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lunedì 23 luglio 2012

Marco e Giovanni spiegano la "tomba vuota", secondo Tabor

Durer, Sepoltura di Gesù
Il professor James Tabor è preside del Dipartimento di Studi Religiosi della University of North Carolina a Charlotte, dove insegna Origini del Cristianesimo e Giudaismo antico; è anche un archeologo, con molti importanti scavi in Palestina, tra cui quello che ha portato alla scoperta della tomba del sudario ad Akeldamà.

Nel suo blog ha recentemente affrontato il tema della tomba dove fu sepolto, secondo i vangeli canonici, Gesù. L'articolo si intitola «Reading Mark and John: The First Burial of Jesus», e nel titolo riassume i due temi affrontati: il primo è il confronto tra il racconto del Vangelo secondo Marco, il più antico dei vangeli canonici e quello a partire dal quale furono scritti i vangeli secondo Matteo e Luca, e quello del Vangelo secondo Giovanni, l'ultimo ad essere scritto e certamente indipendente dal vangelo marciano; il riconoscimento di una prima sepoltura di Gesù, il secondo.

Marco e Giovanni contro Matteo: la tomba di Giuseppe di Arimatea



Tabor riepiloga la storia della sepoltura di Gesù, così come nota al grande pubblico:
Tutti "sanno" che secondo i quattro vangeli del Nuovo Testamento, Giuseppe di Arimatea, altrimenti mai menzionato, si reca da Ponzio Pilato, governatore della Giudea, e ottiene il permesso di rimuovere il corpo di Gesù dalla croce. Prende il corpo e lo depone nella propria tomba nella tarda sera del venerdì. Un gruppo di donne, Maria Maddalena e altre, lo segue e vede la collocazione della tomba. Domenica mattina, quando vi si recano in visita per completare i riti ebraici di sepoltura, la tomba è vuota.
Tabor fa notare, però, che la storia non è corretta per quanto riguarda la parte in corsivo: la tomba, infatti, non appartiene a Giuseppe di Arimatea!

giovedì 21 giugno 2012

Non vi lamentate, se no Gesù manda i serpenti a mordervi!

Michelangelo, Il Serpente di Bronzo,
Cappella Sistina
Steve Wells, autore del blog Dwindling in Unbelief, ha pubblicato un interessante articolo intitolato «So it was Jesus that sent the serpents to bite people for complaining!», «Quindi fu Gesù che mandò i serpenti a mordere la gente che si era lamentata!».

L'articolo fa riferimento ad un episodio biblico (Numeri 21:5-6). Gli israeliti sono usciti dall'Egitto e sono nel deserto; non c'è pane e non c'è acqua, e il popolo si lamenta:
Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Dio aveva in precedenza risposto ad una lamentela simile facendo sgorgare acqua da una roccia percossa con un bastone da Mosè, ma stavolta ha perso la pazienza e punisce il lamentoso popolo eletto:
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì.

lunedì 19 marzo 2012

Paolo di Tarso contro le donne

Sul blog bzImage, Fabrizio ha pubblicato qualche tempo fa l'articolo «S.Paolo e il femminismo», in cui analizza un brano della Lettera agli Efesini di Paolo di Tarso e ne discute il contenuto misogino.

I due punti fondamentali avanzati da Fabrizio sono:
  1. Paolo prende atto della situazione sociale dei suoi tempi, utilizzando il rapporto di subalternità della donna antica rispetto all'uomo come metafora ben comprensibile ai suoi contemporanei del rapporto di subalternità dei fedeli a Dio;
  2. le parole di Paolo non sono le cause del maschilismo nella storia.
Riguardo il secondo punto, naturalmente nessuno imputa a Paolo la nascita storica del maschilismo, fenomeno sociale notoriamente antecedente il Cristianesimo. La critica è che sin dalle origini, il Cristianesimo abbia relegato le donne a un posto secondario, e che questo valga a tutt'oggi (basti vedere la composizione delle alte sfere della Chiesa).

lunedì 28 novembre 2011

La Bibbia? «Volgare e violenta», va ritirata dalle librerie

Brendan Smith è l'autore del sito «The Brick Testament» (Il Testamento di mattoncini, più o meno), in cui pubblica le storie della Bibbia ricostruite attraverso i mattoncini Lego. Si tratta di un lavoro che va avanti da circa un decennio e ha prodotto quasi 5000 illustrazioni per 400 scene.
Ecco Gesù sulla croce:

Le storie sono riprese direttamente dalla Bibbia e adattate il più precisamente possibile (talvolta con virtuosismi notevoli nel piegare i mattoncini alle necessità narrative), e corredate da citazioni dirette dei brani biblici o comunque direttamente derivate dagli stessi.

