venerdì 12 marzo 2010

Pedofili, penitenze e aborti


Non è possibile dare un giudizio totalmente negativo delle realtà religiose, in particolare, per chi vive in Italia, della Chiesa cattolica. Ci sono molti àmbiti in cui le opere di religiosi e laici cattolici sono encomiabili e sostenibili, vi sono molti cattolici che, in virtù della loro fede, operano per il bene del prossimo.

Certo ci sono le mele marce, i comportamenti discutibili, ma se per avere un Luigi Ciotti dobbiamo prenderci nel pacco pure un Livio Fanzaga non ci possiamo lamentare troppo, ci abbiamo guadagnato (anche se lo scambio non ci proibisce né ci esime dal criticare i comportamenti inappropriati e le ingerenze).

Quello che suona più strano è il contrasto tra la pretesa autorità morale della Chiesa, e dei vertici della gerarchia ecclesiastica, e le posizioni talvolta poco condivisibili e contrarie alla morale comune che la Chiesa e i suoi esponenti assumono.

In questi giorni, nel Palazzo della Cancelleria a Roma si sta tenendo un corso sulla penitenza per 600 sacerdoti. In questa occasione, il Reggente della Penitenzieria, Gianfranco Girotti, oltre a fornire una lista dei "sette peccati sociali", ha reso alcune dichiarazioni contrarie alla morale comune. In un'intervista a Il Messaggero, «Monsignor Girotti: più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che ha abortito», ha detto:

E per quanto riguarda la pedofilia come si deve comportare un confessore che raccoglie la confessione di un pedofilo? Che consigli fornite?
«Un penitente che si è macchiato di un delitto simile, se è è pentito sinceramente, lo si assolve. E’ chiaro che dinnanzi a casi di persone consacrate soggette a disordini morali costanti e gravi (sottolineo, costanti e gravi) il confessore dopo aver, senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l’assoluzione consiglierà di abbandonare la vita ecclesiastica».

Come si vede, il "penitenziere capo" della Chiesa cattolica afferma che i confessori debbano mettere in atto tutti i tentativi per ottenere l'assoluzione del prete pedofilo, e solo se i disordini fossero costanti e gravi, il confessore deve consigliare l'allontanamento dalla vita ecclesiastica.

In altre parole, casi come il vergognoso spostamento di parrocchia in parrocchia del prete pedofilo John Geogan, andato avanti per anni col consenso delle gerarchie della diocesi di Boston - in primis il cardinale Bernard Law - che erano a conoscenza dei continui abusi di Geogan sui bambini delle sue parrocchie, non sono stati aberrazioni casuali, ma sono il risultato dell'applicazione della dottrina penitenziale cattolica.

Una persona normale, infatti, andrebbe di filato a denunciare il pedofilo alle autorità competenti, polizia e/o asl; e infatti la giornalista, Franca Giansoldati, chiede subito a Girotti:

Ma il confessore può andare dall’autorità giudiziaria e denunciarlo?
«Assolutamente no. Il confessore non solo non può imporgli l’autodenuncia, ma non può nemmeno recarsi da un magistrato per denunciarlo. Romperebbe il sigillo sacramentale. Una cosa gravissima. Se lo facesse il confessore incorrerebbe nella scomunica ipso facto, immediata. E poi verrebbe meno pure la fiducia sacramentale che è una disciplina molto rigida da sempre. [...]».

Ma certo! Ci saranno dei bambini abusati per anni da gente come Geogan, ma almeno avremo preservato il "sigillo" e la "fiducia sacramentale"!

Di fronte a questa aberrante moralità, che tratta in maniera lassista reati come l'abuso sui minori e disordini mentali come la pedofilia, una persona comune nota il diverso trattamento riservato ad altri "peccati", che sono comportamenti invece legali. La giornalista infatti chiede:

Perché i confessori possono assolvere direttamente un omicidio o anche un abuso sessuale ma non possono assolvere una donna che ha abortito se non prima di avere ottenuto dal vescovo una dispensa speciale?
«L'aborto viene considerato un peccato riservato, diciamo speciale. Oltre all'aborto vi è la violazione del sigillo sacramentale, l'assoluzione di un complice e la profanazione dell'eucarestia.»

Quindi Girotti conferma che abortire è un atto così grave da richiedere la dispensa vescovile per avere l'assoluzione; di contro, se si indossa una tonaca e si abusa sessualmente di bambini, il vescovo al più ci fa fare il giro delle parrocchie. Bella morale, questa.

Alla fine della risposta precedente, Girotti chiosa:

«Nel caso specifico è chiaro che la Chiesa vuole tutelare al massimo la vita della persona più debole, più fragile, e cosa c'è di più inerme di una vita che è in divenire e non è ancora nata?»

Per me, caro Girotti, ci sono i tanti bambini che per decenni sono stati costretti a subire gli abusi sessuali di sacerdoti; per te, evidentemente, di più importante da preservare c'è la "fiducia sacramentale"!

Nella foto, Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria vaticana. Tra gli articoli correlati a questo, segnalo due post dal blog di Antonio Lombatti, autore anche di un interessante post sull'origine del celibato dei preti.

8 commenti:

  1. censore come al solito vuoi gettare solo discretito sulla chiesa ,anche nel codice penale l omicidio è più grave dell abuso del pedofilo che non riguarda solo i sacerdoti della chiesa cattolica ,ma anche gente di ogni classe sociale,fermo restante che l abuso sessuale su dei bimbi specie compiuto da un sacerdote è ancor di più abominevole ,aborto per la chiesa è un omicidio qualora non lo sapessi,è sopprimere la vita nascente ,ma questo ormai non viene specificato. abortire è diventato routine quasi "normale "

    RispondiElimina
  2. Il tuo ragionamento non mi convince.

    Se davvero l'aborto fosse un peccato "speciale" perché equiparato ad un omicidio, allora anche per l'omicidio dovrebbero valere le regole che valgono per l'aborto, cosa che non accade: la donna che abortito deve ottenere una dispensa speciale del vescovo, per essere assolta, l'omicida no.

    E, comunque, ciò non toglie che è immorale coprire un prete colpevole di abusi sessuali su minori e palleggiarlo da una parrocchia all'altra, permettendogli di continuare ad abusare di bambini.

    RispondiElimina
  3. censore tu provi solo odio contro la chiesa ma per caso ti hanno violentato anche te ? allora è compresibile ,ma il DIO che tanto disprezzi un giorno li punirà

    RispondiElimina
  4. Odio? No, disprezzo per gente che da una parte predica l'amore e dall'altra copre i pedofili permettendo loro di continuare a violentare bambini per decenni. E per la gente che anche di fronte a questi fatti acclarati continua a credere loro.

    RispondiElimina
  5. E, se il prete abusa di un bambino una sola volta, Mons. Girotti, lei gli dice: "Bravo"?
    La Chiesa Cattolica si era rifatta il trucco, dopo la Santa Inquisizione. Voleva darci a bere di non essere più un'istituzione oppressiva.
    Ma ora getta la maschera. Guardate con i vostri occhi in che considerazione tiene le donne e i bambini.
    Abbiamo tutti il diritto di credere in quel che ci pare e piace. A che ci servono la Chiesa e lo Stato? Li hanno inventati per renderci schiavi.
    Poi hanno inventato la democrazia e la chiesa dal volto umano per farci credere di essere liberi.
    E la catena, dal piede, è passata alla mente.
    Spezziamola!

    RispondiElimina
  6. Mi trovo pienamente d'accordo con te, a dispetto dei commenti precedenti.

    RispondiElimina
  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  8. @ roberta91

    Grazie

    Guardatevi ’sto video, ragazzi! Dura un minuto. Riderete a crepapelle.

    http://www.youtube.com/watch?v=o44loprfxKA&playnext_from=TL&videos=YlL8HLyf5_Y

    E rifletterete sulla Chiesa Cattolica …

    RispondiElimina