giovedì 15 dicembre 2011

«Sono solo una macchina»

Segnalo un articolo pubblicato sul The Telegraph e intitolato «Neuroscience, free will and determinism: 'I'm just a machine'» («Neuroscienza, libero arbitrio e determinismo: 'Sono solo una macchina'»).

Si tratta di un'intervista a Patrick Haggard, professore all'Institute of Cognitive Neuroscience dell'UCL. L'intervista non rivela nulla di nuovo per chi conosce, anche solo sommariamente, i risultati cui è giunta la neuroscienza contemporanea; ma tali risultati sono scarsamente noti al di fuori del campo, ed è comprensibile il tono dell'intervista, con l'intervistatore che pare alquanto stupito di scoprire che il libero arbitrio non esiste.

Haggard e una sua collaboratrice mettono in pratica un piccolo esperimento: utilizzando la stimolazione magnetica transcranica – una tecnica che permette di eccitare alcune parti del cervello per mezzo di campi magnetici – mostrano come sia possibile controllare il corpo di un essere umano a sua insaputa, forzando il suo cervello ad ordinare il movimento degli arti.

martedì 6 dicembre 2011

La Curia di Bologna è un'offesa all'umanità

Mi scuso per il titolo, deciso e diretto; non mi piace spararle grosse, ma - come si dice a Roma - quanno ce vo', ce vo'.

Qualche giorno fa, il presidente della commissione Politiche sociali del Comune di Bologna, Pasquale Caviano, ha ammesso alla Consulta per la famiglia diverse associazioni che avevano fatto richiesta, tra cui le Famiglie Arcobaleno (associazione delle famiglie con genitori omosessuali) e l'Agedo (Associazione dei Genitori di Omosessuali).

La Curia di Bologna ha risposto con un editoriale non firmato dell'inserto settimanale di Avvenire, in cui afferma che la decisione del Comune è:
una grave offesa in primo luogo alla ragione e al buon senso comune perché non si capisce la congruenza dell’una con le altre; poi alla comunità civica, perché in palese contrasto con l’articolo 29 della Costituzione; e inoltre alla comunità cattolica – che pure è parte rilevante del consorzio bolognese - perché degrada a un relativismo senza fondamento nella persona umana quella concezione della famiglia che da secoli è patrimonio della nostra gente.
Trovo questo messaggio della Curia di Bologna una grave offesa:
  1. in primo luogo alla ragione e al buon senso, dato che entrambe le associazioni sono associazioni di famiglie - in cui i genitori e/o i figli sono omosessuali, certo, ma sempre famiglie - e la congruenza tra tali associazioni e la Consulta per la famiglia è lampante;
  2. in secondo luogo alla comunità civica, dato che la Costituzione non richiede che in una famiglia i figli o i genitori siano eterosessuali;
  3. all'umanità tutta, dato che le preferenze sessuali di una persona non sono a disposizione né della Curia né di altri.
Con questa presa di posizione si evidenzia, ancora una volta, l'intolleranza della gerarchia ecclesiastica e la sua politica di imposizione alla società tutta delle sue peculiari e - aggiungo - infondate posizioni morali.

È giunta l'ora di scrollarsi di dosso questo fardello.

«Famiglia, il comune ha deciso anche i gruppi gay nella Consulta», laRepubblica Bologna.it, 1 dicembre 2011; «Consulta, la Curia attacca il Comune "L'ingresso dei gay offesa ai cattolici"», laRepubblica Bologna.it, 1 dicembre 2011.

giovedì 1 dicembre 2011

Boicottata un'altra campagna pubblicitaria atea negli Stati Uniti

Ancora una volta una campagna pubblicitaria con un messaggio ateo è stata boicottata dall'azienda che ne avrebbe dovuto curare l'affissione. La LIND Billboard Company ha infatti rescisso all'ultimo istante il contratto che aveva stipulato con l'associazione Mid Ohio Atheist.

La pubblicità censurata è la seguente:



La spiegazione fornita informalmente dalla LIND è stata (enfasi mia):
[...] la natura incendiaria delle esposizioni proposte sarebbe stata considerata senza dubbio offensiva dalla gran parte della comunità e sarebbe stata dannosa per la buona reputazione della Lind presso la comunità. Lind si è sempre riservata e continuerà a riservarsi il diritto di non pubblicare pubblicità che, a suo esclusivo giudizio, siano oscene, inutilmente offensive e non nel miglior interesse della comunità in generale.
Ora, la situazione è ridicola per tre ragioni.

Prima: la libertà di parola non è mai «oscena» né «inutilmente offensiva». Il messaggio degli atei dell'Ohio afferma semplicemente che Dio non esiste, e che non si deve credere a qualunque cosa si senta. Affermare che Dio non esista non può essere osceno od offensivo, senza implicare che il diritto alla parola degli atei sia osceno. È inoltre un invito a ragionare con la propria testa e ad esaminare tutte le possibilità prima di decidere, e non mi pare vi sia nulla di offensivo in ciò.

Seconda: la LIND ha diffuso messaggi ben più offensivi, ma commissionati da cristiani e che dunque non sono stati censurati. La LIND ha infatti diffuso un messaggio pubblicitario in cui si accusano i cristiani che vanno a messa di domenica, invece che di sabato, di recare il segno dell'Anticristo:
Sabato è il VERO giorno del Signore. L'Anticristo l'ha cambiato, evita il suo marchio.

Terza: la pubblicità censurata perché offensiva per i cristiani è stata copiata da una campagna pubblicitaria di cristiani! La Mid Ohio Atheist non ha inventato lo slogan pubblicitario «Non c'è alcun Dio - Non credere a tutto ciò che senti», ma l'ha ripresa da una campagna pubblicitaria della McElroy Road Church of Christ, una chiesa dell'Ohio che ha scelto di veicolare il suo messaggio cristiano col seguente cartellone, che però nessuno ha pensato di censurare:

Insomma, meglio rendersi tre volte ridicoli che affrontare l'ira dei «buoni» cristiani...

Michael, «Billboard backlash (before it ever started)», Mid Ohio Atheists, 22 novembre 2011.

martedì 29 novembre 2011

Studenti di medicina musulmani boicottano le lezioni sull'evoluzione perché incompatibile col Corano

Se dovesse essere necessario un ulteriore esempio dei danni della religione, questa notizia dovrebbe fugare i dubbi di ogni persona scientificamente onesta.

Allo University College of London, studenti musulmani dei corsi di medicina e biologia si rifiutano sempre più frequentemente di seguire le lezioni sulla teoria dell'evoluzione e si lamentano del fatto che questo corso sia una parte importante del loro curriculum universitario.

La ragione dietro questo boicottaggio è che secondo questi musulmani (ma in questo condividono la follia con i creazionisti cristiani) la teoria dell'evoluzione sarebbe in contrasto con l'insegnamento del Corano. Secondo Steve Jones, professore emerito di genetica umana in quell'università, questi studenti riterrebbero incompatibile il loro libro sacro con il processo casuale di mutazione genetica che sta alla base dell'evoluzione delle forme di vita.

In altre parole, secondo questi studenti la loro religione è in contrasto con la realtà, e loro scelgono la prima a scapito della seconda. L'ennesima situazione in cui il buon senso e la verità sono sacrificati sull'altare della religione.

lunedì 28 novembre 2011

La Bibbia? «Volgare e violenta», va ritirata dalle librerie

Brendan Smith è l'autore del sito «The Brick Testament» (Il Testamento di mattoncini, più o meno), in cui pubblica le storie della Bibbia ricostruite attraverso i mattoncini Lego. Si tratta di un lavoro che va avanti da circa un decennio e ha prodotto quasi 5000 illustrazioni per 400 scene.
Ecco Gesù sulla croce:

Le storie sono riprese direttamente dalla Bibbia e adattate il più precisamente possibile (talvolta con virtuosismi notevoli nel piegare i mattoncini alle necessità narrative), e corredate da citazioni dirette dei brani biblici o comunque direttamente derivate dagli stessi.

Il lavoro è notevole, ed oltre che sul sito http://www.bricktestament.com/index.html è stato pubblicato anche in edizione cartacea. Smith è infatti l'autore di The Brick Bible: A New Spin on the Old Testament, un libro contenente alcune delle storie pubblicate sul sito.


Pochi giorni dopo la pubblicazione del libro nelle librerie statunitensi, Smith è stato informato che The Brick Bible è stato ritirato dalla catena di distribuzione Sam's Club a causa di «un piccolo, imprecisato numero di rimostranze di clienti di Sam's Club che il libro sia volgare e violento, e che l'autore è ateo».

Insomma, dei credenti ritengono che questo libro di storie della Bibbia, evidentemente percepito come destinato ad un pubblico di minori, sia troppo «volgare e violento». E dire che l'edizione cartacea manca persino delle scene raffiguranti rapporti sessuali!