Il lavoro è notevole, ed oltre che sul sito http://www.bricktestament.com/index.html è stato pubblicato anche in edizione cartacea. Smith è infatti l'autore di The Brick Bible: A New Spin on the Old Testament, un libro contenente alcune delle storie pubblicate sul sito.


Pochi giorni dopo la pubblicazione del libro nelle librerie statunitensi, Smith è stato informato che The Brick Bible è stato ritirato dalla catena di distribuzione Sam's Club a causa di «un piccolo, imprecisato numero di rimostranze di clienti di Sam's Club che il libro sia volgare e violento, e che l'autore è ateo».

Insomma, dei credenti ritengono che questo libro di storie della Bibbia, evidentemente percepito come destinato ad un pubblico di minori, sia troppo «volgare e violento». E dire che l'edizione cartacea manca persino delle scene raffiguranti rapporti sessuali!

Che la Bibbia non sia una storia per ragazzini, dunque, lo pensano persino i cristiani!

Daniel Terdiman, «'Brick' breaker: Lego bible too racy for Sam's Club», CNet, 23 novembre 2011.

martedì 29 marzo 2011

«Contraffatti: Scrivere nel nome di Dio - Perché gli autori della Bibbia non sono chi crediamo che siano». Il nuovo libro di Bart Ehrman

È appena uscito il nuovo libro di Bart Ehrman, Forged: Writing in the Name of God - Why the Bible's Authors Are Not Who We Think They Are, HarperOne.

Ehrman è professore di Studi Religiosi all'Università della Carolina del Nord e autore di diversi libri di divulgazione sulla storia del Cristianesimo delle origini e del Gesù storico, tra cui Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei Vangeli, I cristianesimi perduti - Apocrifi, sette ed eretici nella battaglia per le sacre scritture, Pietro, Paolo e Maria Maddalena - Storia e leggenda dei primi seguaci di Gesù, Il vangelo del traditore - Una nuova lettura del Vangelo di Giuda, e La verità sul Codice da Vinci.

Dal suo libro, non tradotto in italiano, Jesus, Interrupted: Revealing the Hidden Contradictions in the Bible (And Why We Don't Know About Them) ho tratto diversi articoli della serie «Contraddizioni evangeliche».

sabato 12 marzo 2011

Quando Gesù divenne Figlio di Dio

Sto spiluccando di nuovo il libro Inchiesta sul Cristianesimo, una conversazione di Corrado Augias col professore di Storia del Cristianesimo Remo Cacitti sulla storia, appunto, del Cristianesimo delle origini.

Nel primo capitolo, Cacitti si chiede quando Gesù divenga il Figlio di Dio, il Messia; naturalmente, per rispondere si rifà alle fonti cristiane antiche, che presenta in ordine cronologico di composizione. La risposta dei testi cristiani mi è parsa interessante, in quanto mostra quanto le esigenze teologiche dei vari autori cristiani abbiano influenzato le loro narrazioni della vita di Gesù.

Paolo di Tarso

Il primo testo è la Lettera ai Romani di Paolo di Tarso, scritta alla fine degli anni 50 del I secolo. Nell'incipit Paolo si presenta dichiarando il nucleo della fede che predica (Lettera ai Romani, capitolo 1):
1 Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, 2 che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, 3 riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, 4 costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore.
Cacitti fa riferimento ai versetti 3 e 4 per sottolineare come Paolo veda Gesù sotto due aspetti: il Gesù uomo, discendente di Davide «secondo la carne»; e il Cristo Figlio di Dio, la cui manifestazione («costituito» traduce l'edizione CEI, «dichiarato» la Nuova Riveduta) avvenne per mezzo della risurrezione dai morti.

Per Paolo, dunque, Gesù viene «costituito» o «dichiarato» Figlio di Dio alla fine della sua vita umana, o meglio, in un istante successivo alla sua morte e dunque «al di fuori» della sua vita di uomo.

Come detto, questo testo è molto antico, essendo stato scritto alla fine degli anni 50; molti studiosi ritengono che sia addirittura più antico, una sorta di formula pre-esistente adottata da Paolo per definirsi come servo di Gesù.

Vangelo secondo Marco

Andrea del Verrocchio 002La testimonianza temporalmente successiva è quella costituita dal Vangelo secondo Marco, comunemente datato dopo l'anno 70. Questo vangelo non parla della nascita di Gesù, ma inizia col suo battesimo da adulto, per mano di Giovanni Battista.

Ho già parlato delle differenti versioni del battesimo di Gesù riportate dai vangeli canonici nell'articolo «Contraddizioni evangeliche: battesimo di Gesù», ma in questo caso ciò che è interessante sottolineare è la versione dell'evento riportata dal Vangelo secondo Marco (capitolo 1):
10 A un tratto, come egli usciva dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito scendere su di lui come una colomba. 11 Una voce venne dai cieli: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».
Per l'autore del vangelo marciano, lo Spirito di Dio scende su Gesù, sotto forma di colomba, al momento del suo battesimo: è questo il momento in cui Gesù è dichiarato «Figlio» di Dio.

Cacitti spiega il significato di questa variazione: l'evangelista vuole dimostrare che Gesù è il Figlio di Dio sin dall'inizio della predicazione, e non a partire dalla sua risurrezione, come detto precedentemente da Paolo; in questo modo, l'autore del Vangelo secondo Marco scongiura la possibilità che la vita di Gesù sia interpretata come un ciclo a-temporale di nascita e morte divina - proprio delle religioni misteriche greco-romane - ancorandolo ad un episodio "storico", al battesimo.

martedì 30 novembre 2010

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù (versione di Matteo)

Questo articolo contiene il riassunto per punti della narrazione della natività di Gesù secondo la versione tramandata dal Vangelo secondo Matteo.

È un articolo concepito come ausilio all'articolo sulle contraddizioni evangeliche nella narrazione della nascita di Gesù («Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù»), ma credo sia utile anche da solo. Tenendo separata la narrazione di Matteo da quella lucana, è infatti possibile notare sia l'originalità di Matteo rispetto a Luca, sia le sue caratteristiche narrative peculiari, sia l'intento teologico dell'autore.

Eventi della natività secondo Matteo

La narrazione della natività tramandata da Matteo può essere suddivisa in sei parti: la genealogia di Gesù e cinque eventi salienti.

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù (versione di Luca)

Questo articolo contiene il riassunto per punti della narrazione della natività di Gesù secondo la versione tramandata dal Vangelo secondo Luca.

È un articolo concepito come ausilio all'articolo sulle contraddizioni evangeliche nella narrazione della nascita di Gesù («Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù»), ma credo sia utile anche da solo. Tenendo separata la narrazione di Luca da quella matteana, è infatti possibile notare sia l'originalità di Luca rispetto a Matteo, sia le caratteristiche narrative peculiari, sia l'intento teologico dell'autore.

Eventi della natività secondo Luca

Nella narrazione del Vangelo secondo Luca, la nascita di Gesù è intrecciata con quella di Giovanni Battista, col quale sembra essere imparentato, ed è divisibile in cinque fasi, chiuse dalla genealogia di Gesù.

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù

La nascita di Gesù è un evento carico di importanza, sia culturale che teologica. Ho toccato questa fase della vita del Gesù storico con il post «Divini concepimenti e umano scetticismo», in cui notavo il fenomeno di sospensione di incredulità che i credenti hanno in eventi miracolosi appartenenti alla loro religione, ma che invece non hanno quando i miracoli sono di altre religioni (un esempio pratico del fenomeno trattato nell'articolo «Crediamo solo in ciò che ci dà ragione»).

Questa volta vorrei dedicarle più attenzione, analizzando le due narrazioni evangeliche, quella tramandata dal Vangelo secondo Matteo e quella conservatasi nel Vangelo secondo Luca; si tratta delle uniche due narrazioni della nascita di Gesù su ventisette libri che compongono il Nuovo Testamento!

La nascita di Gesù fa talmente parte del nostro bagaglio culturale che ciascuno di noi ne conosce la storia: l'annunciazione a Maria, il censimento, il viaggio fino a Betlemme, la nascita nella stalla, gli angeli che si recano dai pastori, le visite dei pastori e quella dei magi, la visita al Tempio e la circoncisione di Gesù, la fuga in Egitto e la strage degli innocenti, e infine il ritorno a Nazaret.

Ma c'è una cosa che molti non sanno, o a cui non danno peso: questa storia non è mai stata narrata da nessuno dei due evangelisti.

Certo, ciascuno di questi elementi si trova in una delle due narrazioni evangeliche, ma la storia che conosciamo non è quella raccontata da Matteo, o quella che Luca conosceva. Vale dunque la pena di indagare per comprendere meglio le differenze tra le due narrazioni.

lunedì 29 novembre 2010

Indovina chi?

