martedì 29 luglio 2014

Sam Harris: «Perché non critico Israele?»

Questa è la traduzione di un articolo apparso sul blog di Sam Harris. Originariamente era un podcast, in cui Harris trattava il tema dell'attuale guerra di Gaza e più in generale del conflitto arabo-israeliano; alla trascrizione del podcast Harris ha aggiunto delle note in cui spiega meglio i concetti esposti nel discorso e risponde ad alcune critiche che gli sono state avanzate sul tema. Sebbene il testo risenta di questa origine non organica, sono dell'idea che sia estremamente interessante, in quanto espone un punto di vista che è al contempo molto critico di Israele e fondamentalmente dalla parte degli israeliani, e, al contempo, ben argomentato; esso possiede, dunque, due caratteristiche che sono molto rare nel marasma delle discussioni su questo tema. 

Alcune incertezze sintattiche nel testo sono colpa delle mie limitate capacità di traduttore, così come gli eventuali errori di grammatica. Per il resto, si tratta del pensiero di Harris.



[Nota: Questa è una trascrizione verbatim di un podcast parlato. Ad ogni modo, ho aggiunto note come questa per chiarire punti controversi. —SH]

Avevo intenzione di fare un podcast su di una serie di domande, ma ho ricevuto così tante domande sullo stesso argomento che penso di dare un'unica risposta qui e poi faremo il #AskMeAnything la prossima volta.

La domanda che ho ormai ricevuto in molte forme è più o meno questa: Perché non critichi mai Israele? Perché non critichi mai il giudaismo? Perché prendi sempre la parte degli israeliani contro quella dei palestinesi?

Ora, questa è una domanda incredibilmente noiosa e deprimente per una quantità di ragioni. La prima è che ho criticato sia Israele che il giudaismo. Ciò che sembra aver turbato molte persone è che ho mantenuto un po' di senso delle proporzioni. Ci sono all'incirca quindici milioni di ebrei sulla terra in questo momento; ci sono cento volte tanti musulmani. Ho avuto dibattiti con rabbini che, quando ho presupposto che credessero in un Dio che può ascoltare le nostre preghiere, mi hanno fermato a metà frase e detto, “Perché dovrebbe credere che io creda in un Dio che può ascoltare le preghiere?” Quindi ci sono dei rabbini – rabbini conservatori – che credono in un Dio così elastico da escludere qualsiasi affermazione concreta su di Lui – e perciò quasi ogni richiesta concreta riguardo al comportamento umano. Ci sono milioni di ebrei, letteralmente milioni tra i pochi milioni che esistono, per i quali il giudaismo è molto importante, eppure sono atei. Non credono in Dio per niente. Questa è effettivamente una posizione che puoi sostenere nel giudaismo, ma è un non sequitur totale nell'Islam o nel Cristianesimo.

Così, quando parliamo delle conseguenze delle credenze irrazionali basate su libri sacri, gli ebrei sono i minori tra i minori trasgressori. Ma ho detto molte cose critiche sul giudaismo. Lasciate che vi ricordi che parti della Bibbia ebraica – libri come Levitico ed Esodo e Deuteronomio – sono i documenti più repellenti e immorali nel modo più nauseabondo che possano essere trovati in qualunque religione. Sono peggiori del Corano. Sono peggiori di qualsiasi parte del Nuovo Testamento. Ma la verità è che la maggior parte degli ebrei lo riconoscono e non prendono questi testi sul serio. È un fatto assodato che la maggior parte degli ebrei e la maggior parte degli israeliani non siano guidati dai libri sacri – e questa è una cosa molto buona.

Naturalmente, ce ne sono alcuni che lo sono. Ci sono estremisti religiosi tra gli ebrei. Ora, considero queste persone veramente pericolose, e le loro credenze religiose sono tanto controverse e tanto immotivate quanto le credenze dei musulmani devoti. Ma ci sono molte poche persone simili.

Per quelli tra voi che si preoccupano che io non dica mai niente di critico riguardo Israele: la mia posizione su Israele è in un certo senso paradossale. Ci sono questioni sulle quali sono sinceramente indeciso. E c'è qualcosa nella mia posizione, penso, che offende ciascuno. Quindi, riconoscendo quanto sia incauto dire qualunque cosa su questo argomento, non di meno ci rifletterò ad alta voce per alcuni minuti.



Non penso che Israele dovrebbe esistere in quanto stato ebraico. Credo che sia osceno, irrazionale e ingiustificabile avere uno stato organizzato attorno a una religione. Quindi non celebro l'idea che esista una patria ebraica nel Medio Oriente. Certamente non sostengo alcuna pretesa ebraica su beni immobili basata sulla Bibbia. [Nota: Leggete di nuovo questo paragrafo.]

Sebbene io abbia appena detto che non penso che Israele dovrebbe esistere in quanto stato ebraico, la giustificazione per uno stato simile è piuttosto facile da trovare. Non c'è bisogno che cerchiamo oltre il fatto che il resto del mondo si sia dimostrato entusiasta di assassinare degli ebrei in quasi ogni occasione. Così, se ci dovesse essere uno stato organizzato attorno alla protezione di membri di una singola religione, dovrebbe certamente essere uno stato ebraico. Ora, gli amici di Israele potrebbero considerare questa una difesa piuttosto tiepida, ma è la più forte di cui dispongo. Penso che l'idea di uno stato confessionale sia essenzialmente indifendibile. [Nota: Vale la pena osservare, però, che Israele non è «ebraica» nel senso in cui l'Arabia Saudita e il Pakistan sono «musulmani». Come ha sottolineato il mio amico Jerry Coyne, Israele è in realtà meno religiosa degli Stati Uniti, e la sua costituzione garantisce libertà di religione. Israele non è una teocrazia, e si potrebbe facilmente argomentare che la sua identità ebraica sia più culturale che religiosa. Tuttavia, se ci chiediamo perché gli ebrei non si trasferirebbero nella British Columbia se gli fosse offerta una casa là, possiamo capire il ruolo che la religione gioca ancora nel loro pensiero.]

È superfluo dire che, nel difendere il suo territorio in quanto stato ebraico, il governo israeliano e gli israeliani stessi hanno fatto cose terribili. Hanno combattuto, come stanno combattendo ora, delle guerre contro i palestinesi che hanno causato perdite enormi di vite innocenti. A Gaza sono stati uccisi nelle ultime poche settimane più civili che miliziani. Questa non è una sorpresa perché Gaza è uno dei posti più densamente popolati della terra. Occuparla, combattervi delle guerre, dà la garanzia di far uccidere donne e bambini e altri non-combattenti. E probabilmente ci sono pochi dubbi che nel corso del combattimento di diverse guerre gli israeliani hanno compiuto azioni che equivalgono a crimini di guerra. Sono stati brutalizzati da questo processo – ovvero, sono stati resi brutali da esso. Ma questo è per lo più dovuto al carattere dei loro nemici. [Nota: Non stavo dando a Israele il permesso di commettere crimini di guerra. Stavo facendo un discorso sulla realtà di vivere sotto la minaccia continua di terrorismo e di combattere diverse guerre in uno spazio confinato.]

