domenica 5 febbraio 2012

I processi contro i preti pedofili? Ledono il diritto alla religione, secondo una diocesi cattolica

Edward Paquette, coinvolto in 23 processi
per abusi su minori
Secondo i rappresentanti legali della Diocesi di Burlington (in Vermont, Stati Uniti), un giudice non può condannare la diocesi al pagamento dei danni nel processo per gli abusi sessuali di un suo sacerdote su di un bambino, perché si tratterebbe di una violazione del diritto alla religione. Questo sostengono nel processo intentato dalla vittima delle molestie del prete Edward Paquette nei confronti della diocesi.

A partire dal 2002 la diocesi è stata coinvolta in 46 processi per abusi su minori da parte di suoi sacerdoti. Nel maggio 2010 chiuse 26 di questi processi accettando di pagare 17,6 milioni di dollari alle vittime; per racimolare la somma, ha dovuto vendere la propria sede per 10 milioni di dollari. Ma questo accordo ha riguardato solo una parte dei processi, e altri nove processi - sempre per abusi su minori da parte di sacerdoti della diocesi - sono stati iniziati nel frattempo.

I legali della diocesi affermano che una condanna a pagare danni alle vittime sarebbe una violazione del diritto alla religione garantito dalla Costituzione statunitense (in particolare, dal Primo emendamento), se  l'ammontare fosse superiore alla disponibilità della diocesi. In questo caso si profilerebbe la bancarotta della diocesi e questo, secondo l'interpretazione dei legali della diocesi, sarebbe una violazione dei diritti dei cattolici della diocesi.

La pretesa della diocesi è stata rigettata dai legali delle vittime, i quali sottolineano che il Primo emendamento non è un rifugio per i criminali e che altre otto diocesi statunitensi hanno dovuto dichiarare bancarotta a seguito dei risarcimenti per le vittime di preti pedofili, e nessuna di loro ha chiuso i battenti. La strategia scelta dalla diocesi, inoltre, «dimostra ulteriormente che la diocesi non si cura dei sopravvissuti degli abusi dei preti», ed è stata scelta solo «per tirare i processi il più a lungo possibile e rendere la vita delle vittime la più difficile possibile».

Sam Hemingway, «Priest abuse lawsuit erodes religious freedom, Vermont diocese claims», BurlingtonFreePress.com, 4 febbraio 2012.

9 commenti:

  1. Scusi, sig. Censore, ma perché non se la prende un po' con i casi di pedofilia di cui sono autori gli imam? Lo ammetta una volta per tutte: lei ha paura di una fatwa.

    RispondiElimina
  2. @ MARCOZ

    Be' ... ci sono al momento 23 post non certo lusinghieri sull' Islam, perciò un certo coraggio nello sfidare la Fatwa eventuale di qualche Imam Uticense lo ha dimostrato.

    DAVIDE

    RispondiElimina
  3. Vero. Ma io, in realtà, ho specificato "casi di pedofilia" e imam: non mi risulta ce ne siano di post che affrontino questo tema.
    E si sa che cercar di levare i pargoli dalle grinfie dei religiosi è un po' come provare a sottrarre un osso ad un rottweiler.

    RispondiElimina
  4. Caro amico, a me però risulta che sia la chisa cattolica romana che pretende di insegnarci cosa sia la morale cristiana.....

    RispondiElimina
  5. Sì ma ... perché, nonostante tutti 'sti scandali, le masse alle religioni non ci rinunciamo ?

    La volontà di capire dovrebbe prevalere sul gusto d'indignarsi ...

    DAVIDE

    RispondiElimina
  6. Ignoro deliberatamente quel "gusto d'indignarsi", che indica una caratteristica degli ipocriti, e provo a dare una risposta. Anzi, ne do più di una, chiunque può mettere la crocetta su quella - o su quelle - che ritiene più opportune.

    1) Perché non si può non riconoscere quale sia la Verità, nonostante le nefandezze dei servi traditori.
    2) Perché si tratta in tutta evidenza di un complotto per screditare la casta sacerdotale.
    3) Perché il bisogno di credere in un "sacro obiettivo finale" fa minimizzare alle persone qualsiasi "incidente di percorso".
    4) Perché le masse, è risaputo, sono entità costituzionalmente portate a tenere comportamenti stupidi.
    5) Perché un prete pedofilo pone in evidenza l'infondata credibilità dell'organizzazione che lo accoglie e lo protegge, ma non è un elemento che può di per sé mettere in discussione l'originale idea di Dio.

    Altre opzioni sono bene accette.

    RispondiElimina
  7. 6) Perché i diretti interessati minimizzano invocando il leitmotiv del "caso isolato"
    7) Perché i diretti interessati spostano il fulcro della discussione dalla coperture dei preti pedofili alla pedofilia in sé
    8) Perché vige una generale omertà dovuta a un'idea di Dio come mantenitore dello Status Quo sociale
    9) Perché con l'autorità che i religiosi d'alto rango si conferiscono simili pensieri, specie tra le piccole comunità, viene arginato alla sola sfera dell'intimità
    10) Perché vige l'idea di un Dio troppo perfetto per "invischiarsi nelle bassezza dei suoi servi" presso buona parte della gente
    11) Perché, specie in America, dichiarare apertamente d'essere ateo o simili è quasi l'equivalente dello scalare alla casta dei Bramini a quella dei Paria in India per i motivi descritti nell'opzione 8

    RispondiElimina
  8. Oggi è morto Germano Mosconi ... ma temo che la portata antropologica della notizia resterà ignorata da parte di sedicenti (!) studiosi di religioni !

    Davide

    RispondiElimina