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lunedì 9 maggio 2011

Le prove della risurrezione di Gesù che mancano all'appello

Dal blog Debunking Christianity, segnalo un articolo di John Loftus intitolato «There Is a Lot of Evidence Concerning the Resurrection of Jesus We Don't Have But Would Like To Have» («Ci sono molte prove della risurrezione di Gesù che non abbiamo ma che ci piacerebbe avere»). Eccone un estratto:
Non abbiamo conferme di fonti indipendenti sulle affermazioni evangeliche che il velo del Tempio fu squarciato in due alla morte di Gesù (Marco 15:38), né che l'oscurità scese «su tutta la terra» da mezzogiorno alle tre del pomeriggio (Marco 15:33) perché il «sole smise di splendere» (Luca 23:45) né che vi fu un terremoto alla sua morte (Matteo 27:51,54), con un altro «violento» il giorno che sarebbe uscito dalla tomba (Matteo 28:2), né che i santi furono riportanti in vita alla sua morte, poi attesero fin quando Gesù sarebbe uscito dalla tomba per uscire dalle proprie tombe aperte, e che successivamente «entrarono nella città santa e apparvero a molte persone» (Matteo 27:52-53). Possono questi eventi essere realmente accaduti, senza che la successiva letteratura rabbinica, o Filone, o Giuseppe li menzionassero?

martedì 30 novembre 2010

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù (versione di Matteo)

Questo articolo contiene il riassunto per punti della narrazione della natività di Gesù secondo la versione tramandata dal Vangelo secondo Matteo.

È un articolo concepito come ausilio all'articolo sulle contraddizioni evangeliche nella narrazione della nascita di Gesù («Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù»), ma credo sia utile anche da solo. Tenendo separata la narrazione di Matteo da quella lucana, è infatti possibile notare sia l'originalità di Matteo rispetto a Luca, sia le sue caratteristiche narrative peculiari, sia l'intento teologico dell'autore.

Eventi della natività secondo Matteo

La narrazione della natività tramandata da Matteo può essere suddivisa in sei parti: la genealogia di Gesù e cinque eventi salienti.

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù (versione di Luca)

Questo articolo contiene il riassunto per punti della narrazione della natività di Gesù secondo la versione tramandata dal Vangelo secondo Luca.

È un articolo concepito come ausilio all'articolo sulle contraddizioni evangeliche nella narrazione della nascita di Gesù («Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù»), ma credo sia utile anche da solo. Tenendo separata la narrazione di Luca da quella matteana, è infatti possibile notare sia l'originalità di Luca rispetto a Matteo, sia le caratteristiche narrative peculiari, sia l'intento teologico dell'autore.

Eventi della natività secondo Luca

Nella narrazione del Vangelo secondo Luca, la nascita di Gesù è intrecciata con quella di Giovanni Battista, col quale sembra essere imparentato, ed è divisibile in cinque fasi, chiuse dalla genealogia di Gesù.

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù

La nascita di Gesù è un evento carico di importanza, sia culturale che teologica. Ho toccato questa fase della vita del Gesù storico con il post «Divini concepimenti e umano scetticismo», in cui notavo il fenomeno di sospensione di incredulità che i credenti hanno in eventi miracolosi appartenenti alla loro religione, ma che invece non hanno quando i miracoli sono di altre religioni (un esempio pratico del fenomeno trattato nell'articolo «Crediamo solo in ciò che ci dà ragione»).

Questa volta vorrei dedicarle più attenzione, analizzando le due narrazioni evangeliche, quella tramandata dal Vangelo secondo Matteo e quella conservatasi nel Vangelo secondo Luca; si tratta delle uniche due narrazioni della nascita di Gesù su ventisette libri che compongono il Nuovo Testamento!

La nascita di Gesù fa talmente parte del nostro bagaglio culturale che ciascuno di noi ne conosce la storia: l'annunciazione a Maria, il censimento, il viaggio fino a Betlemme, la nascita nella stalla, gli angeli che si recano dai pastori, le visite dei pastori e quella dei magi, la visita al Tempio e la circoncisione di Gesù, la fuga in Egitto e la strage degli innocenti, e infine il ritorno a Nazaret.