Che la Bibbia non sia una storia per ragazzini, dunque, lo pensano persino i cristiani!

Daniel Terdiman, «'Brick' breaker: Lego bible too racy for Sam's Club», CNet, 23 novembre 2011.

mercoledì 23 novembre 2011

Cattivi maestri: il vescovo Crociata e l'etica pubblica

In presenza di palesi limitazioni della giustizia e dell'uguaglianza, si rende urgente il rilancio di un concetto di legalità che non si riduca alla pur necessaria osservanza delle norme giuridiche, ma implichi una nuova etica pubblica come indispensabile cornice entro cui le leggi stesse devono essere fatte e osservate.
Queste le parole del vescovo Mariano Crociata, segretario della CEI, al convegno delle Caritas diocesane.

Chissà perché queste parole mi suonano ipocrite. Forse sarà legato al fatto che negli ultimi 17 anni la Chiesa si è schierata dalla parte di chi ha macellato la morale pubblica, chiudendo gli occhi in cambio di prebende?

Se l'invito di Crociata è segno di una conversione dell'animo dei vescovi italiani, allora hanno il mio «benvenuti», ma l'assenza di autocritiche mi pare suggerisca l'ennesima bella predica di chi razzola male.



«A questa Italia serve una "nuova etica pubblica"», Rainews24.it, 22 novembre 2011. L'immagine è «berlusconi - ratzinger: pensieri nascosti», di eagle giò, rilasciata sotto licenza CC-by-nc-nd 2.0.

giovedì 13 ottobre 2011

Rigenerazione degli arti: la scienza può (forse) ciò che Dio non riesce a fare

Mi sono imbattuto nell'articolo «How Pig Guts Became the Next Bright Hope for Regenerating Human Limbs» («Come gli intestini del maiale sono diventati la prossima splendente speranza per la rigenerazione degli arti umani»).

Vi si descrivono le tecniche più all'avanguardia per la rigenerazione degli arti umani, basate sull'impiego della matrice cellulare estratta dalla vescica dei maiali. Secondo le testimonianze riportate nell'articolo (da prendere cum grano salis, ovviamente), vi sarebbero diversi casi in cui queste tecniche sarebbero state in grado di garantire la ricrescita di tessuti, muscoli interi e persino falangi. Tali successi iniziali hanno portato nuova linfa alla ricerca nell'ambito della medicina rigenerativa, con lo scopo di aumentare le applicazioni delle tecniche di rigenerazione degli arti e degli organi.

Sono un po' scettico su questo argomento, e nello stesso articolo si dice che i medici sono molto cauti sulle possibilità di successo e sulla tempistica della convalidazione dei risultati.

Ma anche se non vi dovessero essere altri avanzamenti tecnici, con la ricrescita di una sola falange la scienza ha ottenuto quello che Dio non ha mai fatto: far ricrescere un arto.

Ne parlai qualche tempo fa, nell'articolo «Perché Dio non guarisce gli amputati?»: anche i credenti devono ammettere che Dio non compie mai il miracolo di far ricrescere gli arti agli amputati. Significativo, no?

giovedì 6 ottobre 2011

"Per una mela" - Makkox

Bellissima, questa vignetta di Makkox. In maniera umoristica riesce a dire qualcosa che molti preferiscono ignorare.



P.S.: sì, lo so che è per Steve Jobs, ma non di meno la trovo significativa anche per questo blog.

Makkox, «Per una mela», 6 ottobre 2011.

mercoledì 5 ottobre 2011

Il «diritto ad offendersi» dei credenti non può giustificare la censura

In Turchia, il famoso vignettista Bahadir Baruter è stato denunciato per aver disegnato una vignetta in cui un fedele musulmano, durante la preghiera in moschea, telefona a Dio chiedendogli il permesso di saltare la parte finale della cerimonia perché ha degli impegni; in un angolo della vignetta, Baruter ha inserito una scritta che recita «Non esiste Allah, la religione è una menzogna».
La vignetta, pubblicata da Hurriet Daily News, con il testo incriminato cerchiato.
Il pubblico ministero ha chiesto la sua condanna ad un anno di carcere per aver «insultato i valori religiosi adottati da una parte della popolazione».

Che dire? «I soliti fanatici musulmani»? «La Turchia non rispetta la libertà di pensiero»? Certo, per l'ennesima volta i musulmani dimostrano di non avere nessuna considerazione per i diritti delle persone, mettendoli dietro la religione. Ma forse dovremmo guardare anche in casa nostra, perché la situazione non è poi migliore.


Una pubblicità «blasfema»

L'azienda di abbigliamento Fracomina ha recentemente diffuso una campagna pubblicitaria in cui alle modelle sono attribuiti slogans come:
Si tratta di una pubblicità che ha causato reazioni differenti, da chi la considera un modo di rompere i luoghi comuni a chi la considera sessista.

sabato 24 settembre 2011

Ancora sulla favola del Mandyion e della Sindone

Più di un anno fa pubblicai l'articolo «La Sindone di Torino non è il Mandylion di Edessa» in cui, dotato solo di Google per la ricerca delle fonti e di un po' di buona volontà, sono andato a verificare tutte le presunte prove che giustificherebbero l'identificazione del Mandylion di Edessa con la Sindone di Torino; il risultato di questa mia indagine è facilmente intuibile dal titolo dell'articolo.

Dal blog di Antonio Lombatti vengo ora a scoprire che dello stesso argomento si è occupato qualcuno di ben più esperto di me: Andrea Nicolotti ha infatti pubblicato Dal Mandylion di Edessa alla Sindone di Torino. Metamorfosi di una leggenda (Edizioni dell'Orso).

In base a quanto raccontato da Lombatti nell'articolo «Dalla favola del Mandylion alla bufala della Sindone», cui rimando per ulteriori approfondimenti, mi pare di capire che le mie conclusioni siano state identiche a quelle di Nicolotti; ne sono contento.

mercoledì 21 settembre 2011

Nuovo blog

Da qualche tempo porto avanti un blog parallelo a questo. Si chiama La lanterna di Diogene e pubblica articoli su archeologia e storia.

Colgo l'occasione per citarlo in quanto oggi ho pubblicato un articolo che potrebbe interessare ai lettori di questo blog: si intitola «Nuovi dettagli sull'inedito vangelo P. Oxy. 5072» e, come dice il titolo, riporta alcuni dettagli sul contenuto di un nuovo vangelo, ancora inedito, conservato su di un frammento papiraceo ritrovato da poco.

Il frammento contenente il nuovo vangelo

sabato 10 settembre 2011

Collezione domenicale di links (VI)

Galileo aveva torto: la Terra è il centro dell'universo
O almeno così sostengono alcuni cattolici, secondo i quali, Bibbia alla mano, è possibile dimostrare che l'eliocentrismo è falso. E ne sono tanto certi da aver organizzato una conferenza presso l'università cattolica di Notre Dame dal chiaro titolo di "Galileo Was Wrong".

"Saldi" per chi deve confessare un aborto alla GMG
In un vecchio articolo riferivo che, secondo la dottrina cattolica,  è più grave abortire che molestare un bambino: nel secondo caso basta infatti confessarsi con un sacerdote qualunque, nel primo è necessaria la dispenza speciale del vescovo. A meno di non essersi recati alla GMG di Madrid, nel qual caso si sarebbe potuto usufruire dell'offerta speciale: l'arcivescovado aveva infatti permesso di confessare anche l'aborto a tutti i sacerdoti confessori partecipanti all'evento. Ne ha parlato anche la CNN, "Church extends authority to absolve sin of abortion for papal visit".

La Madonna non miracola due volte
La Madonna l'aveva miracolato; ne era convinto il camionista spagnolo uscito illeso da una caduta di 45 metri dopo un'uscita di strada. Si stava allora recando al santuario della Madonna dei miracoli di Caiòn, in Galizia, insieme alle sue zie, quando sono stati travolti e uccisi da un'auto.

I brasiliani fanno sul serio
Mi riferisco agli atei brasiliani, i quali, a differenza di quelli statunitensi e italiani, hanno organizzato una campagna pubblicitaria molto più "seria". I manifesti della campagna brasiliana sono mostrati nell'articolo "These Atheist Billboards in Brazil Get Right to the Point".

sabato 3 settembre 2011

Collezione domenicale di links (V)

Il significato della storia di Adamo ed Eva
In «The Lesson of Adam and Eve» Sean Carroll si chiede quale sia, per i cristiani, l'interpretazione dell'episodio di Adamo ed Eva (letteralmente vero, metafora, mito) e rigetta l'insegnamento centrale della storia: quello di scegliere l'obbedienza a Dio piuttosto che la conoscenza.

Iconografia antica della crocifissione
In «Early images of the Crucifixion», Dorothy King spiega come la raffigurazione della crocifissione sia stata introdotta molto tardi nell'iconografia cristiana, tanto che il suo primo esemplare conosciuto risale al 420 in ambito privato e al VI secolo in ambito pubblico.

