martedì 25 settembre 2012

Il vero significato del trailer "L'innocenza dei musulmani"

Mi sono imbattuto in una vignetta che mi ha illuminato sul vero significato del trailer de L'innocenza dei musulmani, la cui pubblicazione su Youtube ha causato morti e devastazioni nel mondo arabo.

L'"illuminazione" deriva dal mettere insieme due punti: sebbene il presunto film raffiguri Maometto, il titolo fa riferimento all'innocenza dei musulmani, non del loro profeta; inoltre quello pubblicato su Youtube non è il film, ma un suo trailer, in quanto pare che il film di per sé non sia stato prodotto.

L'illuminante vignetta, pubblicata su r/atheism, è stata composta da un musulmano, ed è la seguente:


Il testo recita: "Il film che diffama il Santo Profeta Hazrat Maometto non era un film, era un trailer. Noi siamo il film!" L'immagine sottostante raffigura atti vandalici.

Non so se il tutto sia stato fatto di proposito o se sia solo una clamorosa coincidenza, ma è significativo che il  film sull'"innocenza dei musulmani" lo stiano girando i musulmani stessi con le loro violenze in reazione all'"offesa" del loro profeta. In un certo senso, sono attori non pagati di una produzione anti-islamica.

lunedì 24 settembre 2012

Non tutte le religioni sono uguali: un uomo è stato macellato per questo filmato

Theo Van Gogh è stato un regista e un attivista olandese. Nel 2004 girò il cortometraggio Submission, sceneggiato insieme ad Ayaan Hirsi Ali, una politica e scrittrice somala naturalizzata olandese, attiva in favore dei diritti umani, in particolare quelli delle donne nei paesi musulmani.

Il cortometraggio Submission (Sottomissione; la parola è la traduzione letterale dell'arabo «Islam») è una denuncia delle violenze subite in famiglia dalle donne islamiche. Per questo filmato, Van Gogh è stato macellato da un fanatico musulmano appartenente ad un gruppo terroristico.

Un uomo è morto perché ha condannato i crimini giustificati da una particolare religione. Un uomo è morto perché un fanatico ha ritenuto che un film offendesse la sua religione.

Credo sia giusto diffondere questo film, in memoria di un uomo che ha scelto di denunciare la perversione di una religione e per questo è morto.


domenica 23 settembre 2012

Non tutte le religioni sono uguali: nessuno è stato ucciso per questa vignetta

Come certamente i miei pochi lettori sapranno, la rivista francese Charlie Hebdo ha pubblicato una vignetta su Maometto, in relazione alle note violenze nei paesi arabi "giustificate" dalla pubblicazione di un (orripilante) film su Maometto.

Il governo francese ha difeso il diritto di satira dalle richieste di censura da parte della comunità musulmana internazionale. Allo stesso tempo ha deciso di rafforzare la protezione delle ambasciate francesi nel mondo, a causa dei prevedibili attacchi di fanatici musulmani.

Sul giornale satirico The Onion, è stata pubblicata un articolo contenente un'immagine (attenzione: raffigura divinità in atteggiamenti sessualmente assertivi :-)). Come dice il titolo dell'articolo, «Nessun morto a causa di questa immagine»:

sabato 22 settembre 2012

È un'oca!

Un utente di reddit, jerfoo, ha creato un "fotoromanzo" che spiega la differenza tra un approccio scettico-sperimentale alla vita e uno fideistico e dogmatico.

Ho tradotto in italiano le immagini, trasformandole in una presentazione. Conto che risulti simpatica e che faccia riflettere.


Phil Plait, «The puzzle of dogma», Bad Astronomy, 22 settembre 2012.

mercoledì 19 settembre 2012

Alcuni dubbi sull'autenticità del Vangelo della moglie di Gesù

Karen King e il frammento
La divulgazione dal parte della professoressa Karen King del frammento di un vangelo altrimenti sconosciuto, da lei intitolato Vangelo della moglie di Gesù in quanto caratterizzato dalla presenza di un riferimento al moglie di Gesù, ha scatenato i mezzi di informazione di tutto il mondo.Il papiro è stato dichiarato da King e da altri esperti un autentico frammento di un codice del IV secolo, contenente una traduzione in lingua copta di un vangelo in lingua greca composto probabilmente nella seconda metà del II secolo.