Ecco 22 indizi, in base ai quali indovinare l'identità di un personaggio.

1. Ha detto ai suoi sostenitori di odiare la propria famiglia:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.» Luca, 14:26

2. Ha detto di voler dividere essere venuto a dividere famiglie:
«Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua.» Matteo, 10:35-36

«Voi pensate che io sia venuto a portar pace sulla terra? No, vi dico, ma piuttosto divisione; perché, da ora in avanti, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due e due contro tre; saranno divisi il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la madre contro la figlia, la figlia contro la madre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera» Luca, 12:51-53

3. Tratta male la propria famiglia:
«E uno gli disse: "Tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori che cercano di parlarti". 48 Ma egli rispose a colui che gli parlava: "Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?" E, stendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli!" Matteo, 12:47-49

4. È insensibile ai dolori delle persone:
«Un altro dei discepoli gli disse: "Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre". Ma e gli disse: "Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti".» Matteo, 8:21-22

venerdì 12 novembre 2010

Uomini ebrei, musulmani, cristiani: non toccate una donna!

Recentemente il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha fatto visita all'Indonesia, il più grande stato musulmano del mondo. In questa occasione, la First Lady Michelle Obama ha incontrato alcuni politici indonesiani, tra cui il ministro Tifatul Sembiring.

Come solito in queste occasioni ufficiali, c'è stata la fase delle presentazioni e dei saluti, con le relative strette di mano. Quello che in altri posti è un normale saluto, però, in questo caso ha creato non pochi grattacapi:


sabato 14 agosto 2010

Contraddizioni evangeliche: battesimo di Gesù

Riprendo la serie di articoli sulle contraddizioni presenti nelle narrazioni evangeliche, con l'ausilio dell'interessante libro Jesus, Interrupted, di Bart Ehrman.

Dopo l'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, quello dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, dopo un articolo sulle contraddizioni riguardo al giorno della morte di Gesù, uno su quattro contraddizioni o errori nella narrazione della passione di Gesù e, infine, uno sul tradimento e la morte di Giuda, ecco una piccola presentazione delle incongruenze relative al battesimo di Gesù.

Prima di iniziare, fate mente locale alle vostre conoscenze su questo episodio fondamentale: Gesù è battezzato da Giovanni Battista nelle acque del Giordano, quando si sente una voce dal cielo che dice...

Cosa dice la voce dal cielo al battesimo di Gesù?

Come spesso succede, l'episodio è riportato nei vangeli sinottici (Marco, Matteo e Luca) ma non nel quarto vangelo, il Vangelo secondo Giovanni, dove Giovanni Battista testimonia la discesa dello Spirito Santo su Gesù. Ci sarebbe da dire qualcosa a riguardo, ma si tratterebbe di una deviazione dalla questione delle contraddizioni. O forse no.

domenica 13 giugno 2010

Gli apologeti e la frottola del papiro 7Q5

Aggiornato il 15 giugno.

Sono il primo a dirmi che dovrei smettere di leggere blogs apologetici, ma non ce la faccio, è più forte di me. A spingermi c'è, da una parte, la possibilità di trovarvi argomentazioni serie, anche se si tratta di una cosa più unica che rara, come ha dimostrato l'esperienza; dall'altra c'è il divertimento di vedere gli apologeti arrabattarsi per riconciliare religione e ragione.

Il caso di oggi parte da un articolo del IlSussidiario.net, giornale on-line riconducibile a Comunione e Liberazione, in cui si riporta la notizia che l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), insieme all'Istituto Bam di Berlino, sottoporranno ad un'indagine spettrometrica alcuni frammenti dei Rotoli del Mar Morto, anche noti come Manoscritti di Qumran. In particolare, gli scienziati intendono comprendere se, in base alla composizione chimica dei rotoli, sia possibile comprendere l'origine dei rotoli stessi.

Bene, come hanno reagito gli apologeti a questa notizia? Cercando di tirare più acqua possibile al loro mulino, a che a costo di lasciare intendere cose non vere.

Ad esempio, il blogger Aguado del blog Ragione e Fede (di cui ho avuto modo di parlare in passato) se n'è uscito con un post intitolato «Nuovi studi sui rotoli di Qumran, garanti dell’autenticità dei Vangeli».

Ecco il salto apologetico. Nell'articolo de ilSussidiario si parla di «Bibbia», non di «vangeli», dunque l'introduzione di questo riferimento è di Aguado. E perché questo sarebbe un errore? Perché tra i Manoscritti del Mar Morto non vi sono testi cristiani, dato che gli autori di quei testi erano ebrei, probabilmente esseni.