L'infertilità rituale delle ebree ortodosse
Ho scritto in passato sul divieto per gli uomini ebrei di toccare le donne «impure» (divieto che vale anche per cristiani e musulmani, tra l'altro). Nell'articolo «Sex and Taboos in Orthodox Judaism», Ebonmuse spiega come questa prescrizione biblica porti ad una sorta di infertilità rituale, e come si suggerisca alle donne ebree ortodosse di superarla con cure ormonali o sottoponendo le proprie perdite di sangue ai rabbini, piuttosto che abbandonare questa pratica arcaica.

La legislazione anti-blasfemia è una limitazione della libertà di parola; se ne accorge anche l'ONU
In un altro vecchio articolo dicevo come la legislazione anti-blasfemia, diffusa in Paesi di tutti gli ordinamenti, è talvolta un privilegio concesso al pensiero religioso (come avviene in Italia ed Irlanda, per esempio) talaltra un più pericoloso strumento per opprimere le minoranze religiose. Finalmente anche l'ONU se n'è accorto, tanto che il Comitato per i diritti umani ha recentemente passato una risoluzione che riconosce la legislazione anti-blasfemia come una limitazione dei diritti umani. Ne parla l'articolo «United Nations Affirms the Human Right to Blaspheme».

Gli evangelici devono scegliere tra scienza e fede riguardo ad Adamo ed Eva
La comunità evangelica statunitense è scossa dalla presa di posizione esplicita di alcuni scienziati evangelici, i quali hanno apertamente dichiarato che la scienza ha confutato l'esistenza di Adamo ed Eva, coppia primordiale dalla quale sarebbero discesi tutti gli esseri umani. Il problema è che la fede evangelica impone di credere che la Bibbia sia letteralmente vera. Ne parla «Evangelicals Question The Existence Of Adam And Eve».

Cosa non è riuscito ad entrare nella Bibbia?
L'ispezione post-parto di Maria, la vera differenza di età tra Giuseppe e Maria, Gesù bambino dispettoso, Gesù e il sesso sacro (e qui mi sono garantito l'attenzione del mio lettore) e altre storie che non ce l'hanno fatta ad entrare nel Nuovo Testamento: Bart Ehrman le presenta nel suo articolo «What Didn't Make Into The Bible?». Mi aspetto che alcuni lettori storcano la bocca davanti ad esse, ma solo perché sono poco familiari: per alcuni cristiani erano importanti come lo sono le storie dell'infanzia di Gesù di Luca e Matteo per i cristiani di oggi (anche se immaginarsi l'ispezione di Maria nel presepe...).

Il sangue di Wojtyla fermerà la violenza in Messico
O almeno così sperano i cattolici messicani, che hanno chiesto e ottenuto che una fiala di sangue del papa polacco sia portata in giro per il Paese. Il Messico è attualmente scosso da una guerra non dichiarata tra le forze armate e i cartelli della droga; la fiala di sangue del beato, accompagnata da una sua statua, farà il giro del Paese e porrà fine agli scontri. Ulteriori dettagli in «Catholics pin hopes on dead Pope’s blood to stem gang crime in Mexico».

domenica 28 agosto 2011

Collezione domenicale di links (IV)

Alcuni vecchi links che sono non di meno interessanti.

«L'incipit di Matteo» Ta Biblia - Breve ma interessante discussione sulla traduzione migliore dell'incipit del Vangelo secondo Matteo.

«MPs query £1.85m overseas aid spent on Pope visit» BBC News - Per pagare la visita di Ratzinger in Gran Bretagna, costata dieci milioni di sterline, il governo inglese ha prelevato quasi due milioni di sterline dal fondo per gli aiuti umanitari.

«Bangladesh, quattordicenne frustata a morte» UAAR Ultimissime - Altra bestialità commessa in nome di una norma religiosa.

«Santi innocenti» Ta Biblia - Giovanni Bazzana commenta le spiegazioni fornite dai teologi sull'episodio del Vangelo secondo Matteo in cui Dio salva Gesù da Erode, ma lascia che muoiano tanti innocenti.

mercoledì 24 agosto 2011

Lollipope - da Spinoza.it

Lollipope

Il Papa atterra a Madrid. Stavolta Florentino Perez ha davvero esagerato.

Ratzinger ha parlato di fronte a una folla adorante. Un discorso franco.

Accorsi circa due milioni di fedeli. Cifre altissime per un papa vivo.

Ratzinger era già stato in Spagna dieci mesi fa. Ora torna a riabbracciare i suoi cari figlioli.

(Come sono fortunati i bambini somali: in Spagna hanno speso ben 55 milioni affinchè il Papa potesse pregare per loro)

Il Papa incontra i fedeli: chiuso lo spazio aereo su Madrid. Le preghiere potrebbero interferire con la strumentazione di bordo.

Assoluzione dell'aborto e remissione della scomunica per tutti i partecipanti al pellegrinaggio in Spagna. No amore, Formentera non vale.

Il Papa celebra la messa sotto un gigantesco albero di metallo. Zeus, stupiscici!

La scenografia prevedeva un gigantesco albero di metallo. Per spiegare come i Transformers furono cacciati dall'Eden.

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (IV) Risurrezione

In questo articolo parlo del contenuto del terzo capitolo de Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, intitolato «Risurrezione». Per una presentazione dell'opera, si veda «"Gesù. L'invenzione del Dio cristiano" (I)».

Il terzo capitolo del libro di d'Arcais esamina la Risurrezione di Gesù, e in particolare le presunte apparizioni di Gesù risorto che di essa sarebbero le prove. L'importanza dell'effettiva storicità della Risurrezione è sottolineata dallo stesso Ratzinger, secondo il quale se non fosse un evento storico resteremmo con «una sorta di concezione religiosa del mondo, ma la fede cristiana è morta».

Il problema delle apparizioni

D'Arcais sottolinea come le uniche prove della Risurrezione siano le apparizioni di Gesù ai discepoli. La più antica testimonianza di queste apparizioni è contenuta nelle lettere di Paolo, in particolare nella Prima lettera ai Corinzi (capitolo 15, vv. 3-8):
Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Paolo afferma che gli è stato detto, e lui riporta ai propri discepoli, delle apparizioni di Gesù risorto «a Cefa e quindi ai Dodici», «a più di cinquecento fratelli in una sola volta», «a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli»; dopo queste apparizioni, Gesù apparve anche a Paolo.

Nella Lettera ai Galati (1,11-12) Paolo rivendica orgogliosamente che «il vangelo da me annunziato [...] io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo». Malgrado ciò, malgrado il fatto che egli non abbia ricevuto la predicazione da Gesù vivo come i Dodici, Paolo non si sente per nulla inferiore a loro: «io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi "superapostoli"!», «sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia, io lo sono più di loro» (Seconda lettera ai Corinzi, 11,5 e 23).

lunedì 22 agosto 2011

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (III) Seconda bugia di Ratzinger

In questo articolo parlo del contenuto del secondo capitolo de Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, intitolato «Seconda bugia di Ratzinger». Per una presentazione dell'opera, si veda «"Gesù. L'invenzione del Dio cristiano" (I)».

Nel secondo capitolo del libro, d'Arcais sottolinea il secondo errore storico nella ricostruzione di Ratzinger del movimento cristiano delle origini.

Il pontefice tedesco afferma infatti che l'insegnamento di Gesù, conservato e tramandato dai suoi discepoli, fu quello di un'attesa indefinita della «seconda venuta» (la Parusia) di Gesù:
Fa parte del nucleo del messaggio escatologico di Gesù, l'annuncio di un tempo dei gentili, durante il quale il vangelo deve essere portato in tutto il mondo e a tutti gli uomini: solo dopo la storia può raggiungere la sua meta.

D'Arcais intende dimostrare come le cose stiano all'opposto: gli ebrei della «via» o della «nuova dottrina» (il nome dei cristiani in Atti e nelle epistole paoline) attendevano il ritorno immediato di Gesù, il cui euaggelion, la «buona novella» era la vicinissima fine dei tempi.

mercoledì 17 agosto 2011

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (II) Chi era Gesù

In questo articolo parlo del contenuto del primo capitolo de Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, intitolato «Chi era Gesù». Per una presentazione dell'opera, si veda «"Gesù. L'invenzione del Dio cristiano" (I)».
Gesù non era cristiano. Era un ebreo osservante, rimasto tale fino alla morte, che mai avrebbe immaginato di dar vita a una nuova religione e men che mai di fondare una «Chiesa».
[...]
Gesù non si è mai sognato di proclamarsi il Messia, e se qualcuno degli apostoli ha ipotizzato che fosse «Cristo» (traduzione greca dell'ebraico meshiah e dell'aramaico mashiha, «unto») lo ha fulminato di anatema.
[...]
Joshua bar Joseph era un profeta ebreo itinerante, esorcista e guaritore, un missionario apocalittico che annunciava l'euaggelion (buona novella) dell'arrivo imminente, anzi incombente, del Regno per opera di Dio.
Inizia così il primo capitolo di Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, di Paolo Flores d'Arcais, con quella che potrebbe essere una conclusione: il profilo sommario cui sono giunti, sia pure con i dovuti distinguo, gli studiosi contemporanei del Gesù storico.

martedì 16 agosto 2011

«Gesù. L'invenzione del Dio cristiano» (I)

Paolo Flores d'Arcais ha recentemente pubblicato un libriccino di 120 pagine intitolato Gesù - L'invenzione del Dio cristiano (ADD editore, ISBN 978-8896873-33-5).

