martedì 30 novembre 2010

Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù (versione di Matteo)

Questo articolo contiene il riassunto per punti della narrazione della natività di Gesù secondo la versione tramandata dal Vangelo secondo Matteo.

È un articolo concepito come ausilio all'articolo sulle contraddizioni evangeliche nella narrazione della nascita di Gesù («Contraddizioni evangeliche: la natività di Gesù»), ma credo sia utile anche da solo. Tenendo separata la narrazione di Matteo da quella lucana, è infatti possibile notare sia l'originalità di Matteo rispetto a Luca, sia le sue caratteristiche narrative peculiari, sia l'intento teologico dell'autore.

Eventi della natività secondo Matteo

La narrazione della natività tramandata da Matteo può essere suddivisa in sei parti: la genealogia di Gesù e cinque eventi salienti.



Il Vangelo secondo Matteo inizia con la «genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo», che occupa i primi diciassette versetti, partendo da Abramo, Isacco e Giacobbe, passando da Davide, Salomone e Roboamo, arrivando ad Eleàzaro, Mattan, Giacobbe e Giuseppe, «il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù».

1. Annunciazione a Giuseppe

Prima di sposarsi con Giuseppe, Maria rimane incinta «per opera dello Spirito Santo». Giuseppe pensa di lasciare la moglie in segreto, per non dare scandalo, ma durante il sonno gli appare un angelo che gli rivela la paternità divina del figlio, cui dovrà dare il nome di Gesù. Giuseppe, allora, tiene con sé Maria senza avere con lei rapporti fino alla nascita del figlio (vv. 18-25).


Gesù nasce a Betlemme, «all'epoca del re Erode». Dei magi giungono a Gerusalemme dall'Oriente, guidati da un astro, e chiedono ad Erode dove devono andare per adorare «il re dei Giudei che è nato»; a questa domanda «il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui». Consultati i sacerdoti, Erode manda i magi a Betlemme, chiedendo loro di tornare a riferirgli notizie sul bambino. I magi seguono la stella fino a Betlemme, entrano nella casa dove trovano Maria col bambino, lo adorano e gli danno doni e poi, avvertiti in sogno di non andare da Erode, se ne tornano al loro paese (2:1-12).


Dopo la partenza dei magi, un angelo visita Giuseppe in sogno per la seconda volta, in cui gli intima di rifugiarsi con la famiglia in Egitto fino a nuovo ordine, perché il bambino è in pericolo a causa di Erode (vv. 13-15).


Erode fa uccidere tutti i bambini di meno di due anni, «secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai magi» (vv. 16-18).

5. Ritorno dall'Egitto

Dopo la morte di Erode, un angelo appare in sogno a Giuseppe per la terza volta, mentre con la famiglia si trova in Egitto, e gli dice di tornare in Israele, cosa che Giuseppe fa. Ma ha paura ad andare in Giudea, dove si trova Betlemme, perché ad Erode è succeduto il figlio Archelao; un quarto messaggio onirico di un angelo lo fa andare in Galilea, a Nazaret (vv. 19-23).

Profezie

Accanto alla sequenza narrativa, Matteo presenta una serie di riferimenti a profezie dell'Antico Testamento: ciascuna delle cinque fasi narrative individuate è in effetti legata al soddisfacimento di una profezia veterotestamentaria da parte di Gesù.

È interessante il fatto che l'accostamento tra episodio e profezia che l'episodio soddisfa sia chiaramente indicato da una fraseologia peculiare. L'evangelista scrive infatti:
  • «Tutto ciò avvenne, affinché si adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta»;
  • «poiché così è stato scritto per mezzo del profeta»;
  • «affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta»;
  • «si adempì quello che era stato detto per bocca del profeta Geremia»;
  • «affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti».
Gli episodi della nascita di Gesù sono dunque tutti programmati affinché si realizzasse ciò che i profeti avevano detto.

Le cinque relazioni sono le seguenti.

1. La mancata consumazione del matrimonio tra Giuseppe e Maria realizza una profezia del Libro di Isaia 7:14, «la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al quale sarà posto nome Emmanuele». Si tratta del famoso versetto in cui la traduzione l'alternativa «vergine»/«giovane» pone le basi o meno per la verginità di Maria. Si noti come in nessuna altra parte del Nuovo Testamento sia utilizzato il nome «Emmanuele».

2. I sacerdoti, interrogati da Erode a proposito del luogo di nascita di Gesù, indicano «Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"». Si noti che in questo caso l'evangelista non cita alla lettera il testo originale, Michea 5:1, che dice: «Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni».

3. L'episodio della fuga in Egitto avviene affinché si avveri la profezia «Fuori d'Egitto chiamai mio figlio» (Osea 11:1).

4. La strage degli innocenti realizza la profezia di Geremia: «Un grido si è udito in Rama, / un pianto e un lamento grande: / Rachele piange i suoi figli / e rifiuta di essere consolata, / perché non sono più» (Geremia 31:15).

5. Il trasferimento della famiglia dalla Giudea, dove Giuseppe voleva andare e dove si trova Betlemme, alla Galilea, a Nazaret, avviene «affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno». Gli esegeti sanno da tempo che, stranamente, nessun brano della Bibbia riporta questa profezia.

Esiste anche un'altra importante profezia, la Profezia della Stella di cui ho parlato nell'omonimo articolo, e che è collegata alla narrazione della natività in Matteo. Si tratta di un brano di Numeri (24,17),  «un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele», che ebbe notevole diffusione in Giudea, ed è probabile che sia riflessa nella storia della stella dei magi. Ma Matteo non riferisce nulla a questo riguardo, dunque si tratta solo di una speculazione.

Peculiarità della narrazione di Matteo

Tra le peculiarità nella narrazione del Vangelo secondo Matteo, spicca il ruolo svolto da Giuseppe. È attraverso di lui che gli eventi si muovono in una certa direzione; riceve per ben quattro volte la visione in sogno di un angelo che gli dice cosa fare, come comportarsi:
  1. quando medita di lasciare Maria incinta, un angelo gli appare in sogno, dicendogli di non temere di prendere con sé Maria;
  2. dopo la partenza dei magi, un angelo appare in sogno a Giuseppe ordinandogli di andare in Egitto e di restarvi fino ad ordine contrario. Giuseppe si alza di notte, prende con sé la moglie e il bambino e parte immediatamente per l'Egitto;
  3. dopo la morte di Erode, un angelo gli appare in sogno ordinandogli di tornare nella terra di Israele;
  4. quando Giuseppe ha paura di andare in Giudea, perché vi regna il figlio di Erode, un angelo gli appare in sogno e lo avverte, così Giuseppe porta la famiglia in Galilea, a Nazaret.
Dunque Giuseppe è raffigurato come una persona che medita, dubita, ha paura e ha bisogno di una guida. Di contro, Maria appare come un personaggio senza spessore umano e senza un ruolo che non sia quello di dare alla luce il bambino.

Vi sono poi due riferimenti storici, il regno di Erode e quello di suo figlio Archelao, che collocano storicamente gli eventi narrati a cavallo della data della morte di Erode stesso: il 4 a.C.

Accanto a questi, vi sono altri due eventi, che definirei «pseudo-storici», che sono l'arrivo dei magi con la relativa stella e la strage degli innocenti. Se l'identificazione della stella con un fenomeno astronomico è stata lungamente dibattuta e ha portato a risultati diversi, resta il fatto che tutti e tre gli eventi - comparsa della stella nel cielo, arrivo dei magi alla corte di Erode e strage dei bambini sotto i due anni -, mancano nella fonte storica più affidabile per questo periodo, Giuseppe Flavio.

Giuseppe, un ebreo aristocratico passato dalla parte dei Romani dopo la Prima guerra giudaica, scrisse due opere sulla storia ebraica, le Antichità giudaiche e la Guerra giudaica; malgrado non manchi di testimoniare le violenze e le crudeltà di Erode, o gli eventi di importanza locale, non fa alcuna menzione né della strage degli innocenti, né della stella, né della visita dei magi e della loro ricerca del «re dei Giudei» che turbò Erode «e tutta Gerusalemme con lui».

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