Alcuni studiosi hanno però avanzato dubbi sull'autenticità del frammento. Fatta salva la correttezza professionale di King, James R. Davila, Louis Painchaud, Larry Rothfield, Alin Suciu, e altri partecipanti al congresso al quale il papiro è stato presentato, sostengono che il frammento sia probabilmente falso.

Scoperto vangelo precedentemente sconosciuto che parla della moglie di Gesù

Karen King e il frammento del vangelo sconosciuto
In un congresso internazionale tenutosi a Roma, Karen King, professoressa alla Harvard Divinity School, ha rivelato l'esistenza di un frammento di papiro egiziano contenente un brano di un vangelo precedentemente sconosciuto, che la studiosa ha intitolato Vangelo della moglie di Gesù.

Il frammento è scritto in lingua copta e risale al IV secolo; il vangelo che contiene fu probabilmente scritto in lingua greca nella seconda metà del II secolo. Poco più grande di una carta di credito (4x8 cm) e scritto sia sul recto che sul verso, contiene una narrazione in cui Gesù sembra dialogare con i discepoli, facendo riferimento a «Maria» (probabilmente Maddalena) e alla propria moglie, affermando poi che «essa sarà in grado di essere mia discepola».

Caratteristiche del frammento e del testo


Il proprietario del frammento è un collezionista rimasto anonimo. Il frammento è di origine sconosciuta, ma le sue condizioni di conservazione e la lingua copta adottata per trascriverne il contenuto puntano ad un'origine egiziana; è possibile che, come molti altri manoscritti di papiro, provenga da un antico deposito di rifiuti.

giovedì 6 settembre 2012

Neanche il Papa crede più ai vangeli

Gli studiosi contemporanei hanno riconosciuto da tempo lo scarso valore storico dei vangeli, narrazioni teologiche in contraddizione tra loro, ma devo ammettere che mi sorprende constatare come neppure più il Papa creda alla storicità delle narrazioni evangeliche.

L'ultimo esempio di questo scetticismo è legato alla figura di Giuda e in particolare al suo tradimento. Nel suo libro Gesù di Nazaret - Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione, Ratzinger ha dedicato una sezione a "Il mistero del traditore" (Libreria Editrice Vaticana, 2011, pp. 78 ss.). Nell'Angelus del 26 agosto, è poi tornato sull'argomento, affermando:
Giuda si sentiva tradito da Gesù, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito. Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Gesù aveva deluso queste attese.
Dunque per Ratzinger il tradimento di Giuda è politico: Gesù non vuole porsi al comando di una rivolta militare contro i Romani, e Giuda lo consegna agli stessi Romani.

mercoledì 5 settembre 2012

Anche nelle scuole francesi ci saranno i corsi di morale laica

Tema: «Quanto è importante l'etica
nella società di oggi?»
Vincent Peillon, ministro dell'Istruzione francese e professore liceale di filosofia, ha annunciato un progetto per portare nelle scuole francesi, a partire dal prossimo anno scolastico, un insegnamento di "morale laica", il cui scopo sarà insegnare ai bambini i princìpi e i comportamenti del «vivere insieme».
Non si tratterà di "indottrinamento morale" né di "educazione civica":
Lo scopo della morale laica è di permettere a ciascun studente di emanciparsi, poiché il punto di partenza della laicità è il rispetto assoluto per la libertà di coscienza. Per fornire la libertà di scelta, bisogna essere in grado di strappare lo studente da tutti i determinismi, familiare, etnico, sociale, intellettuale, per poi fare una scelta.

mercoledì 15 agosto 2012

L'Assunta, l'imperatore e lo sproloquio dell'apologeta

Tiziano, Assunzione della Vergine
Rino Cammilleri, noto apologeta cattolico e frequentatore suo malgrado di queste pagine, ha pubblicato sul periodico on-line ciellino ilsussidiario.net l'articolo «L'Assunta e Napoleone» in cui fa a pezzi da par suo le critiche dei laicisti al dogma dell'Assunzione. E quando scrivo «da par suo» intendo proprio «come sua consuetudine»: in maniera inetta, inefficace e ridicola.

