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mercoledì 24 agosto 2011

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (IV) Risurrezione

In questo articolo parlo del contenuto del terzo capitolo de Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, intitolato «Risurrezione». Per una presentazione dell'opera, si veda «"Gesù. L'invenzione del Dio cristiano" (I)».

Il terzo capitolo del libro di d'Arcais esamina la Risurrezione di Gesù, e in particolare le presunte apparizioni di Gesù risorto che di essa sarebbero le prove. L'importanza dell'effettiva storicità della Risurrezione è sottolineata dallo stesso Ratzinger, secondo il quale se non fosse un evento storico resteremmo con «una sorta di concezione religiosa del mondo, ma la fede cristiana è morta».

Il problema delle apparizioni

D'Arcais sottolinea come le uniche prove della Risurrezione siano le apparizioni di Gesù ai discepoli. La più antica testimonianza di queste apparizioni è contenuta nelle lettere di Paolo, in particolare nella Prima lettera ai Corinzi (capitolo 15, vv. 3-8):
Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Paolo afferma che gli è stato detto, e lui riporta ai propri discepoli, delle apparizioni di Gesù risorto «a Cefa e quindi ai Dodici», «a più di cinquecento fratelli in una sola volta», «a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli»; dopo queste apparizioni, Gesù apparve anche a Paolo.

Nella Lettera ai Galati (1,11-12) Paolo rivendica orgogliosamente che «il vangelo da me annunziato [...] io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo». Malgrado ciò, malgrado il fatto che egli non abbia ricevuto la predicazione da Gesù vivo come i Dodici, Paolo non si sente per nulla inferiore a loro: «io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi "superapostoli"!», «sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro» (Seconda lettera ai Corinzi, 11,5 e 23).

lunedì 22 agosto 2011

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (III) Seconda bugia di Ratzinger

In questo articolo parlo del contenuto del secondo capitolo de Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, intitolato «Seconda bugia di Ratzinger». Per una presentazione dell'opera, si veda «"Gesù. L'invenzione del Dio cristiano" (I)».

Nel secondo capitolo del libro, d'Arcais sottolinea il secondo errore storico nella ricostruzione di Ratzinger del movimento cristiano delle origini.

Il pontefice tedesco afferma infatti che l'insegnamento di Gesù, conservato e tramandato dai suoi discepoli, fu quello di un'attesa indefinita della «seconda venuta» (la Parusia) di Gesù:
Fa parte del nucleo del messaggio escatologico di Gesù, l'annuncio di un tempo dei gentili, durante il quale il vangelo deve essere portato in tutto il mondo e a tutti gli uomini: solo dopo la storia può raggiungere la sua meta.

D'Arcais intende dimostrare come le cose stiano all'opposto: gli ebrei della «via» o della «nuova dottrina» (il nome dei cristiani in Atti e nelle epistole paoline) attendevano il ritorno immediato di Gesù, il cui euaggelion, la «buona novella» era la vicinissima fine dei tempi.

mercoledì 17 agosto 2011

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (II) Chi era Gesù

In questo articolo parlo del contenuto del primo capitolo de Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, intitolato «Chi era Gesù». Per una presentazione dell'opera, si veda «"Gesù. L'invenzione del Dio cristiano" (I)».
Gesù non era cristiano. Era un ebreo osservante, rimasto tale fino alla morte, che mai avrebbe immaginato di dar vita a una nuova religione e men che mai di fondare una «Chiesa».
[...]
Gesù non si è mai sognato di proclamarsi il Messia, e se qualcuno degli apostoli ha ipotizzato che fosse «Cristo» (traduzione greca dell'ebraico meshiah e dell'aramaico mashiha, «unto») lo ha fulminato di anatema.
[...]
Joshua bar Joseph era un profeta ebreo itinerante, esorcista e guaritore, un missionario apocalittico che annunciava l'euaggelion (buona novella) dell'arrivo imminente, anzi incombente, del Regno per opera di Dio.
Inizia così il primo capitolo di Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, con quella che potrebbe essere una conclusione: il profilo sommario cui sono giunti, sia pure con i dovuti distinguo, gli studiosi contemporanei del Gesù storico.

martedì 16 agosto 2011

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (I)

Paolo Flores d'Arcais ha recentemente pubblicato un libriccino di 120 pagine intitolato Gesù - L'invenzione del Dio cristiano (ADD editore, ISBN 978-8896873-33-5).

Il libro deve la sua origine alla volontà di d'Arcais di rispondere all'opera di Joseph Ratzinger, Gesù di Nazaret - Dall'ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione, in cui l'attuale pontefice tenta di riconciliare il Gesù storico col Cristo della Chiesa cattolica. D'Arcais sottolinea come il tentativo di Ratzinger si scontri con i risultati degli ultimi decenni di storiografia su Gesù e sul Cristianesimo delle origini.

Le fonti di d'Arcais - Geza Vermes, Ed Parish Sanders, Paula Fredriksen, Bart Ehrman, John Dominic Crossan, Bruce Metzger, Gerd Theissen - dipingono un Cristianesimo delle origini diverso da quello proposto da Ratzinger, funzionale a sostenere la dottrina della Chiesa cattolica più che aderente alla realtà storica.

D'Arcais cita anche i cattolici Giuseppe Barbaglio e Hans Kung, oltre al cardinale Jean Daniélou, e prende in considerazione le opinioni di John P. Meier, ampiamente citato da Ratzinger nei suoi libri. Tutto sommato, un tentativo equo, sebbene chiaramente schierato, di mostrare al pubblico non specialistico le conclusioni raggiunte dalla storiografia contemporanea, che dicono qualcosa di molto interessante su quel periodo storico che così grande impatto ha sulla nostra vita.

Conoscerle sarebbe importante per tutti, per capire davvero come andarono le cose e quanto di quello che ci viene propinato come vero sia realmente corrispondente alla realtà. Per questo credo che l'opera di d'Arcais sia meritoria.

Sommario:
  1. Introduzione (questa)
  2. Chi era Gesù
  3. Seconda bugia di Ratziger
  4. Risurrezione