Visualizzazione post con etichetta disegno intelligente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta disegno intelligente. Mostra tutti i post

domenica 21 novembre 2010

Le spiegazioni teistiche possono funzionare? (Indice)

Questa serie di articoli è una traduzione di posts scritti da John Danaher, autore di Philosophical Disquisitions, a proposito del Capitolo 5 del libro Theism and Explanation di Gregory Dawes, in cui si discute l'ammissibilità di «spiegazioni teistiche», cioè che coinvolgono Dio.

La serie è stata anche ripubblicata sul blog di Luke Muehlhauser, Common Sense Atheism


Questa traduzione è rilasciata con la licenza Creative Commons by-nc 3.0, come l'originale.

mercoledì 17 novembre 2010

Le spiegazioni teistiche possono funzionare? L'ottimalità e le sue obiezioni

Il testo seguente è la traduzione di un articolo di John Danaher, autore di Philosophical Disquisitions. Il post originale si intitola «Potential Theistic Explanations: Optimality and its Discontents», ed è stato ripubblicato sul blog di Luke Muehlhauser, Common Sense Atheism.

In questo articolo Danaher spiega come Gregory Dawes affronta le critiche al principio di ottimalità come vincolo alle spiegazioni teistiche.

Ricordo che per «spiegazione intenzionale» si intende «ciò che spiega qualcosa in termini delle convinzioni, dei desideri e delle intenzioni di agenti razionali» e che il termine italiano «Disegno intelligente» è una traduzione errata, ma inveterata, per Intelligent design, «Progetto intelligente».


Questo post fa parte della mia discussione del Capitolo 5 del libro Theism and Explanation di Gregory Dawes.

Lo scopo primario di Dawes è quello di mostrare che non esistono buone obiezioni di principio alle spiegazioni teistiche, che possono essere spiegazioni intenzionali genuine. È solo incidentale che non siano buone spiegazioni.

Il Capitolo 5 del libro di Dawes tratta di alcune obiezioni di principio. Poiché l'argomentazione è che le spiegazioni divine sono un tipo di spiegazioni intenzionali, il proponente deve supporre una specifica intenzione divina come spiegazione di una certa situazione.

Gli scettici ritengono che ciò sia insostenibile: non possiamo conoscere la mente di Dio, dunque non possiamo fornire spiegazioni intenzionali divine. L'abbiamo visto l'ultima volta analizzando l'obiezione di Elliot Sober al disegno intelligente.

Dawes risponde a Sober affermando che possiamo imporre alcuni vincoli alle spiegazioni teistiche, utilizzando i principi di razionalità e ottimalità. Il principio di ottimalità afferma che Dio, a causa della sua natura divina, sceglierebbe sempre il mezzo ottimale per raggiungere uno scopo.

mercoledì 21 aprile 2010

L'Origine delle (argomentazioni) speciose


Esce oggi in Italia per la Feltrinelli il controverso libro Gli errori di Darwin, del filosofo e cognitivista Jerry Fodor e del cognitivista Massimo Piattelli-Palmarini.

Il titolo scelto fa intuire come questo libro diventerà il cavallo di battaglia di quella schiera di oscurantisti che, in nome della religione (con eccezioni più uniche che rare), combattono l'idea stessa di evoluzione. L'arrivo di questo libro ha causato infatti un grande fermento in quel sottobosco di cattolicisti italiani che sono disposti a negare una teoria scientifica così forte come quella dell'evoluzione, pur di rimuovere quello che percepiscono come un ostacolo alla loro visione religiosa del mondo.

Già da giorni sono comparsi su Internet commenti trionfalistici da parte dei denigratori della teoria dell'evoluzione, creazionisti in primis, secondo i quali questo libro smonterebbe il fondamento scientifico del Darwinismo.

Ma è vero? Fodor e Piattelli-Palmarini, nessuno dei quali è creazionista (anzi, sono atei), demoliscono realmente il Darwinismo? Per scoprirlo bisogna andare a leggere cosa i due autori dicono nell'articolo «Survival of the fittest theory: Darwinism's limits», pubblicato su New Scientist il 3 febbraio di quest'anno, in cui presentano il contenuto del loro libro, e le reazioni della comunità scientifica alle loro opinioni.

Come funziona l'evoluzione?

Ecco come Fodor e Piattelli-Palmarini descrivono la teoria dell'evoluzione (che loro definiscono "neo-Darwinismo"). Innanzitutto spiegano la variabilità casuale dei genotipi, cioè dei corredi genetici dei singoli individui, e quella conseguente dei fenotipi, i corpi dei singoli individui intesi come espressione dei rispettivi genotipi:

sabato 13 marzo 2010

Complessità e creatore

Una delle prove a favore dell'esistenza di un creatore è la complessità dell'universo. I creazionisti, e coloro che sostengono quantomeno di un progettista delle leggi fisiche, affermano che non sia possibile spiegare la complessità dell'universo senza postulare l'esistenza di un essere pensante che l'abbia progettato.

Sul sito Common Sense Atheism sono stati pubblicati due spettacolari filmati che dimostrano come meccanismi semplici ma potentissimi, come quelli alla base dell'evoluzione per selezione naturale, possano portare all'emersione della complessità senza la presenza di un progettista.

Riporto qui i due filmati pubblicati su Common Sense Atheism.

Nei documentari naturalistici si dice sempre che i formicai sono strutture complesse e gigantesche, ma non è sempre facile capire quanto siano complesse e gigantesche queste opere di esserini non intelligenti.



Richard Dawkins racconta della coltivazione dei funghi e della lotta antiparassitaria attraverso la diffusione di antibiotici. Nei formicai.