Il libro deve la sua origine alla volontà di d'Arcais di rispondere all'opera di Joseph Ratzinger, Gesù di Nazaret - Dall'ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione, in cui l'attuale pontefice tenta di riconciliare il Gesù storico col Cristo della Chiesa cattolica. D'Arcais sottolinea come il tentativo di Ratzinger si scontri con i risultati degli ultimi decenni di storiografia su Gesù e sul Cristianesimo delle origini.

Le fonti di d'Arcais - Geza Vermes, Ed Parish Sanders, Paula Fredriksen, Bart Ehrman, John Dominic Crossan, Bruce Metzger, Gerd Theissen - dipingono un Cristianesimo delle origini diverso da quello proposto da Ratzinger, funzionale a sostenere la dottrina della Chiesa cattolica più che aderente alla realtà storica.

D'Arcais cita anche i cattolici Giuseppe Barbaglio e Hans Kung, oltre al cardinale Jean Daniélou, e prende in considerazione le opinioni di John P. Meier, ampiamente citato da Ratzinger nei suoi libri. Tutto sommato, un tentativo equo, sebbene chiaramente schierato, di mostrare al pubblico non specialistico le conclusioni raggiunte dalla storiografia contemporanea, che dicono qualcosa di molto interessante su quel periodo storico che così grande impatto ha sulla nostra vita.

Conoscerle sarebbe importante per tutti, per capire davvero come andarono le cose e quanto di quello che ci viene propinato come vero sia realmente corrispondente alla realtà. Per questo credo che l'opera di d'Arcais sia meritoria.

Sommario:
  1. Introduzione (questa)
  2. Chi era Gesù
  3. Seconda bugia di Ratziger
  4. Risurrezione

lunedì 15 agosto 2011

L'Assunzione di Maria: un dogma creato dal nulla

Quello dell'Assunzione di Maria, per la cui celebrazione è stata scelta la data dell'antichissima festa pagana delle Feriae Augusti («Ferragosto»), è un dogma cattolico estremamente recente. Risale infatti al 1° novembre 1950, quando papa Pio XII promulgò la costituzione apostolica Munificentissimus Deus:
«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».
Ma su quali basi poggia questo dogma? Quali sono le testimonianze dell'assunzione di Maria «in anima e corpo»? Poiché neppure le opere del Nuovo Testamento dicono una parola sulla morte di Maria, tutto si deve basare su flebili interpretazioni dei testi, sulle storie elaborate dai «Padri della Chiesa», e sulla teologia.

mercoledì 10 agosto 2011

Dèi e serpenti - l'ateismo non è una fede né una religione

Più di un anno fa scrissi un articolo in cui confutavo la frequente affermazione dei credenti che anche l'ateismo è una fede/religione (l'articolo si intitolava opportunamente «L'ateismo non è una religione, né una fede»).

A tal proposito ho ritrovato un interessante articolo in cui si espone un apologo che sostiene lo stesso argomento. L'articolo è «Gods and snakes», di Mano Singham.

Supponete che alcune persone si trasferiscano in una casa e che, per una ragione qualunque, siano convinte che vi sia un serpente velenoso da qualche parte al suo interno, un serpente che sia riuscito in qualche modo a frustrare ogni tentativo di scoprirlo, trovarlo o rimuoverlo. Queste persone adotteranno coscientemente uno stile di vita che prenda in considerazione la probabile esistenza del serpente. Accenderanno le luci di una stanza prima di entrarvi, guarderanno in basso mentre camminano, apriranno credenze, comò, armadi e sgabuzzini cautamente e pronte a saltare indietro all'apparizione di un serpente, esamineranno scarpe e vestiti prima di indossarli, e così via. Cercheranno segni della presenza del serpente e staranno all'erta per rumori simili a quelli di un serpente. Dopo un po', questi comportamenti diventeranno quotidiani e messi in atto senza pensarci. Per di più, il comportamento di tutte le persone che credono che vi siano serpenti nelle loro case sarà alquanto simile.

Ora, prendete in considerazione qualcuno che non creda che vi sia alcun serpente velenoso nella casa. Tale persona si comporterà in maniera alquanto diversa da chi invece ci crede, non adottando alcuna precauzione presa da chi crede. Ma, a differenza di chi crede nell'esistenza del serpente, il cui comportamento è basato su tale credenza, il comportamento del non credente non sarà basato sulla sua non-credenza. Non agirà in base ad un piano cosciente fondato sull'assenza di serpenti. Non andrà in giro a infilare le mani nei cassetti dei calzini semplicemente perché non ne avrà alcun danno. Il non credente non dice a sé stesso «infilerò la mia mano nel cassetto dei calzini senza guardarci prima perché credo che non vi sia alcun serpente, lì» o «infilerò le scarpe senza prima controllarne l'interno perché credo che non vi siano serpenti». I serpenti, semplicemente, non hanno posto nella sua coscienza.

Così, mentre il comportamento di un credente nel serpente deriva da quella credenza, il comportamento di un non-credente non deriva da quella non-credenza, anche se il comportamento del non-credente sarà notevolmente diverso da quello del credente. L'assenza di credenza non impone un certo comportamento. Il risultato è che non vi sarà un modo comune di comportarsi per i non-credenti, a differenza del comportamento molto più uniforme dei credenti. Alcuni non-credenti potranno guardare per terra mente camminano, altri no. Non c'è modo di predirlo.
Meditazione.


L'immagine è «Aztec double-headed serpent», di Neil Henderson (CC by-2.0).

lunedì 25 luglio 2011

Il vescovo Magee ha deliberatamente mentito sui casi di abusi su minori da parte di preti

Nell'articolo «Irlanda: continua la piaga dei preti pedofili, continuano le coperture del Vaticano» ho parlato del Rapporto Cloyne, prodotto dalla commissione che ha indagato sulla gestione degli abusi su minori da parte di sacerdoti della diocesi di Cloyne (Irlanda). Il rapporto dimostra come successivamente al 1996 (anno in cui il governo irlandese tentò di porre fine a questa piaga con nuove direttive) e fino al 2009, la diocesi di Cloyne fu estremamente attiva nel coprire i sacerdoti accusati di aver molestato dei bambini.

Michael Nugent ha letto il rapporto e ne riassume la gravità delle accuse contro il vescovo  John Magee, il quale ingannò i rappresentanti del governo e i propri diocesani per coprire i sacerdoti accusati di aver molestato dei bambini:
Come possiamo credere, senza prove, a qualunque cosa che i membri della gerarchia cattolica irlandese affermano in casi in cui è nel loro interesse ingannarci? Questa è certamente la questione centrale che sorge dal rapporto Cloyne sulla gestione delle accuse di abusi sessuali su bambini da parte di sacerdoti della diocesi cattolica di Cloyne in Irlanda, specie quando osservato fianco a fianco con la precedente scoperta che  l'arcivescovo Desmond Connell di Dublino era felice di ingannare deliberatamente la gente attraverso un processo da lui chiamato di «riserva mentale».

sabato 23 luglio 2011

Christopher Hitchens sulla Chiesa cattolica e contro un apologeta islamico

Il video dell'intervento di Christopher Hitchens sulla Chiesa cattolica, in un dibattito organizzato dal gruppo Intelligence Squared nell'ottobre 2009 sul tema «La Chiesa cattolica è una forza per il bene nel mondo?».



Due anni prima, ad un incontro della Freedom From Religion Foundation, Hitchens rispose così ad un sostenitore dell'Islam che accusava l'Occidente di sopraffare i popoli islamici.



«Hitchens on the Catholic Church», RichardDawkins.net, 23 luglio 2011.

mercoledì 20 luglio 2011

Irlanda: continua la piaga dei preti pedofili, continuano le coperture del Vaticano

Una commissione d'indagine indipendente ha scoperto che nella sola diocesi di Cloyne, in Irlanda, tra il 1995 e il 2009 ben 19 sacerdoti furono segnalati alla diocesi per presunti abusi, ma nessuno di essi fu denunciato alle autorità. Un sacerdote accusato di due casi di abusi fu invece segnalato alla polizia, ma senza che ne conseguissero indagini.

Il rapporto, la quarta indagine del governo irlandese sugli abusi dei sacerdoti cattolici sui bambini, ha dimostrato che gli abusi dei sacerdoti e la loro copertura sono continuati ancora 13 anni dopo il 1996, quando il governo irlandese promulgò delle linee guida per la protezione dei bambini.

A gennaio si era scoperto che la conferenza episcopale irlandese aveva promulgato delle direttive che rispettavano le linee guida del governo, ma l'anno successivo il Vaticano, attraverso una lettera dell'arcivescovo Luciano Storero, aveva comunicato la posizione contraria della Congregazione per il Clero riguardo queste disposizioni, affermando che non vigeva l'obbligo di denuncia dei sacerdoti a meno che questa non fosse esplicitamente prevista dalle leggi dello Stato (ne avevo parlato nell'articolo «Il Vaticano chiese ai vescovi irlandesi di non denunciare alla polizia gli abusi dei preti»). Il Cloyne Report ha dimostrato che la conseguenza di questa presa di posizione del Vaticano ha reso di fatto carta straccia le disposizioni della conferenza episcopale irlandese a difesa dei bambini: gli abusi sono continuati almeno fino al 2009 e così sono continuate le coperture.

Alan Shatter, Ministro della Giustizia irlandese, si è detto scandalizzato dalla scoperta, in quanto la Chiesa irlandese aveva promesso di denunciare tutti i casi dal 1995 in poi. Le vittime degli abusi vi hanno visto una conferma delle accuse alla Chiesa irlandese di preoccuparsi della protezione dei preti più che delle vittime abusate.

John Magee, segretario particolare di tre papi e vescovo di Cloyne dal 1987 al 2010, se da una parte si è assunto la responsabilità indiretta delle coperture, ha affermato che queste sono state conseguenza della mancata applicazione delle procedure e non della politica vaticana.
Sebbene fossi pienamente sostenitore delle procedure, mi rendo ora conto che avrei dovuto assumere un ruolo più fermo nell'assicurarmi della loro implementazione. Accetto nella sua interezza il punto di vista della commissione secondo il quale la responsabilità principale del fallimento nell'implementazione delle procedure ecclesiastiche nella diocesi ricade su di me.


Insomma, ancora due anni fa la Chiesa irlandese continuava a proteggere i preti che abusano di bambini piuttosto che le vittime, e ancora oggi non si trova nessuno che sappia spiegare per quale motivo ciò avvenga: tutti sembrano fare del proprio meglio, ma c'è sempre qualcuno che non vigila abbastanza e alla fine chi ne subisce le conseguenze sono dei bambini. È vergognoso.

Douglas Dalby e Rachel Donadio, «Irish Report Finds Abuse Persisting in Catholic Church», The New York Times, 13 luglio 2011. «Ireland Versus the Vatican, Continued», Daylight Atheism, 20 luglio 2011.

sabato 16 luglio 2011

Ravenna, ragazza lesbica: «Insegnante di religione dice che gay sono malati e finiranno all’inferno»

Riprendo la notizia dal sito dell'UAAR:
Una diciassettenne lesbica che frequentava una scuola superiore della provincia di Ravenna ha reso noto un episodio di omofobia a sfondo religioso. La ragazza sostiene infatti di aver avuto una discussione con la sua insegnante di religione in classe, come riporta il sito Ravenna e Dintorni. L’insegnante avrebbe definito l’omosessualità una “malattia” e detto che i gay “finiscono all'inferno”, proprio dopo aver saputo che la ragazza era lesbica. La studentessa ha quindi abbandonato quell'istituto prima di finire l’anno scolastico.
Dal canto suo la maestra nega di aver usato il termine “malattia”. Ma ha ammesso di aver detto che l’omosessualità deriva da disturbi di natura psichica e di relazione, proprio rifacendosi ad un libro di Luca Di Tolve (ex omosessuale che si definisce ‘guarito’ grazie ad un percorso religioso, come da Ultimissima del 26 febbraio 2007).

Ricapitolo.

Sulla base di testi scritti venti secoli fa (all'epoca in cui era normale avere schiavi e morale considerare le donne esseri inferiori, per intenderci), l'organizzazione più influente in Italia - che ha il potere di indottrinare i bambini italiani dalla scuola dell'infanzia alle superiori e che detta l'agenda politica nazionale - sostiene che gli omosessuali sono persone con disordini mentali il cui comportamento non è mai accettabile.

La conseguenza peggiore di questo atteggiamento repressivo e oscurantista è il dramma psicologico vissuto dagli omosessuali cattolici, ai quali viene detto che ciò che sono è sbagliato, che i loro sentimenti e le loro pulsioni sono malate. L'alternativa cui sono posti di fronte è quella tra il sopprimere questa parte del loro sé o patire una sofferenza indescrivibile in eterno.

Trovo abominevole questa situazione, e credo che ogni cattolico razionale dovrebbe farsi un serio esame di coscienza e capire se vuole essere complice di questi misfatti o ribellarsi ad essi.

mercoledì 13 luglio 2011

Sono un umanista secolare...

Sono un umanista secolare, o almeno è questo il risultato del test «Spiritual Belief System Selector Quiz».

Per la precisione, posta a 100 la mia compatibilità con l'Umanesimo secolare, sono non-teista all'84% e persino universalista unitario (una confessione cristiana protestante!), sempre all'84%. La mia compatibilità con il Cattolicesimo romano - sempre posta a 100 quella con l'Umanesimo secolare e sempre secondo questo test - è al 38%, con l'Islam al 51% (!); buon ultimo l'Induismo, col quale sono compatibile solo al 20%.

Cosa è l'Umanesimo secolare

Ma che roba è l'Umanesimo secolare? Secondo il Council for Secular Humanism,  l'Umanesimo secolare è
una visione della vita dettagliata e non religiosa che incorpora
  • una filosofia naturalista
  • un punto di vista cosmico con radici nella scienza
  • un sistema etico consequenzialista
Sempre lo stesso istituto spiega i concetti precedenti in questo modo:
Una visione della vita dettagliata e non religiosa

L'Umanesimo secolare è dettagliato, in quanto tocca ogni aspetto della vita incluse le questioni dei valori, del significato e dell'identità. Per tale motivo è più ampio dell'ateismo, che riguarda solo la non-esistenza di dio e del sovrannaturale. Per quanto questo sia importante, c'è molto di più nella vita ... e l'umanesimo secolare se ne occupa.

L'Umanesimo secolare è non-religioso, non abbracciando alcuna credenza in un dominio o in esseri immaginati come trascendenti l'esperienza ordinaria.

L'Umanesimo secolare è una visione della vita, o ciò che il fondatore del Council for Secular Humanism Paul Kurtz ha definito «eupraxsophy» [«euprassosofia»]: un insieme di principi adatti ad orientare completamente la vita umana.

Una filosofia naturalista

L'Umanesimo secolare è filosoficamente naturalista. Sostiene che la natura (il mondo dell'esperienza fisica quotidiana) sia tutto ciò che è, e che la conoscenza affidabile è ottenuta meglio quando interroghiamo la natura utilizzando il metodo scientifico. Il naturalismo sostiene che entità sovrannaturali come Dio non esistono e ci avvisa del fatto che la conoscenza ottenuta senza appellarsi al mondo naturale e senza una verifica imparziale di molteplici osservatori è inaffidabile.

Un punto di vista cosmico con radici nella scienza

L'Umanesimo secolare fornisce un punto di vista cosmico - una visione del mondo nel senso più ampio, che àncora le nostre vite nel contesto del nostro universo e si affida ai metodi dimostrati dalla scienza. Gli umanisti secolari si vedono come esseri non creati e non voluti che sono sorti attraverso l'evoluzione, che posseggono attributi unici di auto-coscienza e di impulsi morali.

Un sistema etico consequenzialista

Gli umanisti secolari sostengono che l'etica sia consequenziale, che vada giudicata in base ai risultati. Ciò è in contrasto con la cosiddette etiche deontologiche, in cui giusto e sbagliata sono definiti in partenza e attribuiti all'autorità divina. «Nessun dio ci salverà», dichiara lo Humanist Manifesto II (1973), «dobbiamo salvare noi stessi». Gli umanisti secolari cercano di sviluppare e migliorare i propri principi etici esaminando i risultati che conseguono nelle vite di uomini e donne reali.

Devo dire che è una visione del mondo interessante e che mi riguarda molto.

«What Is Secular Humanism?», Council for Secular Humanism.

martedì 12 luglio 2011

La parabola del giardiniere invisibile

Da Theology and Falsification, di Anthony Flew (1950):
C'erano una volta due esploratori che giunsero ad una radura nella giungla. Nella radura crescevano molti fiori e molte piante infestanti.

Un esploratore disse: «Qualche giardiniere deve curare questo appezzamento». L'altro non era d'accordo, «Non c'è alcun giardiniere». Così montarono le loro tende e si misero di guardia. Non videro alcun giardiniere.

«Ma forse è un giardiniere invisibile». Allora eressero una recinzione di filo spinato. L'elettrificarono. Vi fecero la guardia con dei segugi (poiché si ricordavano come l'Uomo invisibile di H.G. Welles poteva essere odorato e toccato ma non visto). Ma nessun grido suggerì mai che qualche intruso avesse ricevuto una scossa. Nessun movimento del filo fece scoprire mai un invisibile scavalcatore.

«Ma un giardiniere c'è, invisibile, intangibile, insensibile alle scosse elettriche, un giardiniere senza odore e che che non fa rumore, un giardiniere che viene segretamente ad attendere al giardino che ama».

Alla fine lo Scettico si disperò, «Ma cosa resta della tua affermazione originaria? In che modo quello che chiami un giardiniere invisibile, intangibile ed eternamente elusivo, è diverso da un giardiniere immaginario o persino da nessun giardiniere?».

Piacerebbe anche a me saperlo.



Articolo ispirato da John Loftus, «Two Questions From the Grave, by Antony Flew and Carl Sagan», Debunking Christianity, 3 luglio 2011. La foto è «Sun Yat-Sen», di ecstaticist (CC by-nc-sa 2.0).

martedì 5 luglio 2011

Il bando olandese sulle macellazioni rituali e la levata di scudi delle religioni

La Camera dei Deputati olandese ha recentemente passato una legge che obbliga sempre a macellare gli animali solo dopo averli storditi. La legge olandese conteneva già questo obbligo, ma prevedeva delle eccezioni per le macellazioni halal e kosher, quelle rituali musulmana ed ebraica, secondo le quali l'animale deve essere cosciente mentre viene sgozzato. La legge dovrà essere approvata dal Senato olandese prima di entrare in vigore.

Marianne Thieme, esponente del minuscolo Partito dei Diritti Animali che aveva inizialmente proposto la norma, sostiene che «questo modo di uccidere causa sofferenze inutili agli animali. La libertà religiosa non può essere illimitata. Per noi la libertà religiosa termina lì dove iniziano le sofferenze umane o animali». La sua collega di partito Esther Ouwehand ha affermato che «attraverso questa modifica della legge, speriamo di ispirare altri paesi»; in Europa, infatti, solo Svezia, Lussemburgo, Norvegia e Svizzera non hanno esenzioni di tipo religioso dall'obbligo di stordire gli animali da macellare, come invece avviene nei restanti Paesi, Italia inclusa.

Reazioni

Naturalmente contro questa modifica c'è stata una levata di scudi da parte di ebrei, musulmani e cristiani.

Binyomin Jacobs, il rabbino capo dei Paesi Bassi, si è spinto fino a paragonare questo bando alle leggi anti-semite in vigore sotto l'occupazione nazista del territorio olandese durante la Seconda Guerra mondiale. «Una delle prime misure prese durante l'occupazione fu la chiusura dei mattatoi kosher. Il solo fatto che esista un dibattito su questo argomento è molto penoso per la comunità ebraica. Quelli che sono sopravvissuti alla guerra ricordano come la prima legge promulgata dai tedeschi in Olanda fu la proibizione della procedura ebraica di macellazione degli animali».

«Il Papa e internet» by Makkox

Clamorosa vignetta di Makkox: «Il Papa e internet».

lunedì 4 luglio 2011

lunedì 27 giugno 2011

In cosa crede chi crede: politeismo, monoteismo, trinitarianismo

Alcune volte articoli che sembrano trattare argomenti del tutto alieni, come in questo caso «Celts to Anglo-Saxons, in light of updated assumptions» («Dai Celti agli Anglo-Sassoni, alla luce di ipotesi aggiornate»), contengono piccole gemme.

Questo articolo tratta fondamentalmente di filosofia della scienza, discutendo l'uso di modelli psicologici verosimili ma fondamentalmente errati in svariati campi; contiene però un brano rilevante per chi, come me, è interessato alla psicologia della religione.
Per dare un esempio dei difetti di questa metodologia, in molto del lavoro di Rodney Stark sulla sociologia della religione (la produzione antecedente il suo recente materiale  quasi-apologetico) il suo pensiero è incisivo e logico, ma i modelli psicologici sono intuitivi e ingenui e tendono a essere poco influenzati dalle scoperte più recenti delle scienze cognitive.

In One True God offre una spiegazione del motivo per il quale il trinitarismo cristiano sia psicologicamente più soddisfacente del rigido monoteismo degli ebrei e dei musulmani, o del più elaboratamente diffuso politeismo che precede il monoteismo. Ciò che sostengo è che, siate convinti o no, il ragionamento di Stark ha una certa coerenza logica e un certo livello di plausibilità, fintanto che non si esplora la letteratura delle scienze cognitive sulla concettualizzazione degli agenti sovrannaturali.

La letteratura psicologica delineata in Theological Incorrectness indica molto chiaramente che, indipendentemente dalla natura filosofica di Dio come definita da una certa religione, cognitivamente la mente umana ha dei forti vincoli in termini di come rappresenta le astrazioni, così che la grande maggioranza dei credenti concettualizza la divinità nello stesso modo.

Per dirla più chiaramente, anche se gli ebrei e i musulmani sono rigidamente monoteisti e alcuni indù si ritengono politeisti, la loro effettiva immagine mentale del divino non varia così tanto da persona a persona e da religione a religione. In pratica, gli indù che possono accettare sulla carta la realtà di un numero di dei quasi infinito, pure esibiscono una devozione personale solo ad una manciata di essi. Ebrei e musulmani che sono rigidamente monoteisti, non di meno possono avere culti di santi e agenti sovrannaturali minori nel loro universo mentale.

C'è una differenza tra il dire che si accetta la realtà di milioni di divinità e l'essere realmente in grado di focalizzarsi mentalmente su milioni di dèi. Quest'ultima capacità non è possibile, ed ha conseguenze nella vita reale, nel senso che le vere differenze tra un devoto politeista e un monoteista, in termini di stati mentali, sono minime.
Queste conclusioni non sono altro che l'ennesima tessera del puzzle la cui composizione porta a comprendere la nascita del pensiero religioso come prodotto della mente umana. Altri articoli a questo riguardo sono «"Perché crediamo in Dio", una spiegazione evolutiva della religione», «"Ciò che tu vuoi, Dio lo vuole"» e «In cosa crede chi crede?».

Razib Khan, «Celts to Anglo-Saxons, in light of updated assumptions», Gene Expression - Discover Magazine, 23 giugno 2011. L'immagine è «Cross», di David Flanders, e rappresenta un'incisione medioevale a forma di croce con riferimenti trinitari.

domenica 26 giugno 2011

Parlamentari tedeschi vogliono boicottare il discorso di Ratzinger al Bundestag

Il 22 settembre, Joseph Ratzinger parlerà di fronte al parlamento tedesco, al Bundestag. Alcuni parlamentari tedeschi del Partito Social Democratico (SPD) intendono boicottare questo discorso, accusando Ratzinger di opprimere milioni di persone in tutto il mondo.

La proposta di boicottaggio, estesa a tutto l'SPD dal parlamentare Rolf Schwanitz, nota che il parlamento non è luogo dove fare «opera missionaria», e che il suo uso come sede del discorso del Papa lo renderebbe un mero «accessorio decorativo».

L'appello di Schwanitz fa riferimento a Ratzinger come all'«ultimo sovrano assoluto» europeo, le cui posizioni su donne e contraccezione lo rendono responsabile di buona parte «dell'attuale epidemia mondiale di AIDS come pure dell'oppressione, sfruttamento e stigmatizzazione di milioni di persone».

Il capogruppo dell'SPD al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, ha però rigettato la proposta.


In quanto italiano, non posso non ricordare il discorso di Giovanni Paolo II al Parlamento italiano, il 14 novembre 2002; si trattò della violazione palese del principio di separazione tra Stato e Chiesa, alla quale tutti i parlamentari parteciparono.

«Germany: Politicians plan boycott of pope’s Bundestag speech», Secular Europe Campaign, 26 giugno 2011. Michele Ainis, «Libera Chiesa in debole Stato. Troppe ingerenze vaticane nella politica italiana», La Stampa, 23 ottobre 2007.

martedì 21 giugno 2011

Come non farsi risucchiare dalle bufale

Ho trovato questa interessante intervista a Stephen Law, studioso di filosofia e autore di un libro intitolato Believing Bullshit: How not to get sucked into an intellectual black hole («Credere alle idiozie: come non essere risucchiati in un buco nero intellettuale»); si tratta di un libro che analizza le ragioni per le quali le persone arrivano a credere a cose come le profezie dei Maya o al potere dei cristalli (o, più in generale, alle cose che racconta Roberto Giacobbo...). L'intervista, «A field guide to bullshit», è di Alison George ed è stata pubblicata su New Scientist (13 giugno 2011):
Descrive il suo nuovo libro, Believing Bulshit, come una guida per evitare di essere risucchiati nei «buchi neri intellettuali». Cosa sono?

I buchi neri intellettuali sono sistemi di credenze che attirano le persone e le mantengono prigioniere cosicché diventano schiave volontarie di questi sproloqui. Credere all'omeopatia, ai poteri psichici, ai rapimenti alieni - questi sono esempi di buchi neri intellettuali. Mentre ci si avvicina ad essi, bisogna stare molto attenti, perché se si viene risucchiati può essere molto difficile tornare a pensare in maniera chiara.

Ma gli sproloqui di una persona non possono essere le verità di un'altra?

C'è un sistema di credenze riguardo l'acqua che tutti quanti sottoscriviamo: congela a 0 °C e bolle a 100 °C. Siamo fortemente legati a questo sistema, ma questo non lo rende un buco nero intellettuale, poiché queste credenze sono pienamente ragionevoli. Le credenze al cuore dei buchi neri intellettuali, al contrario, non sono ragionevoli. Solo che che appaiono tali a coloro che vi sono intrappolati.

Lei identifica alcune strategie che la gente usa per difendere le credenze da buco nero. Mi parli di una di esse, quella del «giocare la carta del mistero».

Si tratta di appellarsi al mistero per uscire dalle cattive acque intellettuali quando qualcuno sta proponendo, per esempio, credenze paranormali. Dicono cose come «Ah, ma questo va oltre la capacità della scienza e della ragione di decidere. Tu, signor Scienziato Furbone, sei colpevole di scientismo, di presumere che la scienza possa rispondere a qualunque domanda». Spesso questa affermazione è seguita dalla citazione dell'Amleto di Shakespeare, «ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia». Quando la sentite, dovrebbero partire le sirene di allarme.
E questo atteggiamento non si limita solo all'omeopatia o alle teorie del complotto: ha molte cose in comune col pensiero religioso.

lunedì 20 giugno 2011

«Perché crediamo in Dio», una spiegazione evolutiva della religione

Why We Believe in God(s): A Concise Guide to the Science of Faith («Perché crediamo in Dio/negli Dei: una guida compatta alla scienza della fede») è il titolo del libro di J. Anderson Thomson e Clare Aukofer, in cui gli autori presentano al grande pubblico un'esposizione chiara e non specialistica dei recenti risultati scientifici sull'origine, l'accoglimento e la diffusione del pensiero religioso da parte della mente umana.

L'Austin American-Statesman ha pubblicato un'intervista ad Anderson Thomson (Eileen Flynn, «Author offers evolutionary explanation for religion», Austin American-Statesman, 19 giugno 2011); eccone un estratto:
Cosa sperate di ottenere offrendo una spiegazione evolutiva della fede religiosa?

Innanzitutto speriamo di aiutare le persone a capire che le radici della fede religiosa sono dentro di ciascuno di noi, e che questa psicologia è significativamente facile da comprendere. Per fare ciò, volevamo un libro breve e accessibile che un lettore interessato potesse finire in un paio di ore. Come l'idea di Darwin della selezione naturale, la psicologia della religione è significativamente semplice da capire.

Ricercatori di molte discipline hanno tracciato i meccanismi che la mente umana usa per generare, accettare e diffondere le credenze religiose. Le loro scoperte sono sostenute da studi di neuroimmagini che mostrano l'assenza di centri specifici per Dio nel cervello. La mente usa percorsi ben noti e collaudati che originariamente si sono evoluti per altri scopi, principalmente si tratta dei meccanismi che utilizziamo per negoziare con la moltitudine di persone dalle quali dipendiamo e con le quali interagiamo.

Il nostro secondo obiettivo è quello di incorporare questa conoscenza all'interno del dibattito sul ruolo della religione nella società statunitense. James Madison l'ha posto correttamente: «Sosteniamo perciò che in materia di religione, nessun uomo ha i suoi diritti violati dall'istituzione della società civile e che la religione è posta fuori dalla sua giurisdizione». I Padri fondatori immaginavano una repubblica secolare, che avesse non solo la libertà di religione, ma anche la libertà dalla religione.

Riteniamo che la presa della religione sulla politica e sul futuro sia indebolita quando le fondamenta psicologiche della religione sono rivelate. È opera dell'uomo, non discesa dai cieli.

Con tutte le scoperte della scienza e della tecnologia, perché la religione ha ancora oggi una presa così forte sulle persone?

La religione sorge dalla nostra umanità di base, indipendentemente dalla tecnologia. Nel nostro teschio moderno rimane un cervello dell'età della pietra — e gli stessi antichi meccanismi che ci rendono una specie straordinaria e ultra-sociale sono quelli che concorrono a creare la religione.

Il nostro sistema di affezione, la fondamentale relazione di cura tra affini, è solo uno di questi meccanismi. Abbiamo perciò creato Dio/gli dei come super-genitori, molto più potente dei nostri terreni e ora deboli o deceduti genitori, e ci rivolgiamo a Dio nei momenti di sofferenza.

Tutti noi diamo per assodato di poter immaginare una conversazione con qualcuno assente e di ripetere ciò che vorremmo dirgli. È una capacità cruciale per la nostra abilità di vivere nel mondo umano, intensamente sociale. Eppure si tratta di un meccanismo straordinario noto come cognizione disaccoppiata; ci permette di separare le nostre menti nel tempo, nello spazio e nella persona. Manca solo un piccolo passo per interagire con un antenato deceduto o una divinità.
Il resto dell'intervista è sul sito segnalato. Questo, invece, è un elenco degli articolo che ho dedicato ad alcuni risultati scientifici su come funziona il pensiero religioso:

domenica 19 giugno 2011

Per i cristiani statunitensi è lecito non seguire la Chiesa sui «valori fondamentali»

La maggioranza dei cristiani statunitensi ritiene che sia possibile dissentire dalla Chiesa sui «valori fondamentali»; in particolare, il 72% afferma che è possibile farlo in materia di aborto, mentre il 63% non crede ci siano problemi a ignorare il magistero ecclesiale in materia di omosessualità. Per di più, i cristiani statunitensi si sentono a disagio quando le gerarchie ecclesiastiche dettano la linea ai politici, in particolare nel caso dei politici cattolici del Partito Democratico.

Al contempo, i cristiani statunitensi ritengono che queste deviazioni dalla dottrina non portino all'esclusione dalla comunità ecclesiale. Una minoranza consistente ritiene persino che l'aborto non sia da considerarsi un peccato.

Si tratta del risultato di un'indagine del Public Religion Research Institute, secondo la quale questo atteggiamento è diffuso trasversalmente per tutto lo spettro delle denominazioni cristiane, dai cattolici agli evangelici. In particolare, i cattolici statunitensi seguono l'opinione del resto dei cristiani in materia di aborto e sono addirittura più liberali per quanto riguarda l'omosessualità.

Adelle M. Banks, «Most Americans Disagree With Church Teaching On Homosexuality, Abortion», Huffington Post, 10 giugno 2011.

venerdì 10 giugno 2011

Sean Carroll: «L'Universo ha bisogno di Dio?» - La creazione dal nulla

Sean Carroll, astrofisico del California Institute of Technology, ha pubblicato un capitolo intitolato «Does the Universe Need God?» («L'Universo ha bisogno di Dio?») nel The Blackwell Companion to Science and Christianity. In esso spiega il motivo per il quale ritiene che l'Universo non abbia bisogno di Dio.

Il saggio è disponibile all'indirizzo preposterousuniverse.com/writings/dtung/ (anche in pdf), ovviamente in inglese. Qui di seguito riporto alcuni brani interessanti.





Il problema della «creazione dal nulla»
Un modo provocativo di caratterizzare queste cosmologie dell'inizio [cosmologie in cui esiste un primo istante del tempo, NdT] è di dire «l'universo fu creato dal nulla». Si è molto discusso su cosa questa affermazione dovrebbe significare. Sfortunatamente si tratta di una traduzione alquanto fuorviante in linguaggio naturale di un concetto che non è ben definito neppure al livello tecnico. Tra i termini che sono definiti in maniera imprecisa ci sono «universo», «creato», «dal» e «nulla» (si può invece parlare di «fu»).

Il problema della «creazione dal nulla» è che evoca l'immagine di un «nulla» pre-esistente dal quale l'universo apparve spontaneamente – per nulla corrispondente a ciò che è implicato da questa idea. In parte ciò è dovuto al fatto che, in quanto esseri umani inseriti in un universo con una freccia del tempo, non possiamo evitare di cercare di spiegare gli eventi in termini di eventi antecedenti, anche quando l'evento che stiamo cercando di spiegare è definito esplicitamente come il più antico in assoluto. Sarebbe più corretto caratterizzare questi modelli dicendo «c'era un tempo tale che non vi fu un tempo antecedente».

Per fare luce su tutto ciò, è utile pensare allo stato presente dell'universo e procedere all'indietro, piuttosto che soccombere alla tentazione di collocare la nostra immaginazione a «prima» che l'universo venisse ad esistere. Le cosmologie dell'inizio assumono che il nostro viaggio mentale all'indietro nel tempo giungerà alla fine ad un punto del passato in cui il concetto di «tempo» non sia più applicabile. Alternativamente, immaginate un universo che sia collassato in un Big Crunch, cosicché vi sia stato un punto finale futuro per il tempo. Non siamo tentati di dire che questo universo si sia «trasformato nel nulla»; semplicemente ha un momento terminale della propria esistenza. Ciò che accade realmente in questo punto di confine dipende, naturalmente, dalla corretta teoria quantistica della gravità.

Il punto importante è che possiamo immaginare delle descrizioni auto-contenute dell'universo che abbiano un istante iniziale del tempo. Non c'è ragione logica od ostacolo metafisico al completamento della storia temporale convenzionale dell'universo includendo una condizione al contorno a-temporale all'inizio. Insieme all'efficace modello cosmologico post-Big Bang che già abbiamo, questo costituirebbe una descrizione coerente e indipendente della storia dell'universo.

Nulla nel fatto che vi sia stato un primo istante del tempo, in altre parole, implica la necessità di un qualcosa di esterno per causare l'universo in quel momento. Come disse Hawking in un brano celebre:
Fintanto che l'universo ha un inizio, potremmo supporre che abbia avuto un creatore. Ma se l'universo è realmente indipendente, senza confine o limite, non ci sarebbe né inizio né fine, semplicemente sarebbe. Che posto ci sarebbe, allora, per un creatore?

L'immagine è «Insignificance...», di Eden Brackstone (CC by-nc-nd 2.0). L'articolo è debitore di «Sean Carroll: Does the Universe Need God? [link]», Lesswrong, 23 marzo 2011.

mercoledì 8 giugno 2011

Dichiarazione di Dublino sul secolarismo e sul ruolo della religione nella vita pubblica

Domenica 5 giugno 2011, la World Atheist Convention a Dublino ha discusso e adottato la seguente dichiarazione sul secolarismo e sul ruolo della religione nella vita pubblica.

1. Libertà personali
(a) La libertà di coscienza, di religione e di credo sono private e non limitate. La libertà di praticare la religione dovrebbe essere limitata solo dalla necessità di rispettare i diritti e le libertà degli altri.
(b) Tutte le persone dovrebbero essere libere di partecipare egualmente al processo democratico.
(c) La libertà di espressione dovrebbe essere limitata solo dalla necessità di rispettare i diritti e le libertà degli altri. Non dovrebbe esservi alcun «diritto ad offendersi» nella legge. Tutte le leggi sulla blasfemia, sia esplicite che implicite, dovrebbero essere respinte e non dovrebbero essere promulgate.

2. Democrazia secolare
(a) La sovranità dello Stato deriva dal popolo e non da un dio o da dei.
(b) L'unico riferimento alla religione nella costituzione dovrebbe essere un'affermazione che lo Stato è secolare.
(c) Lo Stato dovrebbe essere basato sulla democrazia, i diritti umani e il governo della legge. La politica pubblica dovrebbe essere formulata applicando la ragione, non la fede religiosa, ai fatti.
(d) Il governo dovrebbe essere secolare. Lo Stato dovrebbe essere strettamente neutrale in materia di religione e della sua assenza, non favorendo né discriminando alcuna.
(e) Le religioni non dovrebbero avere alcuna considerazione finanziaria speciale nella vita pubblica, come l'esenzione dalle tasse delle attività religiose, o sovvenzionamenti per promuovere la religione o gestire scuole confessionali.
(f) L'appartenenza ad una religione non dovrebbe essere il fondamento della scelta di una persona per qualunque posizione statale.
(g) La legge non dovrebbe garantire né rifiutare alcun diritto, privilegio, potere o immunità, sulla base della fede o religione o dell'assenza delle due.

3. Educazione secolare
(a) L'educazione statale dovrebbe essere secolare. L'educazione religiosa, se presente, dovrebbe essere limitata all'educazione sulla religione e la sua assenza.
(b) Ai bambini dovrebbe essere insegnata la diversità delle credenze religiose e non religiose in maniera obiettiva, senza alcuna formazione religiosa nelle ore scolastiche.
(c) Ai bambini dovrebbe essere insegnato il ragionamento critico e la distinzione tra fede e ragione come guida alla conoscenza. La scienza dovrebbe essere insegnata libera dall'interferenza religiosa.

4. Una legge per tutti
(a) Dovrebbe esistere una sola legge secolare per tutti, democraticamente scelta ed equamente fatte rispettare, senza giurisdizione per i tribunali religiosi su questioni civili o dispute familiari.
(b) La legge non dovrebbe criminalizzare una condotta privata poiché la dottrina di qualunque religione ritiene tale condotta immorale, se quella condotta privata rispetta i diritti e le libertà degli altri.
(c) I datori di lavoro o gli erogatori di servizi pubblici con credenze religiose non dovrebbero essere autorizzati a discriminare in base ad alcuna caratteristica che non si essenziale per il lavoro in questione.

Michael Nugent, «Dublin Declaration on Secularism and the place of religion in public life», Richard Dawkins Foundation, 8 giugno 2011.

martedì 7 giugno 2011

«L'ateismo è la vera accettazione della realtà»

Paula Kirby
Segnalo l'articolo «Atheism Is the True Embrace of Reality», un articolo di Paula Kirby su The Hibernia Times. L'autrice spiega la ragione che l'ha convinta a passare da una fede assoluta e centrale ad un ateismo militante: la domanda «Come faccio a saperlo?».

Segnalo questo articolo in quanto la stessa domanda è stata centrale nella mia de-conversione.

Kirby racconta:
Come ogni altro cristiano che abbia mai conosciuto, avevo delle idee chiare sul tipo di Dio in cui credevo e, sulla base di quelle idee, accettavo alcune parti del dogma cristiano mentre ne rigettavo completamente altre. [...] In pratica la fede è sempre una questione di selezione e combinazione: i credenti enfatizzano quelle parti che si adattano confortevolmente loro, pur per lo più ignorando quelle parti che non lo fanno, o fabbricando elaborate interpretazioni che permettano loro di pretendere che non dicano ciò che realmente dicono. Fu questa la domanda che affrontai nel 2003: cosa suggerisse che la versione del Cristianesimo in cui credevo io fosse veramente giusta? Esistevano prove migliori per la versione che accettavo che per quelle che rigettavo?

La Bibbia non poteva aiutarmi. Entrambi i tipi di cristiani - gli ultra-conservatori e gli ultra-liberali - trovano abbondante sostegno per i loro punti di vista nella Bibbia, a patto che scelgano con attenzione alcuni brani piuttosto che altri (e, ovviamente, fanno proprio questo, derubricando le parti che non fanno al caso loro sotto il titolo conveniente di «Metafora» o «Mistero»). Neppure la tradizione era affidabile: una credenza falsa non diventa vera semplicemente per essere stata sostenuta per generazioni.

[...]

Quasi tutti i cristiani con i quali ero venuta in contatto «sapevano» che c'era un dio. Anche loro passavano del tempo in preghiera meditativa con lui su base giornaliera. E di conseguenza anche loro «sapevano» com'era fatto Dio. E cosa ci dice di lui tutta quella conoscenza? Quanto erano affidabili quei rapporti personali quando si trattava di stabilire la verità su Dio?

[...] quelli di noi le cui personalità ci conducevano ad abbracciare il mondo e le altre persone in uno spirito di apertura, generosità, accoglienza e tolleranza «sapevano» che Dio faceva lo stesso. E quelli che non avevano la sicurezza di ciò, e che conseguentemente vedevano il mondo come minaccioso e maligno e cattivo, «sapevano» che anche Dio lo vedeva così. È per questo che l'esperienza personale non ci può dire nulla su Dio. Sapere in che genere di dio crede qualcuno ci dice molto a riguardo di quella persona - ma assolutamente nulla sulla verità o meno dell'esistenza di alcun dio.

[...]

Gli atei riconoscono che abbiamo bisogno di una prova per giungere a conclusioni affidabili sulla realtà e che, fin'ora, coloro che affermano l'esistenza di un dio hanno marcatamente fallito nel fornirla. E gli atei si interessano alla realtà: non a ciò che sarebbe confortevole credere, o a ciò in cui si crede tradizionalmente, o a ciò che ci hanno insegnato a credere.

Articolo segnalato in: Jerry Coyne, «Paula Kirby: Why I’m an atheist», Why Evolution Is True, 7 giugno 2011.