sabato 21 dicembre 2013

La «guerra al Natale», la sindrome di persecuzione dei cristiani statunitensi (e dei loro scimmiottatori italiani)

Da anni i cristiani (conservatori) statunitensi lamentano la presunta «War on Christmas» («guerra al Natale»), ovvero la consuetudine inclusiva di alcune aziende statunitensi di augurare «Happy Holidays» invece di «Merry Christmas» («Buone Feste» invece che «Felice Natale»).

Purtroppo, questa teoria del complotto religioso sta attecchendo anche dalle nostre parti; ovviamente i primi a cascarci sono i cattolici con limitate capacità di comprensione, ovvero i sé-dicenti «Cattolici Razionali» dell'UCCR, che hanno "prodotto" un bel pastrocchietto intitolato «Anche quest'anno gli atei combattono la “guerra al Natale”».

Come antidoto, questa vignetta di Jesus and Mo, «Siege», 18 dicembre 2013:

Gesù: «La guerra al Natale è particolarmente violenta quest'anno, non credi?»
Maometto: «Palle!»

Maometto: «Che questa tua 'guerra' immaginaria sia il risultato di un autentico complesso di persecuzione, o un disegno cinico per dare l'impressione che la tua religione sia assediata dal secolarismo, non lo so...»

Maometto: «In entrambi i casi, è ridicolo - e auto-celebrativo - pensare che ai secolaristi importi così tanto delle tue stupide credenze e pratiche. Quei tizi hanno cose ben più importanti per la testa!»

Gesù: «Tipo?»
Maometto: «La guerra all'Islam»

Buone vacanze a tutti!

1 commento:

  1. piano, brò, perchè la vignetta fa molto ridere, ma la guerra all'Islam la fanno davvero, e con le cluster bomb(s) e tutto il resto. Quindi, insomma, se poi qualcuno bombarda il natale vuol dire che è un po'per ripicca. Detto questo, il Natale è una bomba. Cioè, no, volevo dire, è fichissimo, quindi lasciatelo in pace eh?

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