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mercoledì 10 dicembre 2014

La nascita non-proprio-virginale della Storia di Natale

Segnalo l'articolo «The Not-So-Virgin Birth of the Christmas Story» di Valerie Tarico, che analizza le affermazioni soprannaturali contenute nelle narrazioni evangeliche e le ragioni per cui queste storie sono ignorate dalla letteratura neotestamentaria composta nei primi decenni della storia cristiana:

Valerie Tarico, «The Not-So-Virgin Birth of the Christmas Story».

martedì 30 novembre 2010

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù (versione di Luca)

Questo articolo contiene il riassunto per punti della narrazione della natività di Gesù secondo la versione tramandata dal Vangelo secondo Luca.

È un articolo concepito come ausilio all'articolo sulle contraddizioni evangeliche nella narrazione della nascita di Gesù («Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù»), ma credo sia utile anche da solo. Tenendo separata la narrazione di Luca da quella matteana, è infatti possibile notare sia l'originalità di Luca rispetto a Matteo, sia le caratteristiche narrative peculiari, sia l'intento teologico dell'autore.

Eventi della natività secondo Luca

Nella narrazione del Vangelo secondo Luca, la nascita di Gesù è intrecciata con quella di Giovanni Battista, col quale sembra essere imparentato, ed è divisibile in cinque fasi, chiuse dalla genealogia di Gesù.

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù

La nascita di Gesù è un evento carico di importanza, sia culturale che teologica. Ho toccato questa fase della vita del Gesù storico con il post «Divini concepimenti e umano scetticismo», in cui notavo il fenomeno di sospensione di incredulità che i credenti hanno in eventi miracolosi appartenenti alla loro religione, ma che invece non hanno quando i miracoli sono di altre religioni (un esempio pratico del fenomeno trattato nell'articolo «Crediamo solo in ciò che ci dà ragione»).

Questa volta vorrei dedicarle più attenzione, analizzando le due narrazioni evangeliche, quella tramandata dal Vangelo secondo Matteo e quella conservatasi nel Vangelo secondo Luca; si tratta delle uniche due narrazioni della nascita di Gesù su ventisette libri che compongono il Nuovo Testamento!

La nascita di Gesù fa talmente parte del nostro bagaglio culturale che ciascuno di noi ne conosce la storia: l'annunciazione a Maria, il censimento, il viaggio fino a Betlemme, la nascita nella stalla, gli angeli che si recano dai pastori, le visite dei pastori e quella dei magi, la visita al Tempio e la circoncisione di Gesù, la fuga in Egitto e la strage degli innocenti, e infine il ritorno a Nazaret.

Ma c'è una cosa che molti non sanno, o a cui non danno peso: questa storia non è mai stata narrata da nessuno dei due evangelisti.

Certo, ciascuno di questi elementi si trova in una delle due narrazioni evangeliche, ma la storia che conosciamo non è quella raccontata da Matteo, o quella che Luca conosceva. Vale dunque la pena di indagare per comprendere meglio le differenze tra le due narrazioni.

giovedì 14 ottobre 2010

Ricerca del Gesù storico: Gesù il rivoluzionario (Eisenman)

Robert eisenman gardenRobert Eisenman è uno studioso particolare all'interno del panorama della ricerca sul Gesù storico.

Innanzitutto l'oggetto principale della sua ricerca non è Gesù stesso, quanto la ricostruzione della storia delle comunità cristiane e delle loro relazioni reciproche nel periodo che va dalla morte di Gesù e alla scrittura dei vangeli e degli Atti degli apostoli. La figura di Gesù emerge in relazione a questa ricostruzione, mediate l'attribuzione ad esso delle posizioni autentiche dei suoi primi seguaci. Una descrizione della visione eisenmanniana del Gesù storico sarebbe dunque incomprensibile senza l'esposizione della "preistoria" del Cristianesimo da lui ricostruita.

Va inoltre ricordato come Eisenman sostenga alcune posizioni alquanto "eterodosse" in ambito scientifico. I suoi colleghi rispettano la maggior parte delle sue conclusioni, sia pure non condividendole, ma ne rigettano alcune come eccessivamente spericolate; purtroppo Eisenman è famoso presso il grande pubblico soprattutto per queste ultime, come quelle che collegano Giacomo il Giusto e Paolo di Tarso agli Esseni e in particolare ai Rotoli del Mar Morto. Ma, come dice Peter Kirby, «fortunatamente, le sue identificazioni dei personaggi dei Rotoli del Mar Morto non debbono essere considerate essenziali per le sue tesi».

sabato 14 agosto 2010

Contraddizioni evangeliche: battesimo di Gesù

Riprendo la serie di articoli sulle contraddizioni presenti nelle narrazioni evangeliche, con l'ausilio dell'interessante libro Jesus, Interrupted, di Bart Ehrman.

Dopo l'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, quello dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, dopo un articolo sulle contraddizioni riguardo al giorno della morte di Gesù, uno su quattro contraddizioni o errori nella narrazione della passione di Gesù e, infine, uno sul tradimento e la morte di Giuda, ecco una piccola presentazione delle incongruenze relative al battesimo di Gesù.

Prima di iniziare, fate mente locale alle vostre conoscenze su questo episodio fondamentale: Gesù è battezzato da Giovanni Battista nelle acque del Giordano, quando si sente una voce dal cielo che dice...

Cosa dice la voce dal cielo al battesimo di Gesù?

Come spesso succede, l'episodio è riportato nei vangeli sinottici (Marco, Matteo e Luca) ma non nel quarto vangelo, il Vangelo secondo Giovanni, dove Giovanni Battista testimonia la discesa dello Spirito Santo su Gesù. Ci sarebbe da dire qualcosa a riguardo, ma si tratterebbe di una deviazione dalla questione delle contraddizioni. O forse no.

lunedì 12 aprile 2010

Contraddizioni evangeliche: tradimento e morte di Giuda


Dopo una piccola pausa, ecco il quinto post dedicato alle contraddizioni evangeliche, riprese dal libro Jesus, Interrupted di Bart Ehrman.

Precedentemente ho analizzato l'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, quello dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, le contraddizioni riguardo il giorno della morte di Gesù, oltre ad un post "fritto misto" su quattro contraddizioni o errori nella narrazione della passione di Gesù.

Con questo post vorrei riproporre le considerazioni di Bart Ehrman sul tradimento di Giuda e sulla sua morte (pagine 45-47 del libro).

Motivazioni del tradimento

Ehrman inizia elencando le motivazioni per il tradimento di Giuda proposte dai quattro vangeli canonici. Ecco cosa dicono i vangeli sinottici.

Vangelo secondo Marco, 14:
10 Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. 11 Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo.
Vangelo secondo Matteo, 26.
14 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15 e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. 16 Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
Vangelo secondo Luca, 22:
3 Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. 4 Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. 5 Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. 6 Egli fu d'accordo e cercava l'occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.
La dipendenza tra i testi dei sinottici è evidente: in tutti e tre Giuda si reca dai sommi sacerdoti, in tutti e tre questi si «rallegrano» e gli promettono del denaro, in tutti e tre Giuda inizia a cercare l'occasione propizia per tradire Gesù.

giovedì 1 aprile 2010

Contraddizioni evangeliche: il giorno della morte di Gesù

Come molti altri cristiani, per lungo tempo ho avuto una frequentazione del Vangelo «per interposta persona». Certo, leggevo il Vangelo e lo meditavo, anche se devo ammettere che, da ragazzo, mi interessavano molto di più le storie narrate che le sottigliezze teologiche, ma per comprendere il «vero» significato del messaggio di Gesù, mi fidavo del mio sacerdote, delle sue interpretazioni.

In particolare, ricordo che ero affascinato dalla narrazione degli eventi della Passione di Gesù, di tutti quei momenti altamente drammatici e narrativamente coinvolgenti che vanno dall'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, a cavallo di un asino e tra le ali festanti, fino alla morte di Gesù e poi alla sua risurrezione. Mi piacevano anche le cerimonie cattoliche centrate su questi momenti: la Domenica delle Palme con la sua processione, le palme, i suoi canti; la lavanda dei piedi, cui una volta vi partecipai come uno dei «lavandi»; la Pasqua. Era in questi momenti che assimilavo gli eventi cruciali della vita terrena di Gesù, quasi per osmosi, durante la lettura dei vangeli.

Devo riconoscere, quindi, che fui non poco turbato quando lessi da qualche parte che le narrazioni evangeliche della morte di Gesù sono su alcuni punti assolutamente incompatibili: in anni, decenni di settimane pasquali con i relativi riti e le relative letture, non avevo mai sospettato una cosa del genere. Invece di andare a chiedere spiegazioni al mio sacerdote, cercai qualche informazione su Internet, e capitai su un sito che presentava tutta una serie di elucubrazioni sul calendario ebraico adottato a Gerusalemme e le sue differenze con quello di Qumran, e mi scrollai la questione di dosso, liquidandola con una delle solite speculazioni sul "mistero" dei Manoscritti del Mar Morto.

Anni dopo ho scoperto che realmente la narrazione della morte di Gesù nei sinottici (Marco, Matteo e Luca) è incompatibile con quella in Giovanni. In questo post presenterò le differenze che riguardano il giorno della morte di Gesù, in relazione con la festività ebraica della Pesach (la Pasqua ebraica). Come per i post precedenti, non presento riflessioni mie, ma argomentazioni note da secoli agli studiosi e che riprendo dai libri di Bart Ehrman (ma Giovanni Bazzana ha pubblicato oggi un post sullo stesso argomento, di certo più «avanzato» del mio).

Pesach, la Pasqua ebraica


Nel mio immaginario, la storia della fuga degli Ebrei dall'Egitto sotto la guida di Mosè è legata alle magnifiche immagini del film I dieci comandamenti, con Charlton Heston nei panni di Mosè e Yul Brynner in quelli del Faraone.

La storia è famosissima, una delle più belle dell'Antico Testamento. Gli Ebrei sono in Egitto, dove vivono da secoli come schiavi degli Egiziani, e Dio manda Mosè a liberarli e a portarli nella Terra Promessa (l'Esodo). Dato che il Faraone non è certo contento di perdere la propria forza lavoro servile, e dato che Dio gli "indurisce il cuore" ripetutamente, Dio manda diverse piaghe per piegare la volontà del Faraone. Di queste piaghe l'ultima, quella decisiva per la liberazione degli Ebrei, è quella più tragica: la morte di tutti i primogeniti degli Egiziani (bellissima la scena in cui il figlio primogenito del Faraone muore, e Yul Brinner chiede inutilmente al dio egiziano di risuscitarlo).

Affinché la piaga non colpisca gli Ebrei, Dio dice a Mosè di ordinare agli Ebrei di sacrificare un agnello e di bagnare gli stipiti della porta di casa col suo sangue; ordina loro anche di mangiare in fretta il loro pasto serale. Quella notte, mentre gli Ebrei cenano, l'angelo di Dio attraversa l'Egitto uccidendo tutti i primogeniti; ma quando incontra case con gli stipiti bagnati di sangue, passa oltre. A seguito di questa pestilenza, il Faraone lascia liberi gli Ebrei di uscire dall'Egitto.

martedì 30 marzo 2010

Contraddizioni evangeliche: profeti, veli e centurioni

Continuo a citare dal libro Jesus, Interrupted, di Bart Ehrman. Alle pagine 50-52 (HarperOne, 2009), Ehrman elenca una serie di discrepanze "minori", tra cui quella sull'asina di cui ho parlato ieri. Le altre sono riportate di seguito.

Gesù interrogato dal sommo sacerdote

Dopo aver narrato l'arresto di Gesù a Getsemani, l'autore del Vangelo secondo Marco (il più antico dei vangeli canonici, secondo gli studiosi moderni) racconta che Gesù fu portato dinanzi al sommo sacerdote. Poiché che le testimonianze portate contro il prigioniero non erano sufficienti ad incriminarlo, il sommo sacerdote in persona si rivolge a Gesù.

Vangelo secondo Marco, 14:
61b Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». 62 Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell'uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo
».
Gesù non risponde solo di essere il Messia, ma annuncia che i presenti assisteranno al compimento della profezia contenuta nel libro di Daniele (7, 13-14: "ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto.")

Nel Vangelo secondo Matteo e in quello secondo Luca, posteriori di qualche lustro a quello secondo Marco, la risposta di Gesù è diversa in un solo particolare, ma molto interessante.

Vangelo secondo Matteo, 26:
64 Gesù gli rispose: «Tu l'hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo».
Vangelo secondo Luca, 22:
69 Ma da ora in avanti il Figlio dell'uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio».
Come detto la differenza è minima ma rivelatrice. Mentre in Marco Gesù dice che i presenti vedranno (in un futuro indefinito, ma comunque mentre sono ancora in vita) il Figlio dell'Uomo della profezia di Daniele, in Matteo e Luca, composti come detto anni dopo Marco e dunque anni dopo la morte di molti di quanti assistevano a quel processo, Gesù parla di questo evento come se iniziasse col suo annuncio.

Contraddizioni evangeliche: asine e puledri


Continuo a citare da Jesus, Interrupted di Bart Ehrman, per evidenziare alcuni brani evangelici che mostrano incoerenze e contraddizioni.

Subito prima dell'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, di cui ho già parlato, l'autore del Vangelo di Marco pone l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.

Vangelo secondo Marco, 11 (composto tra il 65 e l'80):
1 Quando furono giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nel villaggio che è di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. 3 Se qualcuno vi dice: "Perché fate questo?" rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua"».
4 Essi andarono e trovarono un puledro legato a una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. 5 Alcuni tra quelli che erano lì presenti dissero loro: «Che fate? Perché sciogliete il puledro?» 6 Essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciarono fare. 7 Essi condussero il puledro a Gesù, gettarono su quello i loro mantelli ed egli vi montò sopra.
La narrazione del Vangelo secondo Matteo è molto simile, ma si specifica che l'ingresso a cavallo di un'asina verifica una profezia biblica, quella contenuta in Zaccaria 9,9.
Vangelo secondo Matteo, 21 (composto tra l'80 e il 90):
1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nella borgata che è di fronte a voi; troverete un'asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. 3 Se qualcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà».
4 Questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:
5 «Dite alla figlia di Sion:
"Ecco il tuo re viene a te,
mansueto e montato sopra un'asina,
e un asinello, puledro d'asina"».
6 I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato; 7 condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere.

lunedì 29 marzo 2010

Contraddizioni evangeliche: la cacciata dei mercanti

Mi piacciono molto i libri di Bart Ehrman, professore di Studi Religiosi all'Università della Nord Carolina. Trovo il suo modo di spiegare l'esegesi del Nuovo Testamento e la storia del Cristianesimo delle origini molto chiaro. Per cui mi sento di consigliare caldamente i suoi libri.

In italiano ho letto Gesù non l'ha mai detto, sulla trasmissione, corruzione e ricostruzione del testo del Nuovo Testamento, e I Cristianesimi perduti, sulle diverse correnti del Cristianesimo delle origini e i loro testi sacri. Sto aspettando che esca in edizione economica Pietro, Paolo e Maria Maddalena. Storia e leggenda dei primi seguaci di Gesù, che sembra essere un'analisi storica di questi tre personaggi.

In inglese ho invece letto Jesus, Interrupted. Revealing the Hidden Contradictions in the Bible (and Why We Don't Know About Them). La tesi centrale di Ehrman è che se si studia il Nuovo Testamento confrontando passo per passo le varie narrazioni, si troveranno discordanze causate dal fatto che gli evangelisti avevano un messaggio religioso da trasmettere, piuttosto che una narrazione precisa degli eventi.

giovedì 7 gennaio 2010

Divini concepimenti e umano scetticismo

Il concepimento di Alessandro Magno, raccontato da Plutarco (Vite parallele, Alessandro, 94,3-6):
Allora, la notte precedente a quella in cui fu consumato il matrimonio, la sposa sognò che vi fu lo scoppio di un tuono e che un fulmine cadde sul suo grembo, e che in tal modo si accese un grande fuoco, che divenne fiamme che viaggiavano tutto intorno, e poi si spense. In un secondo momento, poi, dopo il matrimonio, Filippo sognò di mettere un sigillo sul grembo di sua moglie; e l'immagine del sigillo, come gli sembrò, era la figura di un leone. Gli altri veggenti, ora, furono spinti dalla visione a sospettare che Filippo dovesse controllare da vicino i suoi rapporti matrimoniali; ma Aristandro di Telmesso disse che la donna era incinta, poiché nessun sigillo si mette su ciò che è vuoto, e incinta di un figlio la cui natura sarebbe stata coraggiosa e leonina. Inoltre, un serpente fu visto una volta disteso al fianco di Olimpia mentre lei dormiva, e ci viene detto che questo, più di ogni altra cosa, raffreddò l'ardore delle attenzioni di Filippo a sua moglie, in modo che egli non andò più spesso a dormire al suo fianco, o perché temeva che alcune magie e incantesimi potessero essere praticati su di lui da lei, o perché si era ridotto, per gli amplessi di lei, alla convinzione che essa era la compagna di un essere superiore.
Il concepimento di Gaio Ottavio Turino, come narrato da Svetonio (Vite dei dodici Cesari, Il divino Augusto, 94):
Nei libri delle «Avventure divine» di Asclepiade di Mende leggo questo racconto. Atia, recatasi a mezzanotte ad una cerimonia solenne in onore di Apollo, fece collocare nel tempio la sua lettiga e mentre le altre donne ritornavano a casa, si addormentò; tutto ad un tratto un serpente strisciò fino a lei e subito dopo se ne andò; quando si svegliò Atia si purificò come se uscisse dalle braccia di suo marito. E da quel momento portò sul corpo una macchia in forma di serpente che non poté più far sparire, tanto che dovette rinunciare per sempre ai bagni pubblici. Augusto nacque nove mesi dopo e per questo fu considerato figlio di Apollo.
Il concepimento di Gesù secondo il racconto tramandato dal Vangelo secondo Luca (1,25-36):
26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 28 L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». 29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 34 Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 35 L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. 36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile; 37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». 38 Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l'angelo la lasciò.
Questi sono racconti della nascita di tre figure importanti, tre personaggi storici, certamente ammirati da coloro che ne narrarono i concepimenti soprannaturali. Sono tre brani scritti nell'antichità, che dimostrano come allora fosse normale pensare che una persona molto illustre avesse un concepimento divino o comunque soprannaturale.

Eppure ci sono moltissime persone che, poste davanti a questi tre brani, si comportano in modo particolare: leggono i primi due con un distaccato scetticismo, comprendendo immediatamente che si tratta di racconti fantasiosi, magari pie invenzioni di persone in buona fede, ma cionondimeno fantasie, favole; poi leggono i terzo e immediatamente mettono da parte lo scetticismo, e credono che si tratti di un evento storico, veramente accaduto.

Anzi, questa sospensione dello scetticismo è vista come una virtù, come una meritevole prova di fede.

La mia opinione è differente: io credo che la vera virtù sia, al contrario, quella di sottoporre al vaglio del dubbio i fondamenti della nostra morale, della nostra visione del mondo, o, quanto meno, di essere disposti a farlo con onestà. Credo che lo scetticismo, inteso in senso positivo come predisposizione ad analizzare e verificare quanto sappiamo o quanto ci viene detto, sia una qualità umana, peculiare e caratterizzante uno stato superiore dello spirito umano. Insomma, che di fronte a presunti concepimenti "divini", l'antidoto sia un sano e "umano" scetticismo.

L'immagine è l'Annunciazione di El Greco.

Aggiornamento. Evidentemente qualcuno legge i miei post, dato che spuntano risposte come questa. Lungi da me elevarla ad archetipo delle posizioni cristiane in materia, ma devo dire che mi colpisce per la sua ingenuità. In pratica vi si dice che l'annunciazione a Maria contenuta nel Vangelo secondo Luca non sarebbe un mito in quanto è differente dai miti greci, in quanto non vi si narra l'unione carnale tra Maria e lo Dio, e perché l'autore, "Luca", descrive l'evento con delicatezza; a questi si aggiungono il consenso di Maria e "la mole filosofica e teologica dell'Annunciazione" sviluppata in seguito dalla Chiesa cattolica nell'arco di duemila anni.

Credo che l'obiezione sollevata sia facilmente rigettabile. Lo stile narrativo differente, la diversa sensibilità dell'autore, gli elementi peculiari del racconto non lo rendono più veritiero, e questo fa parte della nostra esperienza quotidiana. A tutti può essere capitato di aver letto un libro o aver visto un film fatti tanto bene da sembrare narrazioni di fatti accaduti, eppure siamo in grado, alla fine della lettura o della visione, di chiudere il libro e tornare alla realtà quotidiana, senza portarci dietro il dubbio che quello che abbiamo letto o visto sia vero.

Questo, però, non è vero in taluni casi, vale a dire quando la narrazione è di tipo religioso. In questi casi siamo in grado di sospendere l'incredulità ben oltre la chiusura del libro, di credere al suo contenuto, per quanto inverosimile e romanzesco che sia, e di accettarne le conseguenze nella nostra vita. Naturalmente a patto che il libro che abbiamo letto sia quello della nostra religione, perché siamo in grado di inibire lo stesso meccanismo di fronte ai racconti mitologici di altre religioni.

domenica 22 novembre 2009

«Che cos'è verità?»


Per chi è cristiano (cattolico) oggi è la Solennità di Cristo Re; secondo Wikipedia fu istituita l'11 dicembre 1925. Un post su Seraphim mi ha fatto andare a rileggere i brani evangelici in cui è narrato l'interrogatorio di Gesù da parte di Pilato. Eccoli.

Vangelo secondo Marco (composto nel 65-80), capitolo 15. Gesù è portato dinanzi a Pilato:

2 Pilato gli domandò: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Tu lo dici». 3 I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose; 4 e Pilato di nuovo lo interrogò dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!» 5 Ma Gesù non rispose più nulla; e Pilato se ne meravigliava.
Segue l'episodio di Barabba e la crocifissione di Gesù.

Vangelo secondo Matteo (composto tra l'80 e il 90), capitolo 27. Gesù è portato da Pilato, Giuda si impicca, e poi:

11 Gesù comparve davanti al governatore e il governatore lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli disse: «Tu lo dici». 12 E, accusato dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla. 13 Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose testimoniano contro di te?» 14 Ma egli non gli rispose neppure una parola; e il governatore se ne meravigliava molto.
Segue l'episodio di Barabba e la crocifissione di Gesù.

Vangelo secondo Luca (composto tra l'85 e il 95), capitolo 23. Gesù è portato dinanzi a Pilato:

2 E cominciarono ad accusarlo, dicendo: «Abbiamo trovato quest'uomo che sovvertiva la nostra nazione, istigava a non pagare i tributi a Cesare e diceva di essere lui il Cristo re». 3 Pilato lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» E Gesù gli rispose: «Tu lo dici».
4 Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo nessuna colpa in quest'uomo». 5 Ma essi insistevano, dicendo: «Egli sobilla il popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto fin qui».
Successivamente Pilato manda Gesù da Erode, segue l'episodio di Barabba e la crocifissione di Gesù.

Vangelo secondo Giovanni (composto tra il 90 e il 120), capitolo 18. Gesù è portato dinanzi a Pilato:

33 Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?» 34 Gesù gli rispose: «Dici questo di tuo, oppure altri te l'hanno detto di me?» 35 Pilato gli rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?» 36 Gesù rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui». 37 Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli disse: «Che cos'è verità?»
Segue l'episodio di Barabba e la crocifissione.

Alcuni spunti di riflessione.