Aguado tira allora fuori il frammento 7Q5 (quinto frammento dalla cava 7 di Qumran), affermando che si tratta di un frammento del Vangelo secondo Marco. L'intenzione è chiara: se l'analisi spettrometrica dovesse confermare l'originalità dei manoscritti, cosa che nessuno studioso mette in dubbio, allora, secondo il ragionamento di Aguado, anche i vangeli sarebbero autentici (qualunque cosa questa significhi).

Il ragionamento di Aguado è fallato sotto due aspetti:
  1. i fisici dell'INFN non analizzeranno 7Q5, ma «i Rotoli del Tempio, che descrivono un tempio virtuale non realizzato», come detto nell'articolo de ilSussidiario;
  2. l'identificazione di 7Q5 con un passo del Vangelo secondo Marco è scientificamente infondata.
Tra l'altro Aguado non può negare di sapere che 7Q5, un frammento di papiro contenente una ventina di lettere, non è un passo marciano, dato che lo ha letto nel relativo articolo di Wikipedia. Ma dato che le notizie, per un apologeta, possono essere manipolate per farle rientrare nel progetto apologetico, Aguado definisce la voce di wiki «parecchio spoglia», e rimanda alle pubblicazioni degli unici due studiosi che sostengono l'identificazione, il papiriologo gesuita spagnolo José O'Callaghan e quello tedesco Carsten Peter Thiede, famoso per aver anche anticipato la datazione del più antico papiro contenente un testo del Nuovo Testamento (facendolo passare dal 200 all'80 d.C.) e per aver definito autentico il Titulus crucis, poi datato al X secolo.


Al di là dello smascheramento dell'ennesimo tentativo (malriuscito) di fare apologetica, cosa ci insegna questo episodio? Che gli apologeti, per natura, non sono interessati alla verità, ma a far rientrare i fatti nella loro teoria, di metterli al servizio della religione.

Per questo sono gente dalla quale bisogna stare alla larga. Anche se sono il primo a non seguire questo consiglio.

L'immagine del papiro 7Q5, alterata per evidenziare il testo, è di pubblico dominio.

Aggiornamento. Giovanni Bazzana, storico del Cristianesimo antico, mi ha cortesemente segnalato due articoli di approfondimento sulla questione 7Q5. «Il Nuovo Testamento e Qumran: 7Q5», di Giovanni Bazzana, e «7Q5? Passiamo ad altro, per favore», di Luigi Walt, che tratta della stessa fonte apologetica di cui mi sono occupato io.

giovedì 13 maggio 2010

Vangelo segreto di Marco: un aggiornamento della situazione

La storia del Vangelo segreto di Marco è simile a quella di un giallo.

Nel 1958, lo studioso Morton Smith trovò, alla fine di un'edizione seicentesca delle lettere di Ignazio di Antiochia, un'inedita lettera attribuita al vescovo e teologo del II secolo Clemente di Alessandria. Nella lettera, Clemente parlava di una seconda edizione del Vangelo secondo Marco, scritta dallo stesso evangelista e contenente insegnamenti di Gesù riservati solo alla cerchia più ristretta degli apostoli.

Il manoscritto, conservato nella biblioteca del monastero di Mar Saba, andò perduto, e di esso rimangono solo le foto scattate da Smith. Fino alla sua morte, pochi studiosi hanno messo in dubbio apertamente l'autenticità della lettera di Clemente, nota come Lettera a Teodoro, sostenuta da Smith in due suoi studi, uno indirizzato al lettore di formazione accademica e uno dedicato ad un pubblico più ampio.

Dopo la morte di Smith, avvenuta nel 1991, diversi ricercatori hanno chiaramente affermato che la lettera è un falso fabbricato da Smith stesso, mentre altri ne sostengono l'autenticità.

Sul blog Ζήτησις, Frances ha pubblicato un interessante riassunto delle ultime pubblicazioni sull'argomento: «Lo Status quaestionis e nuove prospettive sul Vangelo segreto di Marco».