Qualunque cosa terribile gli israeliani abbiano compiuto, è anche vero dire che hanno adoperato più autocontrollo nella loro lotta contro i palestinesi di quanto noi -- gli americani, o europei occidentali -- abbiamo usato in una qualunque delle nostre guerre. Hanno sopportato più esami minuziosi pubblici di libello mondiale di qualunque altra società che si sia mai dovuta difendere da degli aggressori. Semplicemente gli israeliani sono tenuti a misurarsi con uno standard differente. E le condanne rivolte loro dal resto del mondo sono del tutto sproporzionate rispetto a ciò che hanno realmente fatto. [Nota: Non stavo dicendo che poiché sono stati più attenti di quanto siamo stati noi alla nostra massima negligenza, gli israeliani siano al di sopra di ogni critica. I crimini di guerra sono crimini di guerra.]

È chiaro che Israele sta perdendo la guerra delle pubbliche relazioni e la stia perdendo ormai da anni. Una delle cose più irritanti dell'attuale guerra a Gaza per gli osservatori esterni è la sproporzionata perdita di vite della parte palestinese. Questo non ha un gran senso dal punto di vista morale. Israele ha costruito dei rifugi antibomba per proteggere i suoi cittadini. I palestinesi hanno costruito tunnel attraverso i quali possono lanciare attacchi terroristici e rapire gli israeliani. Israele dovrebbe forse essere incolpata per essere riuscita a proteggere la propria popolazione in una guerra difensiva? Penso di no. [Nota: Non stavo suggerendo che le morti dei civili palestinesi siano meno che tragiche. Ma se è scontato che reagire contro Hamas porti alla morte di innocenti, e gli israeliani sono riusciti nel frattempo a proteggere i propri civili, è garantito che la perdita di vite innocenti da parte palestinese sia sproporzionata.]

Ma è impossibile guardare alle immagini che escono da Gaza -- specie quelle di neonati e bambini crivellati da frammenti di proiettili -- e pensare che questo sia qualcosa di diverso da un male mostruoso. Nella misura in cui gli israeliani sono i perpetratori di questo male, sembra impossibile sostenerli. E non c'è dubbio che i palestinesi abbiano sofferto terribilmente per decenni sotto l'occupazione. Qui è dove la maggior parte dei critici di Israele sembra essere bloccato. Vedono queste immagini, e incolpano Israele per l'uccisione e la mutilazione di neonati. Vedono l'occupazione e incolpano Israele per aver fatto di Gaza un campo di prigionia. Direi che questa è una specie di illusione morale, nata dall'incapacità di comprendere le intenzioni delle persone di ciascuna delle due parti. [Nota: Non stavo affermando che l'orrore dei bambini ammazzati sia un'illusione morale: né stavo minimizzando la sofferenza dei palestinesi sotto l'occupazione. Stavo sostenendo che non è Israele che si deve principalmente biasimare per tutta questa sofferenza.]

La verità è che c'è una differenza morale scontata, innegabile ed enormemente significativa tra Israele e i suoi nemici. Gli israeliani sono circondati da persone che hanno esplicite intenzioni di genocidio nei loro confronti. Lo statuto di Hamas è esplicitamente genocida. Auspica un tempo, basato su una profezia coranica, quando la terra stessa chiederà urlando sangue ebraico, in cui gli alberi e le pietre diranno «O musulmano, c'è un ebreo che si nasconde dietro di me. Vieni a ucciderlo». Questo è un documento politico. Stiamo parlando di un governo che è stato eletto al potere da una maggioranza dei palestinesi. [Nota: Sì, lo so che non tutti i palestinesi sostengono Hamas, ma quelli che lo fanno sono abbastanza da averli mandati al potere. Hamas non è un gruppo marginale.]

La discussione nel mondo musulmano circa gli ebrei è completamente sconvolgente. Non solo c'è la negazione dell'Olocausto – c'è la negazione dell'Olocausto che afferma che lo metteremo in atto realmente se ci sarà data l'opportunità. L'unica cosa più odiosa del negare l'Olocausto è dire che sarebbe dovuto esserci; non è avvenuto, ma se avremo l'opportunità, lo compieremo. Ci sono programmi per l'infanzia che insegnano ai bambini di cinque anni le glorie del martirio e la necessità di uccidere gli ebrei.

E questo è il cuore della differenza morale tra Israele e i suoi nemici. E questo è qualcosa che ho discusso in La fine della fede. Per comprendere questa differenza morale, dovete chiedervi cosa ciascuna parte farebbe se avesse il potere di compierla.

Cosa farebbero gli ebrei ai palestinesi se potessero far loro tutto ciò che vogliono? Beh, conosciamo la risposta a questa domanda, perché possono fare più o meno qualunque cosa vogliano. Domani l'esercito israeliano potrebbe uccidere tutti quelli che sono a Gaza. Quindi questo che significa? Beh, significa che, quando sganciano una bomba su di una spiaggia e uccidono quattro bambini palestinesi, come è avvenuto la scorsa settimana, questo è quasi certamente un incidente. Non stanno mirando ai bambini. Potrebbero mirare a tutti i bambini che vogliono. Ogni volta che un bambino palestinese muore, Israele si avvicina sempre più a diventare un paria internazionale. Così gli israeliani si sforzano enormemente di non uccidere bambini e altri civili. [Nota: La parola «così» nella frase precedente era incresciosa e fuorviante. Non intendevo suggerire che salvaguardare la sua reputazione all'estero sarebbe l'unica (o persino la principale) ragione affinché Israele per evitare di uccidere bambini. Tuttavia, il punto resta: anche se volete attribuire i peggiori motivi a Israele, è chiaramente nel suo interesse non uccidere bambini palestinesi.]

Ora, è possibile che alcuni soldati israeliani diventino furiosi sotto pressione e finiscano per sparare nella mucchio dei bambini che lanciano pietre? Naturalmente. Troverete sempre dei soldati che agiscono in questo modo nel mezzo di una guerra. Ma sappiamo che questo non è lo scopo generale di Israele. Sappiamo che gli israeliani non vogliono uccidere civili, perché possono ucciderne tanti quanti vogliono, e non lo stanno facendo.

Cosa sappiamo dei palestinesi? Cosa farebbero i palestinesi agli ebrei di Israele se lo squilibrio dei poteri fosse invertito? Beh, ci hanno detto cosa farebbero. Per qualche ragione, i critici di Israele semplicemente non vogliono credere al peggio riguardo a un gruppo come Hamas, anche quando esso stesso dichiara il peggio. Abbiamo già avuto un Olocausto e diversi altri genocidi nel ventesimo secolo. La gente è capace di commettere genocidi. Quando ci dicono che intendono commettere un genocidio, dovremmo ascoltare. Ci sono tutte le ragioni per credere che i palestinesi ucciderebbero tutti gli ebrei di Israele se potessero. Ogni palestinese approverebbe il genocidio? Naturalmente no. Ma un enorme numero di loro – e di musulmani di tutto il mondo – sì. Inutile dire che i palestinesi in generale, non solo Hamas, hanno una storia alle spalle riguardo al prendere di mira civili innocenti nel modi più sconvolgenti. Si sono fatti saltare in aria su autobus e ristoranti. Hanno massacrato degli adolescenti. Hanno assassinato degli atleti olimpici. Ora lanciano indiscriminatamente razzi su aree civili. E di nuovo, lo statuto del loro governo a Gaza ci dice esplicitamente che vogliono annientare gli ebrei – non solo in Israele ma ovunque. [Nota: Di nuovo, mi rendo conto che non tutti i palestinesi sostengono Hamas. Né sto ignorando il livello a cui l'occupazione, insieme ai danni collaterali sofferti nella guerra, ha alimentato la rabbia palestinese. Ma il terrorismo palestinese (e l'anti-semitismo musulmano) è ciò che ha reso fin'ora impossibile una convivenza pacifica.]



La verità è che tutto ciò di cui avete bisogno di sapere riguardo lo squilibrio morale tra Israele e i suoi nemici può essere compreso nel caso degli scudi umani. Chi usa scudi umani? Beh, certamente li usa Hamas. Lanciano i loro razzi da quartieri residenziali, dalle vicinanze di scuole, ospedali e moschee. Anche in altri conflitti recenti, in Iraq e altrove, i musulmani hanno usato scudi umani. Hanno poggiato i propri fucili sulle spalle dei propri figli e sparato da dietro i loro corpi.

Considerate la differenza morale tra l'usare scudi umani e l'essere dissuasi. È questa la differenza di cui stiamo parlando. Gli israeliani e le altre potenze occidentali sono dissuase, per quanto in modo imperfetto, da l'uso musulmano di scudi umani in questi conflitti, così come dovremmo essere. È moralmente ripugnante uccidere civili se lo si può evitare. È certamente ripugnante sparare attraverso i corpi di bambini per colpire il tuo avversario. Ma prendetevi un momento per riflettere su quanto spregevole sia questo comportamento. E per comprendere quanto sia cinico. I musulmani stanno agendo in base alla supposizione – l'informazione, in effetti – che gli infedeli che combattono, proprio quelle persone che la loro religione non fa altro che denigrare – saranno dissuasi dal loro uso di scudi umani musulmani. Essi considerano gli ebrei la progenie di scimmie e maiali – eppure essi contano sul fatto che non vogliono uccidere civili musulmani. [Nota: Il temine «musulmani» in questo paragrafo significa «combattenti musulmani» del tipo che le forze occidentali hanno incontrato in Iraq, Afghanistan, e altrove. Il termine «jihadisti» sarebbe stato troppo stretto, ma non stavo suggerendo che tutti i musulmani sostengano l'uso di scudi umani o siano anti-semiti, in guerra con l'Occidente, eccetera.]

Ora immaginate di invertire i ruoli. Immaginate quanto sarebbe futile – e sicuramente comico – se gli Israeliani tentassero di usare scudi umani per dissuadere i palestinesi. Alcuni sostengono che l'abbiano già fatto. Ci sono resoconti secondo cui i soldati israeliani abbiano occasionalmente messo dei civili palestinesi di fronte a sé mentre avanzavano in aree pericolose. Non è questo l'uso di scudi umani di cui stiamo parlando. È un comportamento oltraggioso. Indubbiamente costituisce un crimine di guerra. Ma immaginate gli israeliani disporre come scudi umani le proprie donne e i propri bambini. Naturalmente questo sarebbe ridicolo. I palestinesi stanno cercando di uccidere tutti. Uccidere donne e bambini fa parte del piano. Invertire le parti qui produce una parodia grottesca alla Monty Python.

Se avete intenzione di discutere del conflitto nel Medio Oriente, dovete riconoscere questa differenza. Non penso che da nessuna parte vi sia una disparità etica che sia più sconvolgente e significativa di questa.

E la verità è che questo non è neppure il peggio che i jihadisti fanno. Praticamente Hamas è un'organizzazione moderata, paragonata ad altri gruppi jihadisti. Ci sono musulmani che si sono fatti saltare in aria tra folle di bambini – di nuovo, bambini musulmani – solo per colpire i soldati americani che stavano distribuendo loro caramelle. Hanno commesso attentati dinamitardi suicidi, solo per mandare un altro attentatore all'ospedale per attendere i feriti – dove poi hanno fatto saltare in aria tutti i degenti con i dottori e le infermiere che stavano cercando di salvare le loro vite.

Ogni giorno in cui potete leggere di un razzo israeliano andato smarrito o di soldati israeliani che picchiano un adolescente innocente, avreste potuto leggere dell'ISIS in Iraq che crocifigge della gente ai lati di una strada, cristiani e musulmani. Dov'è l'indignazione del mondo musulmano e della Sinistra per questi crimini? Dove sono le manifestazioni, di diecimila o centomila partecipanti, nelle capitali d'Europa contro l'ISIS? Se Israele uccide una dozzina di palestinesi per un incidente, l'intero mondo musulmano è in fiamme. Dio non voglia che bruciate un Corano, o scriviate un romanzo vagamente critico della fede. Eppure i musulmani possono distruggere le proprie società – e cercare e distruggere l'Occidente – e non sentirete un pigolio. [Nota: Naturalmente sono cosciente del fatto che molti musulmani condannino gruppi come l'ISIS. Il mio punto è che non vediamo proteste imponenti contro il jihadismo globale – anche se colpisce i musulmani più di chiunque altro – e vediamo senz'altro proteste per cose come le vignette danesi.]

Allora, così mi pare, dovete schierarvi con Israele su questo punto. Avete una parte la quale, se davvero potesse raggiungere i propri scopi, vivrebbe pacificamente con i suoi vicini, e avete un'altra parte che sta cercando di mettere in atto una teocrazia del sesto secolo in Terrasanta. Non può esservi pace tra queste due idee incompatibili. Questo non significa che non possiate condannare azioni specifiche da parte degli israeliani. E, naturalmente, riconoscere la disparità morale tra Israele e i suoi nemici non ci fornisce alcuna soluzione al problema dell'esistenza di Israele nel Medio Oriente. [Nota: Non stavo suggerendo che le azioni di Israele sono al di sopra di ogni critica o che la loro recente incursione dentro Gaza fosse necessariamente giustifica. Né stavo affermando che lo status quo, in cui i palestinesi restano senza stato, debba essere mantenuto. E certamente non stavo esprimendo sostegno per la costruzione di insediamenti nei territori contestati (come ho chiarito più sotto). Con «schierarsi con Israele» sto semplicemente riconoscendo che non sono loro i principali aggressori in questo conflitto. Stanno, piuttosto, rispondendo all'aggressione -- e a un costo terribile.]

Di nuovo, lo concedo, c'è una certa percentuale di ebrei che sono animati dalla propria isteria religiosa e dalle proprie profezie. Alcuni attendono il Messia nei territori contestati. Sì, queste persone sono disposte a sacrificare il sangue dei propri figli per la gloria di Dio. Ma, per la maggior parte, essi non rappresentano l'attuale stato del giudaismo o le azioni del governo israeliano. Ed è il modo in cui Israele gestisce questa gente -- i suoi stessi pazzi religiosi -- che determinerà se potranno davvero conservare il vantaggio morale. E Israele può fare molto di più di quanto fa per delegittimarli. Può smettere di sussidiare le illusioni degli ultra-ortodossi, e può smettere di costruire insediamenti nei territori contestati. [Nota: Leggetelo di nuovo. E sì, so che non tutti i coloni sono ultra-ortodossi.]

Questi incompatibili attaccamenti religiosi a questa terra hanno reso impossibile per musulmani ed ebrei negoziare come esseri umani razionali, e ha reso impossibile per loro vivere in pace. Ma qui l'onere è ancora più dalla parte dei musulmani. Anche nel loro giorno peggiore, gli israeliani agiscono con maggiore cura e compassione e auto-critica di quanto i combattenti musulmani abbiano mai fatto ovunque.

E di nuovo, dovete chiedervi, cosa vogliono questi gruppi? Cosa compierebbero se potessero compiere qualunque cosa? Cosa farebbero gli israeliani se potessero fare ciò che vogliono? Vivrebbero in pace con i loro vicini, se avessero vicini che vogliono vivere in pace con loro. Continuerebbero semplicemente a costruire il loro settore dell'alta tecnologia e prospererebbero. [Nota: Alcuni potrebbero affermare che farebbero molto di più di questo -- ad esempio, rubare altra terra palestinese. Ma a parte l'influenza dell'estremismo giudaico (che condanno) l'appropriazione continua di territori degli israeliani ha non poco a che fare con le sue preoccupazioni riguardo la sicurezza. In assenza di terrorismo palestinese e di anti-semitismo musulmano, potremmo parlare di una «soluzione a singolo stato», e gli insediamenti sarebbero irrilevanti.]

Cosa vogliono gruppi come l'ISIS e al-Qaeda e persino Hamas? Vogliono imporre il loro punto di vista religioso sul resto dell'umanità. Vogliono reprimere ogni libertà a cui tengono persone rispettabili, educate e secolari. Questa non è una differenza banale. Eppure a giudicare dal livello di condanna che ora Israele riceve, pensereste che la direzione fosse nella direzione opposta.

Questo genere di confusione pone tutti noi in pericolo. Questa è la grande storia dei nostri tempi. Per il resto delle nostre vite, e delle vite dei nostri bambini, saremo fronteggiati da persone che non vogliono vivere pacificamente in un mondo secolare e pluralistico, perché sono disperate di raggiungere il paradiso, e sono disposte a distruggere la mera possibilità di felicità umana lungo il percorso. La verità è che viviamo tutti in Israele. È solo che alcuni di noi non l'hanno ancora capito.


Sam Harris, «Why Don't I Criticize Israel?», Sam Harris, 27 luglio 2014, http://www.samharris.org/blog/item/why-dont-i-criticize-israel.

martedì 10 giugno 2014

Far pagare dazio alle convinzioni (in termini di esperienze previste) – RMDM.1

Far pagare dazio alle convinzioni (in termini di esperienze previste) è la traduzione in italiano di Making Beliefs Pay Rent (in Anticipated Experiences), e fa parte della sequenza Risposte misteriose a domande misteriose.

Così inizia l'antica parabola:
Se un albero cade in una foresta e nessuno lo ode, emette un suono? Uno dice “Sì, lo emette, poiché produce vibrazioni nell'aria”. Un altro dice, “No non lo emette, poiché non c'è alcuna elaborazione uditiva in nessun cervello”.
Supponi che, dopo che l'albero cade, i due entrino nella foresta insieme. Uno di loro si aspetterà forse di vedere l'albero caduto sulla destra, e l'altro l'albero caduto sulla sinistra? Supponi che prima che l'albero cada, i due lascino un registratore di suoni vicino all'albero. Riproducendo la registrazione, si aspetterà uno di udire qualcosa di diverso dall'altro? Supponi che attacchino un elettroencefalografo a un cervello qualsiasi nel mondo: uno di loro si aspetterà di vedere un tracciato diverso dall'altro? Sebbene i due discutano, uno dicendo “No” e l'altro dicendo “Sì”, non si aspettano esperienze affatto differenti. I due pensano di avere modelli differenti del mondo, ma non hanno alcuna differenza rispetto a ciò che si aspettano che accada loro.

Risposte misteriose a domande misteriose

Risposte misteriose a domande misteriose è la traduzione in italiano de Mysterious Answers to Mysterious Questions, un saggio di Eliezer Yudkowsky pubblicato in più puntate sul sito LessWrong.com.

Tale saggio – in effetti una collezione di post pubblicati tra il luglio e il settembre 2007 – ha lo scopo di aiutare il lettore a riconoscere e a evitare quelle risposte, credenze o affermazioni che sembrano avere un significato ma che in realtà ne sono prive.

Nulla a che fare con l'ateismo o la religione, ma credo che qualche sparuto lettore possa trovare interessanti queste riflessioni. Buona lettura!

  1. Far pagare dazio alle convinzioni (in termini di esperienze previste): non tutte le convinzioni che abbiamo sono direttamente relative all'esperienza sensoriale, ma le convinzioni dovrebbero pagare dazio in termini di previsioni di esperienze. Per esempio, se credo che "la gravità è di 9,8 m/s2" allora dovrei essere in grado di predire dove vedrò la lancetta dei secondi del mio orologio nell'istante in cui udirò lo schianto di una palla da bowling lasciata cadere da un edificio. D'altro canto, se il tuo professore postmoderno di Inglese dice che il famoso scrittore Wulky è un "post-utopico", questo potrebbe non significare niente, in effetti. La morale è di chiedersi "Che esperienza mi aspetto?" e non "A quali affermazioni credo?"

martedì 25 marzo 2014

mercoledì 12 marzo 2014

Marco Respinti colpisce ancora

Qualche lettore ricorderà l'articolo che raccontava l'imbarazzante capacità di ragionamento dell'apologeta cattolico Marco Respinti («I want my money back!», 12 maggio 2010).

A quanto pare c'è gente che non conosce le sue imprese, e lo invita a discussioni impegnative con gente che ne capisce più di lui; il nostro eroe è stato infatti invitato ad un incontro con l'esperto di storia del pensiero ebraico Mino Chamla e col filosofo Giulio Giorello e, malgrado il resoconto sia fatto dalla faziosa Nuova Bussola Quotidiana, l'eroe ci fa una figura barbina. Come fa notare il blog Bioetica, Respinti è stato capace di una perla simile, mentre cercava di spiegare perché secondo lui esiste un diritto naturale e immutabile:
«Dio crea l’uomo dotandolo di una determinata natura ed è da quella natura che derivano delle regole precise quanto delle leggi fisiche. Se io violo una legge fisica, ad esempio butto a terra il mio computer, questo si rompe. Non è per cattiveria che si spacca, è una legge fisica, è un dato di natura»
Insomma, uno degli esponenti di spicco dell'apologetica cattolica (un tizio che, ricordiamolo, chiedeva 80 euro per un suo corso di otto ore in apologetica...) gettare a terra un computer è una violazione di una legge fisica! E si noti, prego, che questo non è un lapsus rilevato da qualcuno che intende giustamente prenderlo per i fondelli, ma un concetto selezionato da un suo sostenitore e, presumibilmente, rappresentativo del pensiero di Respinti.

E ci si può davvero stupire se, come annota il sostenitore dell'apologeta, «l’intervento di Respinti [...] sia stato l’unico contestato in tutta la serata»?

I livelli infimi raggiunti dall'apologetica cattolica italiana sono una vergogna per tutti i cattolici, e anche per gli italiani tutti, che non riescono a scrollarsi di dosso un pensiero di tale incredibile sciatteria.

Stefano Magni, «Eppur non si muove: l'immutabile diritto naturale», La Nuova Bussola Quotidiana, 11 marzo 2013; Giuseppe Regalzi, «Violare la legge», Bioetica, 11 marzo 2013.

venerdì 28 febbraio 2014

Il parroco anti-vegani, i celiaci e la transustanziazione

Il parroco di Castelfranco, in provincia di Treviso, ha negato la sala parrocchiale ad un'associazione che l'aveva chiesta per presentare un libro sulla cucina vegana. Quando i curatori della presentazione hanno chiesto al parroco maggiori spiegazioni, si sono sentiti rispondere che l'alimentazione vegana, seguita senza particolari controlli, porti a problemi collegati all'anoressia.

L'evento di cronaca mi ha fatto venire in mente per associazione un paio di dubbi sul rapporto tra la fede cattolica e il cibo, in particolare tra l'essere vegani e/o celiaci e la comunione: se si crede che l'ostia e il vino diventino carne e sangue di Cristo, si può essere vegani e mangiare l'ostia? i celiaci credono di poter assumere tranquillamente l'ostia?

Scherzi a parte (anche se quello dei celiaci non è poi del tutto uno scherzo), mi sono andato a vedere la definizione del dogma della transustanziazione nella dottrina cattolica. Il Catechismo della Chiesa Cattolica recita:
1375 È per la conversione del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue che Cristo diviene presente in questo sacramento. I Padri della Chiesa hanno sempre espresso con fermezza la fede della Chiesa nell'efficacia della parola di Cristo e dell'azione dello Spirito Santo per operare questa conversione. San Giovanni Crisostomo, ad esempio, afferma:
« Non è l'uomo che fa diventare le cose offerte Corpo e Sangue di Cristo, ma è Cristo stesso, che è stato crocifisso per noi. Il sacerdote, figura di Cristo, pronunzia quelle parole, ma la virtù e la grazia sono di Dio. Questo è il mio Corpo, dice. Questa parola trasforma le cose offerte ».
E sant'Ambrogio, parlando della conversione eucaristica, dice:
Dobbiamo essere convinti che « non si tratta dell'elemento formato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla formula della consacrazione, ed è maggiore l'efficacia della consacrazione di quella della natura, perché, per l'effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata ». « La parola di Cristo, che poté creare dal nulla ciò che non esisteva, non può trasformare in una sostanza diversa ciò che esiste? Non è minore impresa dare una nuova natura alle cose che trasformarla ».
1376 Il Concilio di Trento riassume la fede cattolica dichiarando: « Poiché il Cristo, nostro Redentore, ha detto che ciò che offriva sotto la specie del pane era veramente il suo Corpo, nella Chiesa di Dio vi fu sempre la convinzione, e questo santo Concilio lo dichiara ora di nuovo, che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione ».
Una rapida e rozza riflessione. Tutto questo ha un senso solo se si accetta la visione filosofica della differenza tra «sostanza» e «natura», cioè se si crede che oltre a ciò che c'è di sensibile, a ciò che risponde in qualche modo ai nostri sensi (o a quelli dei nostri strumenti si misura, esistenti o anche solo teorici), vi sia qualcosa che sta al di sotto, qualcosa che riguarda le proprietà ontologiche degli oggetti. Ma, naturalmente, millenni di esperienza non hanno portato a nessuna prova dell'esistenza di qualcosa che vada oltre la natura, oltre a ciò che è sensibile, anzi, non è neppure chiaro quali qualità dovrebbe avere questa «sostanza», se mai è possibile indicarne la presenza nel mondo reale.

In altre parole, è estremamente probabile che tutto questo sia il nulla più assoluto, ammantato dalle convolute parole della teologia.

«Treviso, parroco nega una sala ai vegani: "Inducono all'anoressia"», NanoPress, 27 febbraio 2014.

sabato 22 febbraio 2014

Terremoti e sindoni del Trecento

Forse avete letto dello «studio scientifico» secondo cui la Sindone di Torino sarebbe stata prodotta da un terremoto. Tale terremoto avrebbe causato la generazione delle quantità anomale di Carbonio 14 che hanno fatto sì che la datazione del telo sia stata erroneamente calcolata al XIV secolo invece che al I.

Ecco come mi sento a proposito di questa «scoperta»:






«Sindone», Preti, episodio 6, 10 novembre 2013, http://youtu.be/rD_i1KWcQww

martedì 21 gennaio 2014

Il "Signore" uccide un uomo colto a raccogliere la legna di sabato

Da Numeri, capitolo 15, versetti 3236:
Mentre gli Israeliti erano nel deserto, trovarono un uomo che raccoglieva legna in giorno di sabato. Quelli che l'avevano trovato a raccogliere legna, lo condussero a Mosè, ad Aronne e a tutta la comunità. Lo misero sotto sorveglianza, perché non era stato ancora stabilito che cosa gli si dovesse fare. Il Signore disse a Mosè: «Quell'uomo deve essere messo a morte; tutta la comunità lo lapiderà fuori dell'accampamento». Tutta la comunità lo condusse fuori dell'accampamento e lo lapidò; quegli morì secondo il comando che il Signore aveva dato a Mosè.
Il blasfemo, Niccolò dell'Abbate, Louvre
Da Levitico, capitolo 24, versetti 1123:
Il figlio della Israelita bestemmiò il nome del Signore, imprecando; perciò fu condotto da Mosè. [...] Lo misero sotto sorveglianza, finché fosse deciso che cosa fare per ordine del Signore. Il Signore parlò a Mosè: «Conduci quel bestemmiatore fuori dell'accampamento; quanti lo hanno udito posino le mani sul suo capo e tutta la comunità lo lapiderà. Parla agli Israeliti e di' loro:
Chiunque maledirà il suo Dio, porterà la pena del suo peccato.
Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del Signore, sarà messo a morte.
Chi percuote a morte un uomo dovrà essere messo a morte.
Chi percuote a morte un capo di bestiame lo pagherà: vita per vita.
Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all'altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatta all'altro.
Chi uccide un capo di bestiame lo pagherà; ma chi uccide un uomo sarà messo a morte.
Ci sarà per voi una sola legge per il forestiero e per il cittadino del paese; poiché io sono il Signore vostro Dio».
Mosè ne riferì agli Israeliti ed essi condussero quel bestemmiatore fuori dell'accampamento e lo lapidarono. Così gli Israeliti eseguirono quello che il Signore aveva ordinato a Mosè.

Come si può credere che un dio che ordina esplicitamente e personalmente di uccidere un uomo perché ha raccolto la legna di sabato e un altro perché lo ha insultato possa essere un "Padre" amorevole, disposto persino a far morire il proprio "Figlio" per salvare gli esseri umani, e il cui messaggio centrale è l'amore per tutti?

In che modo i credenti spiegano questi episodi? E in che modo sono certi che la loro non sia una razionalizzazione volta a salvare la loro fede nel Gesù che hanno in mente?

I brani della Bibbia sono quelli dell'edizione CEI, tratti dal sito La Parola (laparola.net). Il disegno è Il blasfemo, di Niccolò dell'Abbate (1509 o 1512 – 1571) [dominio pubblico], attraverso Wikimedia Commons

sabato 21 dicembre 2013

La «guerra al Natale», la sindrome di persecuzione dei cristiani statunitensi (e dei loro scimmiottatori italiani)

Da anni i cristiani (conservatori) statunitensi lamentano la presunta «War on Christmas» («guerra al Natale»), ovvero la consuetudine inclusiva di alcune aziende statunitensi di augurare «Happy Holidays» invece di «Merry Christmas» («Buone Feste» invece che «Felice Natale»).

Purtroppo, questa teoria del complotto religioso sta attecchendo anche dalle nostre parti; ovviamente i primi a cascarci sono i cattolici con limitate capacità di comprensione, ovvero i sé-dicenti «Cattolici Razionali» dell'UCCR, che hanno "prodotto" un bel pastrocchietto intitolato «Anche quest'anno gli atei combattono la “guerra al Natale”».

Come antidoto, questa vignetta di Jesus and Mo, «Siege», 18 dicembre 2013:

Gesù: «La guerra al Natale è particolarmente violenta quest'anno, non credi?»
Maometto: «Palle!»

Maometto: «Che questa tua 'guerra' immaginaria sia il risultato di un autentico complesso di persecuzione, o un disegno cinico per dare l'impressione che la tua religione sia assediata dal secolarismo, non lo so...»

Maometto: «In entrambi i casi, è ridicolo - e auto-celebrativo - pensare che ai secolaristi importi così tanto delle tue stupide credenze e pratiche. Quei tizi hanno cose ben più importanti per la testa!»

Gesù: «Tipo?»
Maometto: «La guerra all'Islam»

Buone vacanze a tutti!

giovedì 28 novembre 2013

Ma il Papa è infallibile anche quando parla delle altre religioni?

La risposta è no, e probabilmente neppure pretende di esserlo. Il problema è che quando discetta del contenuto delle altre religioni, rischia di prendere delle grosse cantonate.

Recentemente Bergoglio ha pubblicato l'esortazione apostolica Evangelii Gaudium, all'interno della quale si lancia in questa spericolata affermazione circa l'Islam (enfasi mia):

253. Per sostenere il dialogo con l’Islam è indispensabile la formazione adeguata degli interlocutori, non solo perché siano solidamente e gioiosamente radicati nella loro identità, ma perché siano capaci di riconoscere i valori degli altri, di comprendere le preoccupazioni soggiacenti alle loro richieste e di fare emergere le convinzioni comuni. Noi cristiani dovremmo accogliere con affetto e rispetto gli immigrati dell’Islam che arrivano nei nostri Paesi, così come speriamo e preghiamo di essere accolti e rispettati nei Paesi di tradizione islamica. Prego, imploro umilmente tali Paesi affinché assicurino libertà ai cristiani affinché possano celebrare il loro culto e vivere la loro fede, tenendo conto della libertà che i credenti dell’Islam godono nei paesi occidentali! Di fronte ad episodi di fondamentalismo violento che ci preoccupano, l’affetto verso gli autentici credenti dell’Islam deve portarci ad evitare odiose generalizzazioni, perché il vero Islam e un’adeguata interpretazione del Corano si oppongono ad ogni violenza.
A parte il dubbio sulla modalità con cui un Pontefice possa discettare di cosa caratterizzi il «vero»  Islam, non vi è dubbio che i fedeli siano capaci di trovare una «adeguata» interpretazione del Corano che possa dimostrare come i seguenti versetti si oppongano ad ogni violenza. Voglio dire, sono proprio curioso di sapere come farebbero, ma sono millenni che riescono a trovare interpretazioni adeguate dei loro testi sacri che possano far loro dire tutto e il contrario di tutto, quindi…