Ma c'è una cosa che molti non sanno, o a cui non danno peso: questa storia non è mai stata narrata da nessuno dei due evangelisti.

Certo, ciascuno di questi elementi si trova in una delle due narrazioni evangeliche, ma la storia che conosciamo non è quella raccontata da Matteo, o quella che Luca conosceva. Vale dunque la pena di indagare per comprendere meglio le differenze tra le due narrazioni.

sabato 14 agosto 2010

Contraddizioni evangeliche: battesimo di Gesù

Riprendo la serie di articoli sulle contraddizioni presenti nelle narrazioni evangeliche, con l'ausilio dell'interessante libro Jesus, Interrupted, di Bart Ehrman.

Dopo l'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, quello dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, dopo un articolo sulle contraddizioni riguardo al giorno della morte di Gesù, uno su quattro contraddizioni o errori nella narrazione della passione di Gesù e, infine, uno sul tradimento e la morte di Giuda, ecco una piccola presentazione delle incongruenze relative al battesimo di Gesù.

Prima di iniziare, fate mente locale alle vostre conoscenze su questo episodio fondamentale: Gesù è battezzato da Giovanni Battista nelle acque del Giordano, quando si sente una voce dal cielo che dice...

Cosa dice la voce dal cielo al battesimo di Gesù?

Come spesso succede, l'episodio è riportato nei vangeli sinottici (Marco, Matteo e Luca) ma non nel quarto vangelo, il Vangelo secondo Giovanni, dove Giovanni Battista testimonia la discesa dello Spirito Santo su Gesù. Ci sarebbe da dire qualcosa a riguardo, ma si tratterebbe di una deviazione dalla questione delle contraddizioni. O forse no.

lunedì 12 aprile 2010

Contraddizioni evangeliche: tradimento e morte di Giuda


Dopo una piccola pausa, ecco il quinto post dedicato alle contraddizioni evangeliche, riprese dal libro Jesus, Interrupted di Bart Ehrman.

Precedentemente ho analizzato l'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, quello dell'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, le contraddizioni riguardo il giorno della morte di Gesù, oltre ad un post "fritto misto" su quattro contraddizioni o errori nella narrazione della passione di Gesù.

Con questo post vorrei riproporre le considerazioni di Bart Ehrman sul tradimento di Giuda e sulla sua morte (pagine 45-47 del libro).

Motivazioni del tradimento

Ehrman inizia elencando le motivazioni per il tradimento di Giuda proposte dai quattro vangeli canonici. Ecco cosa dicono i vangeli sinottici.

Vangelo secondo Marco, 14:
10 Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. 11 Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo.
Vangelo secondo Matteo, 26.
14 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15 e disse: «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. 16 Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
Vangelo secondo Luca, 22:
3 Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. 4 Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. 5 Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. 6 Egli fu d'accordo e cercava l'occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.
La dipendenza tra i testi dei sinottici è evidente: in tutti e tre Giuda si reca dai sommi sacerdoti, in tutti e tre questi si «rallegrano» e gli promettono del denaro, in tutti e tre Giuda inizia a cercare l'occasione propizia per tradire Gesù.

giovedì 1 aprile 2010

Contraddizioni evangeliche: il giorno della morte di Gesù

Come molti altri cristiani, per lungo tempo ho avuto una frequentazione del Vangelo «per interposta persona». Certo, leggevo il Vangelo e lo meditavo, anche se devo ammettere che, da ragazzo, mi interessavano molto di più le storie narrate che le sottigliezze teologiche, ma per comprendere il «vero» significato del messaggio di Gesù, mi fidavo del mio sacerdote, delle sue interpretazioni.

In particolare, ricordo che ero affascinato dalla narrazione degli eventi della Passione di Gesù, di tutti quei momenti altamente drammatici e narrativamente coinvolgenti che vanno dall'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, a cavallo di un asino e tra le ali festanti, fino alla morte di Gesù e poi alla sua risurrezione. Mi piacevano anche le cerimonie cattoliche centrate su questi momenti: la Domenica delle Palme con la sua processione, le palme, i suoi canti; la lavanda dei piedi, cui una volta vi partecipai come uno dei «lavandi»; la Pasqua. Era in questi momenti che assimilavo gli eventi cruciali della vita terrena di Gesù, quasi per osmosi, durante la lettura dei vangeli.

Devo riconoscere, quindi, che fui non poco turbato quando lessi da qualche parte che le narrazioni evangeliche della morte di Gesù sono su alcuni punti assolutamente incompatibili: in anni, decenni di settimane pasquali con i relativi riti e le relative letture, non avevo mai sospettato una cosa del genere. Invece di andare a chiedere spiegazioni al mio sacerdote, cercai qualche informazione su Internet, e capitai su un sito che presentava tutta una serie di elucubrazioni sul calendario ebraico adottato a Gerusalemme e le sue differenze con quello di Qumran, e mi scrollai la questione di dosso, liquidandola con una delle solite speculazioni sul "mistero" dei Manoscritti del Mar Morto.

Anni dopo ho scoperto che realmente la narrazione della morte di Gesù nei sinottici (Marco, Matteo e Luca) è incompatibile con quella in Giovanni. In questo post presenterò le differenze che riguardano il giorno della morte di Gesù, in relazione con la festività ebraica della Pesach (la Pasqua ebraica). Come per i post precedenti, non presento riflessioni mie, ma argomentazioni note da secoli agli studiosi e che riprendo dai libri di Bart Ehrman (ma Giovanni Bazzana ha pubblicato oggi un post sullo stesso argomento, di certo più «avanzato» del mio).

Pesach, la Pasqua ebraica


Nel mio immaginario, la storia della fuga degli Ebrei dall'Egitto sotto la guida di Mosè è legata alle magnifiche immagini del film I dieci comandamenti, con Charlton Heston nei panni di Mosè e Yul Brynner in quelli del Faraone.

La storia è famosissima, una delle più belle dell'Antico Testamento. Gli Ebrei sono in Egitto, dove vivono da secoli come schiavi degli Egiziani, e Dio manda Mosè a liberarli e a portarli nella Terra Promessa (l'Esodo). Dato che il Faraone non è certo contento di perdere la propria forza lavoro servile, e dato che Dio gli "indurisce il cuore" ripetutamente, Dio manda diverse piaghe per piegare la volontà del Faraone. Di queste piaghe l'ultima, quella decisiva per la liberazione degli Ebrei, è quella più tragica: la morte di tutti i primogeniti degli Egiziani (bellissima la scena in cui il figlio primogenito del Faraone muore, e Yul Brinner chiede inutilmente al dio egiziano di risuscitarlo).

Affinché la piaga non colpisca gli Ebrei, Dio dice a Mosè di ordinare agli Ebrei di sacrificare un agnello e di bagnare gli stipiti della porta di casa col suo sangue; ordina loro anche di mangiare in fretta il loro pasto serale. Quella notte, mentre gli Ebrei cenano, l'angelo di Dio attraversa l'Egitto uccidendo tutti i primogeniti; ma quando incontra case con gli stipiti bagnati di sangue, passa oltre. A seguito di questa pestilenza, il Faraone lascia liberi gli Ebrei di uscire dall'Egitto.

martedì 30 marzo 2010

Contraddizioni evangeliche: profeti, veli e centurioni

Continuo a citare dal libro Jesus, Interrupted, di Bart Ehrman. Alle pagine 50-52 (HarperOne, 2009), Ehrman elenca una serie di discrepanze "minori", tra cui quella sull'asina di cui ho parlato ieri. Le altre sono riportate di seguito.

Gesù interrogato dal sommo sacerdote

Dopo aver narrato l'arresto di Gesù a Getsemani, l'autore del Vangelo secondo Marco (il più antico dei vangeli canonici, secondo gli studiosi moderni) racconta che Gesù fu portato dinanzi al sommo sacerdote. Poiché che le testimonianze portate contro il prigioniero non erano sufficienti ad incriminarlo, il sommo sacerdote in persona si rivolge a Gesù.