Cammilleri inizia attaccando i "laicisti"; riporto le sue parole perché è proprio qui che si dà la proverbiale zappa sui piedi, affermando il contrario di quanto emergerà dalla sua apologia:
Contrariamente a quanto pensano i laicisti (la cui ignoranza religiosa è direttamente proporzionale all’attitudine a dare lezioni ai cattolici e allo stesso papa), i dogmi non sono “fabbricati” dal Vaticano, che a un certo punto decide di gravare i fedeli di un altro fardello «scientificamente indimostrabile» a tutto danno delle loro facoltà razionali. Sono, bensì, verità credute da sempre e alle quali - di solito con ritardi anche millenari - la Chiesa appone il suo autorevole sigillo, dopo ponderate consultazioni e riflessioni, ufficializzandole.
Purtroppo per Cammilleri, i "laicisti" dimostrano una conoscenza della materia religiosa ben superiore alla sua. Vediamo quali sono le prove addotte da Cammilleri per questa «verità creduta da sempre» e quali siano state le «ponderate consultazioni e riflessioni» della Chiesa, prima di apporvi il suo «autorevole sigillo».

domenica 5 agosto 2012

Richard Carrier presenta la sua teoria del Gesù mitico

Al Madison Freethought Festival 2012, Richard Carrier ha presentato la sua teoria del Gesù mitico. Come scrive nel suo blog,
La mia presentazione a Madison è essenzialmente un breve riassunto di quella che ritengo essere la teoria del Gesù-mito meglio sostenibile e dei motivi per i quali probabilmente spiega le origini del Cristianesimo meglio delle teorie tradizionali. Ovviamente non è un'argomentazione a prova di ogni obiezione, solo un primo sguardo a cosa sia e a come dovrebbe procedere la sua difesa.
Il video della presentazione è il seguente (in inglese):



Carrier ha pubblicato la presentazione visibile nel video; di essa è disponibile anche una versione in lingua italiana.

Ho pubblicato altri articoli su Carrier e le sue teorie, raggiungibili attraverso l'apposito tag.

Richard Carrier, «Three New Videos», Richard Carrier Blogs, 20 luglio 2012.

mercoledì 25 luglio 2012

La "grazia preventiva" di Dio salva una donna dal massacro del cinema Aurora - ma se ne frega degli altri 12

Petra Anderson, ferita nella strage
«Il 20 luglio 2012 James Holmes, ex dottorando di neuroscienze 24enne, ha aperto il fuoco durante la proiezione della prima del film Il cavaliere oscuro - Il ritorno in un cinema di Aurora, in Colorado negli Stati Uniti d'America. L'attacco ha ucciso 12 persone e ne ha ferite 59». Inizia così l'articolo di Wikipedia «Massacro di Aurora», che descrive il massacro di 12 persone e il ferimento di un'altra sessantina, avvenuto per mano di uno squilibrato molto armato.

Le reazioni all'episodio potrebbero essere analizzate sotto vari aspetti, dal punto di vista religioso. Il predicatore evangelico Jerry Newcombe ha ricondotto la strage alla cacciata del «timor di Dio» dagli Stati Uniti, operata dai promotori delle libertà civili, e ha affermato che solo le vittime cristiane della strage andranno in paradiso. Il deputato repubblicano Louie Gohmert sostiene che l'episodio è il risultato degli «attuali attacchi contro la fede giudeo-cristiana». Secondo il pastore Rick Warren, la colpa del massacro sarebbe l'insegnamento dell'evoluzione: «quando agli studenti viene insegnato che non sono diversi dagli animali, si comportano come tali», ha scritto su Twitter (cancellando poi il tweet a seguito delle polemiche). Infine, trovo singolare l'atteggiamento di tutti coloro che si sono riuniti in veglia sul luogo del massacro, per «pregare per la pace, per le vittime e per le famiglie degli uccisi»: se Dio non ha reputato intervenire per fermare la mano dell'assassino e salvare le vittime, perché dovrebbe intervenire ora?