Aggiornamento. Ringrazio domenico per avermi segnalato un'imprecisione: oltre alle foto in bianco e nero di Smith, esistono anche altre foto a colori della lettera di Clemente, pubblicate una decina di anni fa.

giovedì 29 aprile 2010

Agora: versetti della lettera di Paolo sulle donne

Ho notato che ci sono persone che cercano il riferimento per i versetti letti nel film Agora. In una delle scene finali del film, Cirillo di Alessandria riunisce a messa i principali funzionari imperiali della città, tra cui Oreste, il praefectus augustalis e suo avversario. Poi legge loro queste parole, dalla Prima lettera a Timoteo (capitolo 2):
9 Allo stesso modo, le donne si vestano in modo decoroso, con pudore e modestia: non di trecce e d'oro o di perle o di vesti lussuose, 10 ma di opere buone, come si addice a donne che fanno professione di pietà. 11 La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. 12 Poiché non permetto alla donna d'insegnare, né di usare autorità sul marito, ma stia in silenzio.
La citazione di Cirillo, nell'intento del regista, è chiara: Oreste deve rinunciare ai consigli di Ipazia, una donna, e sottomettersi all'autorità della Chiesa.

Per onestà devo sottolineare il fatto che la Prima lettera a Timoteo, come le altre due lettere pastorali (la Seconda lettera a Timoteo e la Lettera a Tito), sono considerate pseudoepigrafe dalla moderna critica biblica: vale a dire che qualcuno che non era Paolo le ha scritte fingendo di essere l'apostolo per rendere più autorevoli le proprie parole.

Ma per affermare che Paolo avesse una visione misogina non c'è bisogno di appellarsi alla Prima lettera a Timoteo, anche se questa formulazione è molto chiara. Nella Prima lettera ai Corinzi, lettera considerata quasi unanimemente autentica, Paolo scrive infatti (capitolo 11):
1 Siate miei imitatori, come anch'io lo sono di Cristo. 2 Ora vi lodo perché vi ricordate di me in ogni cosa, e conservate le mie istruzioni come ve le ho trasmesse.

3 Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l'uomo, e che il capo di Cristo è Dio. 4 Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo; 5 ma ogni donna che prega o profetizza senza avere il capo coperto fa disonore al suo capo, perché è come se fosse rasa. 6 Perché se la donna non ha il capo coperto, si faccia anche tagliare i capelli! Ma se per una donna è cosa vergognosa farsi tagliare i capelli o radere il capo, si metta un velo. 7 Poiché, quanto all'uomo, egli non deve coprirsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo; 8 perché l'uomo non viene dalla donna, ma la donna dall'uomo; 9 e l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. 10 Perciò la donna deve, a causa degli angeli, avere sul capo un segno di autorità. 11 D'altronde, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo senza la donna. 12 Infatti, come la donna viene dall'uomo, così anche l'uomo esiste per mezzo della donna e ogni cosa è da Dio. 13 Giudicate voi stessi: è decoroso che una donna preghi Dio senza avere il capo coperto? 14 Non vi insegna la stessa natura che se l'uomo porta la chioma, ciò è per lui un disonore? 15 Mentre se una donna porta la chioma, per lei è un onore; perché la chioma le è data come ornamento.
Aggiunge poi, al capitolo 14:
34 Come si fa in tutte le chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare; stiano sottomesse, come dice anche la legge. 35 Se vogliono imparare qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è vergognoso per una donna parlare in assemblea.
Ancora una volta, è stato proposto che i versetti 14,34-35 siano un'interpolazione successiva.

Ma che siano autentici o no, non importa: come ha detto l'autore di un blog cattolico, "comunque sono entrati nella definizione di Chiesa"; cioè, rielaborando, che questi versetti siano di Paolo o meno, sono stati considerati autentici e ispirati e hanno contribuito a formare la visione della donna all'interno della Chiesa e del mondo occidentale.

I brani del Nuovo Testamento sono nella traduzione della Nuova Riveduta.

martedì 6 aprile 2010

Zombi!


Vangelo secondo Matteo, 27:
52 le tombe s'aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; 53 e, usciti dai sepolcri, dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa e apparvero a molti.
Alla morte di Gesù, molti corpi di santi risuscitarono. Poi entrarono a Gerusalemme e furono visti da molti.

Ah, e ovviamente tra i quattro evangelisti e gli altri autori del Nuovo Testamanto, solo l'autore del Vangelo secondo Matteo reputò il fatto abbastanza particolare da essere menzionato (oppure "Matteo" cercava semplicemente di aggiungere un'altra profezia, Isaia 26:19, alla sua raccolta di profezie realizzate da Gesù).

Eppure c'è gente che a queste cose crede davvero!

La traduzione italiana dei versetti del Nuovo Testamento è dell'edizione Riveduta. Devo dare credito per questo plagio questa ispirazione al post di Common Sense Atheism, "Happy Zombie Day!" (si, quello è il suo post pasquale...). L'immagine è "The Zombie Invasion", di JC.

giovedì 1 aprile 2010

Contraddizioni evangeliche: il giorno della morte di Gesù

Come molti altri cristiani, per lungo tempo ho avuto una frequentazione del Vangelo «per interposta persona». Certo, leggevo il Vangelo e lo meditavo, anche se devo ammettere che, da ragazzo, mi interessavano molto di più le storie narrate che le sottigliezze teologiche, ma per comprendere il «vero» significato del messaggio di Gesù, mi fidavo del mio sacerdote, delle sue interpretazioni.

In particolare, ricordo che ero affascinato dalla narrazione degli eventi della Passione di Gesù, di tutti quei momenti altamente drammatici e narrativamente coinvolgenti che vanno dall'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, a cavallo di un asino e tra le ali festanti, fino alla morte di Gesù e poi alla sua risurrezione. Mi piacevano anche le cerimonie cattoliche centrate su questi momenti: la Domenica delle Palme con la sua processione, le palme, i suoi canti; la lavanda dei piedi, cui una volta vi partecipai come uno dei «lavandi»; la Pasqua. Era in questi momenti che assimilavo gli eventi cruciali della vita terrena di Gesù, quasi per osmosi, durante la lettura dei vangeli.

Devo riconoscere, quindi, che fui non poco turbato quando lessi da qualche parte che le narrazioni evangeliche della morte di Gesù sono su alcuni punti assolutamente incompatibili: in anni, decenni di settimane pasquali con i relativi riti e le relative letture, non avevo mai sospettato una cosa del genere. Invece di andare a chiedere spiegazioni al mio sacerdote, cercai qualche informazione su Internet, e capitai su un sito che presentava tutta una serie di elucubrazioni sul calendario ebraico adottato a Gerusalemme e le sue differenze con quello di Qumran, e mi scrollai la questione di dosso, liquidandola con una delle solite speculazioni sul "mistero" dei Manoscritti del Mar Morto.

Anni dopo ho scoperto che realmente la narrazione della morte di Gesù nei sinottici (Marco, Matteo e Luca) è incompatibile con quella in Giovanni. In questo post presenterò le differenze che riguardano il giorno della morte di Gesù, in relazione con la festività ebraica della Pesach (la Pasqua ebraica). Come per i post precedenti, non presento riflessioni mie, ma argomentazioni note da secoli agli studiosi e che riprendo dai libri di Bart Ehrman (ma Giovanni Bazzana ha pubblicato oggi un post sullo stesso argomento, di certo più «avanzato» del mio).

Pesach, la Pasqua ebraica


Nel mio immaginario, la storia della fuga degli Ebrei dall'Egitto sotto la guida di Mosè è legata alle magnifiche immagini del film I dieci comandamenti, con Charlton Heston nei panni di Mosè e Yul Brynner in quelli del Faraone.

La storia è famosissima, una delle più belle dell'Antico Testamento. Gli Ebrei sono in Egitto, dove vivono da secoli come schiavi degli Egiziani, e Dio manda Mosè a liberarli e a portarli nella Terra Promessa (l'Esodo). Dato che il Faraone non è certo contento di perdere la propria forza lavoro servile, e dato che Dio gli "indurisce il cuore" ripetutamente, Dio manda diverse piaghe per piegare la volontà del Faraone. Di queste piaghe l'ultima, quella decisiva per la liberazione degli Ebrei, è quella più tragica: la morte di tutti i primogeniti degli Egiziani (bellissima la scena in cui il figlio primogenito del Faraone muore, e Yul Brinner chiede inutilmente al dio egiziano di risuscitarlo).

Affinché la piaga non colpisca gli Ebrei, Dio dice a Mosè di ordinare agli Ebrei di sacrificare un agnello e di bagnare gli stipiti della porta di casa col suo sangue; ordina loro anche di mangiare in fretta il loro pasto serale. Quella notte, mentre gli Ebrei cenano, l'angelo di Dio attraversa l'Egitto uccidendo tutti i primogeniti; ma quando incontra case con gli stipiti bagnati di sangue, passa oltre. A seguito di questa pestilenza, il Faraone lascia liberi gli Ebrei di uscire dall'Egitto.

martedì 30 marzo 2010

Contraddizioni evangeliche: profeti, veli e centurioni

Continuo a citare dal libro Jesus, Interrupted, di Bart Ehrman. Alle pagine 50-52 (HarperOne, 2009), Ehrman elenca una serie di discrepanze "minori", tra cui quella sull'asina di cui ho parlato ieri. Le altre sono riportate di seguito.