Vangelo secondo Marco, 14:
61b Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?». 62 Gesù rispose: «Io lo sono!
E vedrete il Figlio dell'uomo
seduto alla destra della Potenza
e venire con le nubi del cielo
».
Gesù non risponde solo di essere il Messia, ma annuncia che i presenti assisteranno al compimento della profezia contenuta nel libro di Daniele (7, 13-14: "ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,
che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto.")

Nel Vangelo secondo Matteo e in quello secondo Luca, posteriori di qualche lustro a quello secondo Marco, la risposta di Gesù è diversa in un solo particolare, ma molto interessante.

Vangelo secondo Matteo, 26:
64 Gesù gli rispose: «Tu l'hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo».
Vangelo secondo Luca, 22:
69 Ma da ora in avanti il Figlio dell'uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio».
Come detto la differenza è minima ma rivelatrice. Mentre in Marco Gesù dice che i presenti vedranno (in un futuro indefinito, ma comunque mentre sono ancora in vita) il Figlio dell'Uomo della profezia di Daniele, in Matteo e Luca, composti come detto anni dopo Marco e dunque anni dopo la morte di molti di quanti assistevano a quel processo, Gesù parla di questo evento come se iniziasse col suo annuncio.

Contraddizioni evangeliche: asine e puledri


Continuo a citare da Jesus, Interrupted di Bart Ehrman, per evidenziare alcuni brani evangelici che mostrano incoerenze e contraddizioni.

Subito prima dell'episodio della cacciata dei mercanti dal Tempio, di cui ho già parlato, l'autore del Vangelo di Marco pone l'ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme.

Vangelo secondo Marco, 11 (composto tra il 65 e l'80):
1 Quando furono giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nel villaggio che è di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. 3 Se qualcuno vi dice: "Perché fate questo?" rispondete: "Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua"».
4 Essi andarono e trovarono un puledro legato a una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. 5 Alcuni tra quelli che erano lì presenti dissero loro: «Che fate? Perché sciogliete il puledro?» 6 Essi risposero come Gesù aveva detto. E quelli li lasciarono fare. 7 Essi condussero il puledro a Gesù, gettarono su quello i loro mantelli ed egli vi montò sopra.
La narrazione del Vangelo secondo Matteo è molto simile, ma si specifica che l'ingresso a cavallo di un'asina verifica una profezia biblica, quella contenuta in Zaccaria 9,9.
Vangelo secondo Matteo, 21 (composto tra l'80 e il 90):
1 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, 2 dicendo loro: «Andate nella borgata che è di fronte a voi; troverete un'asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e conduceteli da me. 3 Se qualcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà».
4 Questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta:
5 «Dite alla figlia di Sion:
"Ecco il tuo re viene a te,
mansueto e montato sopra un'asina,
e un asinello, puledro d'asina"».
6 I discepoli andarono e fecero come Gesù aveva loro ordinato; 7 condussero l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli e Gesù vi si pose a sedere.

lunedì 29 marzo 2010

Contraddizioni evangeliche: la cacciata dei mercanti

Mi piacciono molto i libri di Bart Ehrman, professore di Studi Religiosi all'Università della Nord Carolina. Trovo il suo modo di spiegare l'esegesi del Nuovo Testamento e la storia del Cristianesimo delle origini molto chiaro. Per cui mi sento di consigliare caldamente i suoi libri.

In italiano ho letto Gesù non l'ha mai detto, sulla trasmissione, corruzione e ricostruzione del testo del Nuovo Testamento, e I Cristianesimi perduti, sulle diverse correnti del Cristianesimo delle origini e i loro testi sacri. Sto aspettando che esca in edizione economica Pietro, Paolo e Maria Maddalena. Storia e leggenda dei primi seguaci di Gesù, che sembra essere un'analisi storica di questi tre personaggi.

In inglese ho invece letto Jesus, Interrupted. Revealing the Hidden Contradictions in the Bible (and Why We Don't Know About Them). La tesi centrale di Ehrman è che se si studia il Nuovo Testamento confrontando passo per passo le varie narrazioni, si troveranno discordanze causate dal fatto che gli evangelisti avevano un messaggio religioso da trasmettere, piuttosto che una narrazione precisa degli eventi.