Ecco i versetti del Corano che secondo Bergoglio si «oppongono ad ogni violenza»:
2.191. Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: […] Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.
2.193. Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah.
3.151. Ben presto getteremo lo sgomento nei cuori dei miscredenti […]
4.34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre […] Le [donne] virtuose sono le devote, […] Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele […]
4.56. Presto getteremo nel Fuoco coloro che smentiscono i Nostri segni. Ogni volta che la loro pelle sarà consumata, ne daremo loro un'altra, sì che gustino il tormento […]
4.76. Coloro che credono combattono per la causa di Allah, mentre i miscredenti combattono per la causa degli idoli. Combattete gli alleati di Satana. […]
4.89. Non sceglietevi amici tra [i miscredenti], […] se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate […]
4.91. […] afferrateli e uccideteli ovunque li incontriate. Vi abbiamo dato su di loro evidente potere.
4.101. […] i miscredenti sono per voi un nemico manifesto.
4.144. […] Non prendetevi per alleati i miscredenti, invece che i credenti. Vorreste dare ad Allah un valido argomento con voi stessi?
5.33. La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero […] è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso,
5.38. Tagliate la mano al ladro e alla ladra, […] come sanzione da parte di Allah […]
5.51. […] non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, […] E chi li sceglie come alleati è uno di loro […]
5.64. […] Abbiamo destato tra [i giudei] odio e inimicizia fino al giorno della Resurrezione. […]
8.12. […] Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!
8.39. Combatteteli finché non ci sia più politeismo e la religione sia tutta per Allah. […]
8.67. Non si addice ad un profeta prendere prigionieri, finché non avrà completamente soggiogato la terra. […]
9.5. […] uccidete questi [idolatri] ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati […]
9.23. O voi che credete, non prendete per alleati i vostri padri e i vostri fratelli se preferiscono la miscredenza alla fede. Chi di voi li prenderà per alleati sarà tra gli ingiusti.
9.30. [i giudei e i nazareni] Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!
9.73. O Profeta, combatti i miscredenti e gli ipocriti, e sii severo con loro. Il loro rifugio sarà l'Inferno, qual triste rifugio!
9.123. O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi […]
22.19-21. […] Ai miscredenti saranno tagliate vesti di fuoco e sulle loro teste verrà versata acqua bollente, che fonderà le loro viscere e la loro pelle. Subiranno mazze di ferro,
48.29. Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli fra loro. […]
58.14-15. Non hai visto coloro che si sono alleati con quelli con i quali Allah è adirato? […] Allah ha preparato per loro un severo castigo.
60.1. O credenti, non prendetevi per alleati il Mio nemico e il vostro, dimostrando loro amicizia […]
66.9. O Profeta, combatti i miscredenti e gli ipocriti e sii severo nei loro confronti. Il loro asilo sarà l'Inferno, qual triste rifugio!
Il testo del Corano è ripreso da Il Sacro Corano. L'articolo è pesantemente basato su Steve Wells, «Pope Francis: Islam and the Quran are opposed to every form of violence», Dwindling In Unbelief, 27 novembre 2013.

venerdì 22 novembre 2013

I dieci principali risultati dell'analisi del Westar Institute sulla composizione degli Atti degli Apostoli

Tra il marzo 2000 e il marzo 2011, alcuni studiosi del Cristianesimo delle origini si sono riuniti nel cosiddetto Acts Seminar per studiare la composizione degli Atti degli Apostoli. Il risultato del loro lavoro è stato pubblicato in Acts and Christian Beginnings: The Acts Seminar Report.

Ecco la «top ten» delle conclusioni degli studiosi (ripreso dall'articolo «Top Ten Findings of The Acts Seminar»):

  1. Autore. L'autore non si limitò a ricucire insieme una collezione di varie fonti e non aveva interesse nel conservare o trasmettere informazioni storiche genuine. Era un narratore di alto livello che aveva il controllo completo del proprio materiale e che poteva mutarlo in qualsiasi messaggio ideologico desiderasse trasmettere.
  2. Datazione. L'opera fu composta nei primi decenni del secondo secolo. Tra le varie implicazioni di questa conclusione ci sono quelle che l'autore non può essere considerato un compagno di viaggi di Paolo e che l'opera non può essere considerata una testimonianza affidabile del primo secolo.
  3. Le lettere paoline come fonte. È probabile che l'autore conoscesse le lettere paoline e la teologia ivi contenuta, sebbene talvolta la sua teologia sia opposta a quella dell'apostolo.
  4. Assenza di altre fonti storiche. A parte le lettere paoline, non è possibile identificare altre fonti storiche della narrazione di Atti. Materiale di contorno e modelli di ispirazione possono essere identificati (Giuseppe Flavio, Omero, Virgilio, Settanta), ma non costituiscono fonti della narrazione.
  5. L'origine gerosolimitana  del Cristianesimo non è storicamente fondata. L'intera narrazione della nascita della Chiesa a Gerusalemme (Atti 1-7) ha scarso valore storico.
  6. Atti non è una fonte indipendente per la vita e la missione di Paolo. Sono infatti le lettere di Paolo a costituire fonte sufficiente di tutti i dettagli e gli itinerari della vita dell'apostolo.
  7. Il modello letterario di Atti è l'epica. Atti è composto secondo gli stilemi dell'epica classica, e secondo tali stilemi va interpretato.
  8. I nomi dei personaggi sono scelti per scopi narrativi. Nella letteratura antica i nomi avevano spesso significati simbolici adeguati alle storie in cui erano trovati, e quindi frequentemente erano creati dall'autore per fornire credibilità alle storie; lo stesso fenomeno è presente in Atti.
  9. Atti è una narrazione ideologica. Atti fu composto per convogliare un certo messaggio ideologico; quando esaminati, la maggior parte del contenuto, della forma e della struttura delle storie mostrano come chiave primaria tali scopi ideologici.
  10. Atti deve essere presupposto come non-storico fino a prova contraria. Si tratta del riassunto di tutte le conclusioni precedenti. Sebbene non sia una fonte storica valida per il Cristianesimo del primo secolo, però, è da considerarsi una fonte storica valida per il Cristianesimo dell'epoca in cui fu composto, l'inizio del secondo secolo.
La lista degli studiosi partecipanti:
  • Rubén Dupertuis
  • Julian V. Hills
  • Perry V. Kea
  • Nina E. Livesey
  • Gerd Lüdemann
  • Dennis R. MacDonald
  • Shelly Matthews
  • Milton Morehead
  • Todd Penner
  • Richard I. Pervo
  • Thomas E. Phillips
  • Robert M. Price
  • Alan F. Segal
  • Christine R. Shea
  • Dennis E. Smith
  • F. Scott Spencer
  • Hal Taussig
  • Joseph B. Tyson
  • William O. Walker, Jr.
  • L. Michael White
  • Stephen R. Wiest
  • Sara C. Winter
Neil Godfrey,  «Top Ten Findings of The Acts Seminar», Vridar, 22 novembre 2013.

sabato 14 settembre 2013

Gesù & Maometto - Nascita

Da Jesus & Mo, «Birth» (8 febbraio 2011):
Gesù (mentre legge Cristiano oggi): «C'è una sola soluzione al problema delle gravidanze di adolescenti – l'astinenza»

Gesù: «Dare lezioni di contraccezione ai ragazzi può solo incoraggiarli a fare sesso, e comunque non funziona sempre»

Gesù: «Chi può negare che l'astinenza è l'unico metodo efficace al 100% per controllare le nascite?»

Maometto: «Tua madre»
Gesù: «Tieni mia madre fuori da questo!»

«Birth», Jesus & Mo, http://www.jesusandmo.net/2011/02/08/birth/, 8 febbraio 2011, rilasciato sotto Creative-Commons by-nc-sa 3.0.

mercoledì 10 luglio 2013

Credulone razzista scrittore di boiate

Interrompo brevemente il letargo in cui è caduto questo blog per segnalare un esemplare scritto del credulone razzista e autore di boiate che risponde al nome di Cammilleri (no, non Andrea Camilleri, quello sa scrivere, qui si parla di Rino Cammilleri).

Il credulone ha infatti scritto un articolo pesantemente razzista intitolato «Poveri» in cui dimostra per l'ennesima volta le tare morali di cui va persino orgoglioso (o dovrei dire «orgoglione»?).

Chi volesse una rinfrescata sulle numerose boiate scritte da Cammilleri, può far ricorso al tag Rino Cammilleri di questo blog.

P.S.: chi ritenesse un po' aspro il mio giudizio, consideri che anche io sono stato abituato a chiamare le cose col loro nome...

mercoledì 13 marzo 2013

Gesù il mutaforme e il figlio di Pilato

Gesù era un "mutaforme" e per questo motivo Giuda fu costretto a indicarlo con un bacio ai Romani giunti ad arrestarlo; tale arresto avvenne di martedì invece che di giovedì. La sera prima della crocifissione, invece che con gli apostoli, Gesù cenò con Ponzio Pilato, che offrì di far mettere a morte il proprio figlio invece del predicatore ebreo.

O almeno questo è quello che pensava un gruppo di cristiani 1200 anni fa, e che scrisse in un testo in lingua copta attribuito al vescovo paleocristiano Cirillo di Gerusalemme (315-387), Dottore della Chiesa.

Il testo, un'omelia falsamente attribuita a Cirillo e intitolata La vita e la passione di Cristo, è contenuto in un manoscritto copto (Ms. E16262) ritrovato in Egitto nel 1910, conservato all'Università della Pennsylvania, ma solo recentemente tradotto da Roelof van den Broek.

Pilato a cena con Gesù

Un articolo di LiveScience riporta il testo della cena tra Pilato e Gesù, la sera prima della crocifissione:
«Senza ulteriori indugi, Pilato preparò una tavola e mangiò con Gesù durante il quinto giorno della settimana. E Gesù benedisse Pilato e tutta la sua casa», riporta parte della traduzione. Pilato dice poi a Gesù «bene allora, ecco, la notte è giunta, alzati e allontanati, e quando il giorno arriva ed essi giungeranno e mi accuseranno a causa tua, darò loro l'unico figlio che ho così che possano ucciderlo al posto tuo».

martedì 12 marzo 2013

Cardinali elettori del Conclave 2013: il meglio e il peggio della Chiesa cattolica

Una piccola collezione del meglio e del peggio del Conclave 2013. La raccolta non è completa, lo ammetto, ma dà una prima idea.
  • Jorge Mario Bergoglio (Argentina) - Papa Francesco I: ha definito la legislazione argentina sul matrimonio tra omosessuali una "pretesa distruttiva contro i piani di Dio", una "macchinazione del Padre della Menzogna che cerca di confondere e ingannare i figli di Dio".
  • Christoph Schönborn (Austria): ha aperto all'uso del preservativo e alla teoria dell'evoluzione, ma solo nella sua versione teleologica.
  • Odilo Scherer (Brasile): ha sostenuto che la rimozione dei crocifissi dagli uffici pubblici non sia nell'interesse del secolarismo brasiliano.
  • Marc Oullet (Canada): sostiene che la Chiesa cattolica sia perseguitata nel Quebec secolarizzato; si è scusato pubblicamente per gli errori della Chiesa in Quebec, inclusi l'antisemitismo, il razzismo, la discriminazione contro donne e omosessuali.
  • Peter Turkson (Ghana):  ha affermato che le legislazioni omofobe africane sono giustificate dalla tradizione di quel continente.
  • Rainer Woelki (Germania): ha assunto posizioni conciliatorie nei confronti delle comunità omosessuali della sua città.
  • Domenico Calcagno (Italia): sebbene fosse a conoscenza dei ripetuti abusi compiuti da don Nello Giraudo, Calcagno, all'epoca vescovo di Savona, non lo denunciò né gli impedì di continuare gli abusi sui giovani parrocchiani.
  • Norberto Rivera Carrera (Messico): mentre ricopriva la carica di vescovo di Tehuacan, coprì gli abusi sessuali del sacerdote Nichoilas Aguilar; inoltre ignorò le denunce di pedofilia contro Marcial Maciel, il defunto fondatore dei Legionari di Cristo.
  • Godfried Danneels (Paesi Bassi): si è trovato a gestire lo scandalo degli abusi su minori da parte di sacerdoti olandesi; ha chiesto ad una delle due vittime di abusi da parte del vescovo Roger Vangheluwe di non rendere pubbliche le accuse.
  • Keith O'Brien (Regno Unito): ha definito "anti-cristiana" la politica estera britannica, per aver fornito aiuti al Pakistan senza chiedere in cambio al governo pakistano di offrire tutele legali alle minoranze cristiane. Si è opposto alla legislazione in favore delle coppie omosessuali, affermando che «le prove empiriche sono chiare, le relazioni omosessuali sono dimostrabilmente dannose per il benessere medico, emotivo e spirituale delle persone coinvolte». Tre sacerdoti e un ex-sacerdote della Diocesi di St. Andrews ed Edinburgo lo hanno accusato di aver tenuto nei loro confronti "comportamenti inappropriati". O'Brien ha rinunciato a partecipare al conclave.
  • Roger Mahony (Stati Uniti): all'epoca arcivescovo di Los Angeles, sebbene fosse a conoscenza del fatto che il sacerdote Oliver O'Grady avesse abusato di bambini per due decenni, non gli impedì in alcun modo di entrare in contatto con bambini. Nel 2007 la diocesi ha patteggiato un accordo di 660 milioni di dollari con 508 vittime di abusi.