Gesù interrogato dal sommo sacerdote

Dopo aver narrato l'arresto di Gesù a Getsemani, l'autore del Vangelo secondo Marco (il più antico dei vangeli canonici, secondo gli studiosi moderni) racconta che Gesù fu portato dinanzi al sommo sacerdote. Poiché che le testimonianze portate contro il prigioniero non erano sufficienti ad incriminarlo, il sommo sacerdote in persona si rivolge a Gesù.

Vangelo secondo Marco, 14:
61b Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». 62 Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell'uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo
».
Gesù non risponde solo di essere il Messia, ma annuncia che i presenti assisteranno al compimento della profezia contenuta nel libro di Daniele (7, 13-14: "ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto.")

Nel Vangelo secondo Matteo e in quello secondo Luca, posteriori di qualche lustro a quello secondo Marco, la risposta di Gesù è diversa in un solo particolare, ma molto interessante.

Vangelo secondo Matteo, 26:
64 Gesù gli rispose: «Tu l'hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo».
Vangelo secondo Luca, 22:
69 Ma da ora in avanti il Figlio dell'uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio».
Come detto la differenza è minima ma rivelatrice. Mentre in Marco Gesù dice che i presenti vedranno (in un futuro indefinito, ma comunque mentre sono ancora in vita) il Figlio dell'Uomo della profezia di Daniele, in Matteo e Luca, composti come detto anni dopo Marco e dunque anni dopo la morte di molti di quanti assistevano a quel processo, Gesù parla di questo evento come se iniziasse col suo annuncio.

La morale del Nuovo Testamento - non farti mai lodare

Quando si fa notare ai cristiani che il loro Antico Testamento narra di un Dio che ha comportamenti poco morali, si ottengono risposte volte a difendere l'idea che il Dio amorale dell'Antico Testamento e il Dio buono del Nuovo siano in realtà lo stesso Dio.

Alcune volte la risposta è che il testo è stato male interpretato (e tipicamente l'interpretazione "corretta" è alquanto arzigogolata); altre volte che non si tratta di fatti reali ma di allegorie (resta da spiegare, comunque, l'amoralità di queste allegorie).

Ma la mia risposta preferita è quella che l'Antico Testamento va compreso nel suo "contesto", come rivelazione parziale e progressiva del messaggio divino, che avrebbe avuto la sua piena epifania con Gesù e il Nuovo Testamento.

Un'obiezione facile facile a questa spiegazione è che nell'Antico Testamento non c'è nulla che lasci pensare che il messaggio divino lì contenuto sia incompleto o in qualche modo errato; e infatti gli Ebrei continuano a seguire i dettami contenuti nella Bibbia ebraica (fondamentalmente coincidente con l'Antico Testamento cristiano) senza avere il minimo dubbio di non aver ricevuto un messaggio completo e corretto.

Ma un'obiezione ancor più forte mi pare il fatto che questo Dio dalla moralità discutibile non sia del tutto scomparso neppure nel Nuovo Testamento.

Contraddizioni evangeliche: asine e puledri


Continuo a citare da Jesus, Interrupted di Bart Ehrman, per evidenziare alcuni brani evangelici che mostrano incoerenze e contraddizioni.

Subito prima dell'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, di cui ho già parlato, l'autore del Vangelo di Marco pone l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.

Vangelo secondo Marco, 11 (composto tra il 65 e l'80):
1 Quando furono giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nel villaggio che è di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. 3 Se qualcuno vi dice: "Perché fate questo?" rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua"».
4 Essi andarono e trovarono un puledro legato a una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. 5 Alcuni tra quelli che erano lì presenti dissero loro: «Che fate? Perché sciogliete il puledro?» 6 Essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciarono fare. 7 Essi condussero il puledro a Gesù, gettarono su quello i loro mantelli ed egli vi montò sopra.
La narrazione del Vangelo secondo Matteo è molto simile, ma si specifica che l'ingresso a cavallo di un'asina verifica una profezia biblica, quella contenuta in Zaccaria 9,9.
Vangelo secondo Matteo, 21 (composto tra l'80 e il 90):
1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nella borgata che è di fronte a voi; troverete un'asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. 3 Se qualcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà».
4 Questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:
5 «Dite alla figlia di Sion:
"Ecco il tuo re viene a te,
mansueto e montato sopra un'asina,
e un asinello, puledro d'asina"».
6 I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato; 7 condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere.