungo un braccio in un solo giorno; che una miracolosa marea spazzò via un intero contingente persiano dopo che questo aveva dissacrato un'immagine di Poseidone; che un cavallo partorì un coniglio; e che un'intera città fu testimone della risurrezione di massa di pesce cucinato!