Ma la notizia che mi ha spinto a scrivere è la seguente. Secondo il «pastore, professore e mistico cristiano» Brad Strait, una delle vittime della sparatoria è stata miracolata. E, se vi fosse bisogno di rendere ancora più "miracolosa" la storia, il miracolo è stato programmato 22 anni prima della sparatoria!

martedì 24 luglio 2012

Il primatista degli aborti

I dati non sono certi, per motivi legati alla difficoltà di registrare la fine di gravidanze che le donne non si accorgono neppure di aver iniziato, ma gli studi effettuati hanno registrato un mancato impianto del 30-50% degli ovuli fecondati; delle restanti gravidanza, il 10-20% termina in aborti spontanei.
Dunque fino al 60% delle gravidanze termina in un aborto spontaneo.

Questa statistica mi ha ricordato la posizione cristiana (cattolica) sull'aborto: per la Chiesa cattolica l'ovulo fecondato è una persona, e pertanto l'aborto corrisponde alla morte di una persona.

Prendiamo ora in considerazione il caso degli aborti spontanei nelle prime settimane, quel 30-50% degli ovuli fecondati che non riescono neppure ad impiantarsi: come giustifica un cattolico questa strage di esseri umani, strage che non ha nessuna causa antropica? Come giustifica un cattolico la scelta di Dio di non intervenire, di lasciar «morire» tutte queste «persone»?

La risposta consueta è quella che Dio opera per il bene, e che le sue decisioni sono per il meglio, anche se questo meglio ci è incomprensibile.

Eppure in questo caso è davvero difficile credere che vi sia una ragione plausibile per la quale sia indispensabile che tutte queste «persone» (sempre dal punto di vista cattolico) «muoiano»; con un tasso di circa 19 nati ogni 1000 abitanti, parliamo di quasi 66 milioni di «persone» (cioè ovuli non fecondati) che «morirebbero» (non si impiantano) ogni anno! A quale più alto bene Dio sacrificherebbe tutte queste vite?

Un Dio onnipotente e onnisciente che non interviene a salvare tutti quegli ovuli fecondati è definito dai suoi fedeli «infinitamente buono»; una donna che decide di abortire, invece, sarebbe un'assassina. Forse chi dispensa questi giudizi dovrebbe riflettere di più.

Aggiornamento 19 settembre 2012
Johnatan MS Pearce, autore dell'articolo cui mi sono ispirato per questo, ha cortesemente e concisamente riassunto la questione in un commento:
Se Dio ha delle ragioni per causare l'aborto naturale dei feti (cosa che deve avere, altrimenti sarebbe, per definizione, inutile), allora la moralità dell'atto di permettere a questi feti di morire deriva dalle sue conseguenze.
Allora la moralità di Dio (almeno in questo caso, e in tutti quelli simili, come per le alluvioni) non è intrinseca, ma deriva dalle conseguenze. Per tanto Dio è un consequenzialista morale.
Cosa che implica che sia difficile sostenere che la moralità sia fondata oggettivamente in Dio stesso.

Jonathan MS Pearce, «God loves abortion!», Debunking Christianity, 30 maggio 2012.

lunedì 23 luglio 2012

Marco e Giovanni spiegano la "tomba vuota", secondo Tabor

Durer, Sepoltura di Gesù
Il professor James Tabor è preside del Dipartimento di Studi Religiosi della University of North Carolina a Charlotte, dove insegna Origini del Cristianesimo e Giudaismo antico; è anche un archeologo, con molti importanti scavi in Palestina, tra cui quello che ha portato alla scoperta della tomba del sudario ad Akeldamà.

Nel suo blog ha recentemente affrontato il tema della tomba dove fu sepolto, secondo i vangeli canonici, Gesù. L'articolo si intitola «Reading Mark and John: The First Burial of Jesus», e nel titolo riassume i due temi affrontati: il primo è il confronto tra il racconto del Vangelo secondo Marco, il più antico dei vangeli canonici e quello a partire dal quale furono scritti i vangeli secondo Matteo e Luca, e quello del Vangelo secondo Giovanni, l'ultimo ad essere scritto e certamente indipendente dal vangelo marciano; il riconoscimento di una prima sepoltura di Gesù, il secondo.

Marco e Giovanni contro Matteo: la tomba di Giuseppe di Arimatea



Tabor riepiloga la storia della sepoltura di Gesù, così come nota al grande pubblico:
Tutti "sanno" che secondo i quattro vangeli del Nuovo Testamento, Giuseppe di Arimatea, altrimenti mai menzionato, si reca da Ponzio Pilato, governatore della Giudea, e ottiene il permesso di rimuovere il corpo di Gesù dalla croce. Prende il corpo e lo depone nella propria tomba nella tarda sera del venerdì. Un gruppo di donne, Maria Maddalena e altre, lo segue e vede la collocazione della tomba. Domenica mattina, quando vi si recano in visita per completare i riti ebraici di sepoltura, la tomba è vuota.
Tabor fa notare, però, che la storia non è corretta per quanto riguarda la parte in corsivo: la tomba, infatti, non appartiene a Giuseppe di Arimatea!

mercoledì 27 giugno 2012

Tribunale tedesco equipara la circoncisione religiosa su bambini ad un'aggressione

La corte regionale di Colonia, in Germania, è stata chiamata a giudicare un caso in cui la circoncisione di un bambino di quattro anni, voluta dai genitori musulmani, è terminata con il ricovero del bambino stesso a causa di un forte sanguinamento. Il medico accusato è stato assolto, perché la legislazione relativa è troppo confusa, ma la corte ha riconosciuto la circoncisione del bambino un atto di grave aggressione fisica, non giustificabile neppure dal consenso dato dai genitori.

Relativamente al diritto dei genitori a praticare la propria religione, che prevede la circoncisione, la corte ha stabilito che «il diritto fondamentale del bambino all'integrità corporea prevale sui diritti fondamentali dei genitori». Secondo la corte «il corpo del bambino è irreparabilmente e permanentemente cambiato dalla circoncisione. Questo cambiamento contravviene agli interessi del bambino di decidere successivamente le proprie credenze religiose».

Del problema della circoncisione religiosa dei bambini avevo già parlato in passato («Infibulazione e circoncisione: due pesi e due misure?» e «Rabbini e vescovi uniti per la circoncisione dei bambini: proibirla è "un'incosciente violazione dei diritti religiosi"»); la sentenza della corte regionale tedesca sarà verosimilmente portata in appello dai genitori e dalle organizzazioni religiose, adamantine nel loro intento di ritagliarsi il diritto di "tagliare", di "marchiare" i propri appartenenti. Ma è un primo passo importante sulla strada verso il rispetto del diritto dei bambini (e delle bambine, ovviamente, vittime dell'ancora più abominevole infibulazione) alla propria integrità corporea.

giovedì 21 giugno 2012

Non vi lamentate, se no Gesù manda i serpenti a mordervi!

Michelangelo, Il Serpente di Bronzo,
Cappella Sistina
Steve Wells, autore del blog Dwindling in Unbelief, ha pubblicato un interessante articolo intitolato «So it was Jesus that sent the serpents to bite people for complaining!», «Quindi fu Gesù che mandò i serpenti a mordere la gente che si era lamentata!».

L'articolo fa riferimento ad un episodio biblico (Numeri 21:5-6). Gli israeliti sono usciti dall'Egitto e sono nel deserto; non c'è pane e non c'è acqua, e il popolo si lamenta:
Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Dio aveva in precedenza risposto ad una lamentela simile facendo sgorgare acqua da una roccia percossa con un bastone da Mosè, ma stavolta ha perso la pazienza e punisce il lamentoso popolo eletto:
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì.