venerdì 18 febbraio 2011

I sacerdoti australiani avvertono: la nuova traduzione della liturgia allontanerà i fedeli dalla Chiesa

Sempre tramite il blog di Antonio Lombatti (dovrò pagargli i diritti), sono venuto a sapere di una «rivolta» minacciata dai sacerdoti cattolici australiani, i quali si rifiutano di adottare la nuova traduzione inglese del messale, che entrerà in vigore a novembre, perché ritengono che allontanerà i fedeli.

Il gioco della bottiglia

La nuova traduzione dal latino, che da una parte è considerata più poetica e più simile all'originale latino, è criticata da qualche centinaio di sacerdoti come «una versione antiquata, artificiosa e meno politicamente corretta che ignora l'inglese moderno e potrebbe allontanare ancor di più i cattolici dalla Chiesa».

Tra i problemi di questa traduzione citati dai detrattori, ci sono alcune nuove traduzioni a mio parere innocue, come «Il Signore sia con voi - E con il tuo spirito» invece di «E anche con te», altre, invece, più significative.

Il Credo, in particolare, ha ricevuto una rinfrescata: invece di iniziare con «Crediamo», i fedeli dovranno pronunciare un  più corretto «Credo»; inoltre, dovranno dire di credere in un Figlio «consustanziale col Padre», invece che «di un solo essere [one being] col Padre».

Il miracoloso Nicola

Tramite il blog di Antonio Lombatti, sono venuto a sapere di una icona miracolosa.

La miracolosa icona, conservata a San Pietroburgo, raffigura lo zar Nicola II ed è oggetto di culto in quanto secerne mirra!

L'icona è una copia di un'altra icona, dipinta negli Stati Uniti nel 1997, e raffigura l'ultimo zar, canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel 2000.

Avrei una domanda per i miei lettori cattolici: come spiegano questa miracolosa icona di un santo non cattolico? Perché Dio dovrebbe far trasudare mirra dall'icona di un imperatore non cattolico, canonizzato da una Chiesa diversa da quella cattolica? E perché dovrebbe concedere (eventualmente) miracoli a chi prega questo santo?

Fonte: «Russians worship 'miraculous' icon of tsar», Yahoo! News, 17 febbraio 2011.

giovedì 17 febbraio 2011

«Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla»

Il titolo di questo post sono le parole pronunciate da Giordano Bruno alla fine della lettura della sentenza di condanna per eresia.

Relief Bruno Campo dei Fiori n1

Bruno fu condannato a morte per avere delle posizioni contrarie alla dottrina cattolica e per essersi rifiutato di abiurarle (come invece fece Galileo Galilei). Fu arso vivo il 17 febbraio 1600, 411 anni fa, a Roma, a Campo de' Fiori.

A 400 anni di distanza da quella terribile e infamante condanna a morte, la Chiesa ha fatto marcia indietro. Ma non troppo:
Nel 400esimo anniversario della morte di Bruno, il cardinale Angelo Sodano dichiarò che la morte di Bruno era un «triste episodio». Malgrado il dispiacere, difese i persecutori di Bruno, sostenendo che gli inquisitori «avevano il desiderio di preservare la libertà e di promuovere il bene comune e fecero tutto ciò che era possibile per salare la sua vita», cercando di farlo abiurare e facendo poi appello contro la pena capitale presso le autorità secolari di Roma. («Giordano Bruno», Wikipedia)
Sottolineato il fatto che all'epoca a Roma comandava il Papa, credo che, a oltre quattro secoli di distanza, siano ancora i persecutori a dover tremare per quella sentenza e per quello che significa per la Chiesa.


Brunostatue

Sul luogo del suo martirio sorse nel 1899 una statua a lui dedicata, che oggi è al centro di una vivace piazza frequentata da gente del posto, turisti e avventori. L'erezione della statua fu però travagliata.
Nel penultimo decennio del 1800 un Comitato internazionale, costituito fra gli altri da Ernst Renan, Victor Hugo, Herbert Spencer e Silvio Spaventa, si fa promotore dell'iniziativa di erigere un monumento in memoria del filosofo. Il potere ecclesiastico si oppose fermamente a tale iniziativa, e la cosa degenerò quando, nel gennaio 1888, una manifestazione di studenti in favore del monumento fu repressa dalla polizia. A dicembre finalmente il Consiglio comunale concesse l'autorizzazione e lo spazio in piazza Campo de' Fiori, dopo che anche l'allora capo del governo Francesco Crispi ebbe espresso parere favorevole. Il 9 giugno 1889 il monumento, opera dello scultore massone Ettore Ferrari, viene finalmente inaugurato.

Papa Leone XIII, che aveva addirittura minacciato di lasciare Roma, rimase l'intero giorno inginocchiato davanti alla statua di San Pietro, pregando contro «la lotta ad oltranza contro la religione cattolica». («Giordano Bruno», Wikipedia)

giovedì 10 febbraio 2011

Un ateo il giorno del Giudizio universale

Questa è una traduzione del racconto «An Atheist on Judgment Day», scritto da Adrian Barnett, e pubblicato da Adrian Hayter sul sito The Atheist Blogger. È una storia che racconta di un ateo di fronte a Dio il giorno del Giudizio universale.

Judgement Day

La fila sembrava prolungarsi all'infinito. Centinaia di milioni di anime, che attendevano pazientemente il loro turno per giungere davanti al trono. Il giorno... Beh, il giorno è il quello del Giudizio universale, quindi non è su nessun calendario. La fila di persone si svolge giù dalla montagna, attraverso la valle e via in gran lontananza. Tutti, nella fila, possono vedere la destinazione finale, sul picco della montagna. Cento miglia davanti a loro, possono vederla perfettamente chiara. E attendono, muovendosi in avanti un paio di passi alla volta. Verso Dio e la Decisione.

In testa alla fila troviamo un giovane cristiano, con un'espressione di riverenza e gioia. Dietro di lui, un'atea, dall'aspetto alquanto attonita, che esamina una foglia presa da un cespuglio lì vicino, mentre cerca di decidere se è reale o meno. Il paradiso, pensa, dovrebbe essere più bianco, con più ghiaccio secco che turbina in aria; non ricordare una collina gallese in una giornata calda.

Il cristiano fa un passo avanti per essere giudicato.

«Ciao Martin». La voce di Dio è calma e gentile mentre parla.

«Ehm... Salve, Signore». La voce di Martin è nervosa, una dozzina di emozioni si scontrano tra loro per occupare la sua mente contemporaneamente.

«Ci siamo. Questo è il momento in cui decido cosa sarà di te, Martin. In vita, eri un cristiano». Era un'affermazione, non una domanda.

«Lo ero, Signore. E lo sono ancora. Lo sono stato per tutta la mia vita. Ho dedicato me stesso al tuo servizio».

«Dimmi, Martin. Perché eri cristiano? Perché hai creduto in me?»

Le lezioni di religione perdono metà degli studenti a causa dei corsi di etica laica. In Australia

Tre mesi fa, avevo dato notizia dei corsi di etica laica introdotti in alcune scuole australiane, dove sono andati ad affiancare i corsi di religione (si veda l'articolo «Insegnamento dell'etica nelle scuole pubbliche australiane»).

Si tratta di corsi il cui scopo è permettere ai bambini di «imparare a pensare criticamente, a discutere di ciò che è giusto e sbagliato, e a trattare temi filosofici di livello adatto; i corsi evitano esplicitamente di inculcare particolari precetti morali nei bambini».

In un certo senso, si tratta dell'equivalente laico della SRE (l'ora di religione australiana), nel senso che ha lo scopo di far impratichire i bambini con le questioni di etica; in un altro senso, però, è diametralmente opposta, in quanto non si inculca ai bambini una particolare visione del mondo.

Ma mi era sfuggita una notizia: cosa è successo nelle scuole in cui la sperimentazione dell'ora di etica laica è stata avviata? Il 47% degli studenti dei corsi di SRE (protestante) sono passati al nuovo corso. La metà degli studenti che prima seguivano un corso di indottrinamento in una particolare visione morale ha scelto di avvalersi di un corso che insegni i fondamentali dell'etica senza inculcare alcuna visione particolare.

In Italia, la Chiesa cattolica ha il monopolio dell'ora di religione (che infatti è chiamata «Insegnamento della religione cattolica», IRC); teoricamente, la scuole sarebbero autorizzate a offrire insegnamenti alternativi per gli studenti che non intendono avvalersene, ma in pratica, la cronica mancanza dei fondi, che però non si avvera mai nel caso della IRC, implica che queste ore alternative non siano quasi mai offerte.

Dunque ribadisco la richiesta che feci all'epoca del primo articolo, alla luce del successo che questi corsi hanno avuto in Australia: non si potrebbe organizzare un'ora alternativa di etica in Italia?

Intanto c'è una campagna per il rispetto della legge sull'ora alternativa: Progetto ora alternativa.


Giusto per completezza di informazione, riporto che ad allarmarsi per il successo dei corsi di etica laica sono le organizzazioni religiose, quelle che fino ad ora avevano il monopolio dell'etica e che insegnavano agli studenti la loro versione della morale (e poi si lamentano della mancanza di libertà di educazione!).

La diocesi anglicana di Sidney ha infatti aperto un sito dedicato alla raccolta di fondi per «proteggere la SRE». Secondo questo sito, la perdita dell'educazione religiosa comporterebbe il rischio «di perdere la vera e fondamentale etica che ha sostenuto la struttura morale dell'Australia per centinaia di anni». Chissà che non sia una cosa positiva.

Fonti: Jacqueline Maley, «Scripture classes lose half of students to ethics, say Anglicans», The Sidney Morning Herald, 8 maggio 2010.

martedì 8 febbraio 2011

Infibulazione e circoncisione: due pesi e due misure?

Infibulazione

Il 6 febbraio era la Giornata mondiale contro le mutilazioni femminili. 8000 bambine, ogni giorno, subiscono l'infibulazione, la mutilazione chirurgica degli organi sessuali.

Spesso queste operazioni sono effettuate in condizioni sanitarie spaventose, con strumenti rudimentali - «senza anestesia, con coltelli, lame di rasoio, vetri rotti o forbici» - e per mano di personale non esperto; il risultato è, in molti casi, un gravissimo danno per la salute della bambina, con drammatici problemi per la sua vita sessuale e pericoli ancor maggiori in caso di parto.

Il problema non riguarda solo le bambine del Corno d'Africa, la zona dove questa pratica barbara ha origine, ma anche le immigrate nei paesi occidentali. Secondo Aldo Morrone, direttore dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), «In Italia, ogni anno ci sono 2000-3000 bambine a rischio di essere infibulate»; a partire dal 1996, solo a Roma, 10.000 donne hanno fatto ricorso alle cure mediche a seguito di complicazioni.

lunedì 7 febbraio 2011

«Il presente distratto del futuro beato»

La riporto pari-pari dal sito dell'UAAR, perché la trovo molto pungente. È una riflessione di Luciano Vanciu sul grave incidente accaduto al pilota di Formula 1 Robert Kubica.

Robert Kubica, pilota di Formula Uno, è rimasto gravemente ferito ieri nel corso del Rally delle Ronde di Andora, in Liguria. L’incidente in cui è incorso gli ha provocato fratture multiple: è concreto il rischio di perdere una mano e di considerare conclusa la sua carriera agonistica.

Kubica è molto devoto a Giovanni Paolo II, tanto da portarne il nome sul casco con cui gareggia.

Lo schianto di ieri è avvenuto contro il muro di una chiesa.

A voler essere cattivi, evidentemente l'incidente del pilota polacco è arrivato troppo tardi per la beatificazione e troppo presto per la canonizzazione.

(Scusate il cinismo, ma è troppo semplice chiamare in causa Dio quando le cose vanno bene, e dimenticarsene quando vanno male. Auguro a Kubica di guarire, ma sono certo che se lo farà sarà stato per un misto di fortuna nella dinamica dell'incidente e di bravura dei medici.)

Fonte: «Il presente distratto del futuro beato» UAAR Ultimissime.

«Non c'è crimine per coloro che hanno Cristo»

Shenoute era un monaco cristiano egiziano, vissuto all'inizio del V secolo, famoso per aver fondato un monastero e per la sua lotta contro il paganesimo. È uno dei più importanti santi della Chiesa copta. Tra i suoi avversari vi fu il ricco Gesio:
Shenoute e i suoi seguaci presero la legge nelle loro mani, saccheggiarono la casa del pagano e distrussero i suoi idoli. In risposta all'accusa di lesteia — banditismo, crimine, violenza illegale —avanzatagli contro dal magnate, Shenoute proclamò che «non c'è crimine per coloro che hanno Cristo». Questa affermazione esprime chiaramente un paradigma di estremismo religioso, una fede nel fatto che il giusto zelo per Dio trascenda considerazioni sulla legge e l'ordine terreni.
Il brano precedente è estratto dal libro di Michael Gaddis sulla violenza religiosa nell'Impero romano cristiano, intitolato opportunamente There Is No Crime for Those Who Have Christ - Religious Violence in the Christian Roman Empire (University of California Press, 2005, ISBN 0-520-24104-5).

domenica 30 gennaio 2011

Collezione domenicale di links (III)

Cronaca «nera»

«German Jesuits offer payment to sex-abuse victims» M&C - Alle 200 vittime di abusi, perpetrati nelle quattro scuole gesuite del Paese, è stato offerto un milione di euro. 5.000 euro a persona.

«Film a luci rosse proiettati in parrocchia» Il Secolo XIX - La Procura savonese ha raccolto molte prove di abusi su minori da parte di sacerdoti savonesi, ma probabilmente tutti i reati sono caduti in prescrizione.

«Un prêtre belge pédophile travaille avec des enfants des rues au Brésil» DH.be - Un prete pedofilo belga, scampato alla giustizia per la prescrizione dei suoi reati, lavora in Brasile in un campo di accoglienza per bambini di strada.

Sacre scritture

«5 milioni di euro per tradurre il Talmud in italiano» UAAR -  Il Talmud sarà tradotto in italiano a spese pubbliche.
«Paolo De Benedetti e l'asina di Balaam» Ta Biblia - Come non si dovrebbe analizzare un testo biblico.

«Herod the Terrible or Herod the Great?» Geza Vermes per Standpoint Magazine - Di Geza Vermes ho già parlato a riguardo della sua visione del Gesù storico. In questo articolo delinea un profilo di Erode il Grande che va al di là della narrazione matteana.

Impatto sociale delle religioni

«Abortion Care at Catholic Hospitals» Daylight Atheism - Quanta sofferenza causa l'ideologica posizione anti-abortista degli ospedali cattolici negli USA? Testimonianze da una pubblicazione scientifica.

«Deputato USA: “Riscaldamento globale non distruggerà il mondo, Dio l’ha promesso a Noè”» UAAR - Un deputato repubblicano ha dichiarato, di fronte ad una commissione sull'ambiente, che l'uomo non distruggerà il pianeta, in quanto è questo quello che Dio ha promesso nella Bibbia. Ecco uno dei danni della religione: si crede alle leggende dell'età del Bronzo invece che alle prove scientifiche.

«The Islamification of Britain: record numbers embrace Muslim faith» The Independent - Malgrado gli attacchi degli estremisti islamici, in Gran Bretagna il numero di convertiti all'Islam è salito vertiginosamente negli ultimi dieci anni.

Morale e apologetica

«A new eugenics?»Rationally Speaking - Un articolo sulla distinzione tra lo screening prenatale per la selezione di tratti estetici e quello per la ricerca di malattie genetiche.

«Christianity is Incoherent» Common Sense Atheism - Sulla coerenza e consistenza logiche delle affermazioni del Cristianesimo.

Scienza

«Getting a Leg Up on Evolution, the Comic-Book Version» Scientific America - Un fumetto sull'evoluzione. Davvero interessante.

domenica 23 gennaio 2011

Come la religione si è sempre più sottratta alla verifica dei fatti

Nell'articolo precedente, «Come provare scientificamente che una religione è quella vera», ho parlato dell'episodio di Elia e dei sacerdoti di Baal, in cui il profeta di Yahweh sfida i sacerdoti dell'altro culto a invocare l'intervento delle rispettive divinità, una sorta di duello tra i due déi. E ovviamente Elia vince (e massacra i 450 sacerdoti sconfitti).

In questo articolo intendo mostrare come la religione fosse originariamente un modo di spiegare il mondo, fornendo spiegazioni falsificabili; e come poi sia stata costretta ad abbandonare molte delle sue pretese di fornire spiegazioni dall'avanzare della scienza e della cultura in generale.

Science vs. Religion (1800-2000) is Science winning?
Frequenza dei libri in lingua inglese contenenti le parole «science» e «religion» (Google Ngram)

Come provare scientificamente che una religione è quella vera

Nel suo articolo «Religion's Claim to be Non-Disprovable» («La pretesa della religione di essere inconfutabile»), Eliezer S. Yudkowsky, un ricercatore al Singularity Institute for Artificial Intelligence, affronta il tema della verificabilità o meno della religione.

Quello che ha catturato la mia attenzione è stata la sua presentazione del più antico esperimento scientifico «moderno»: un esperimento per verificare se una religione sia vera, preso direttamente dall'Antico Testamento!

L'esperimento di Elia

Sacrificio di Elia, dalla sinagoga di Dura Europos
L'episodio in questione è quello di Elia e dei sacerdoti di Baal (Primo libro dei Re, 18:17-40) . Il profeta Elia si reca dal re Acab e dal popolo di Israele tutto e li accusa di aver abbandonato il culto di Yahweh in favore di quello di Baal (18:17-21).

Poiché il popolo tentenna, Elia decide di dimostrare agli Israeliti che Yahweh è il vero Dio, e che Baal è quello falso.

Elia da una parte e quattrocentocinquanta sacerdoti di Baal dall'altra erigeranno due altari e vi scanneranno sopra due giovenchi, ma senza accendere il fuoco per l'olocausto; sarà il vero Dio ad accendere il fuoco dell'altare a lui dedicato:
22 Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. 23 Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. 24 Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».

martedì 18 gennaio 2011

Giovanni Paolo II non è ancora santo, ma già sono pronte le reliquie

Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyła, procede speditamente verso la canonizzazione: sarà infatti proclamato beato il prossimo 1° maggio. Sebbene la procedura di canonizzazione sia stata accelerata, Wojtyła non è ancora santo, ma già sono pronte le reliquie...

In particolare, il cardinale Stanisław Dziwisz, amico e segretario del defunto Papa e oggi arcivescovo di Cracovia, ha fatto preparare una fiala di sangue di Wojtyła, in modo che sia pronta per l'esposizione subito dopo la beatificazione.

Il sangue fu prelevato pochi giorni prima della morte di Wojtyła, allo scopo di effettuare delle analisi al Policlinico Gemelli a Roma, ed è poi giunto nelle mani di Dziwisz.

La fiala sarà incastonata nell'altare di una chiesa di Cracovia, all'interno di una teca di cristallo, come riportato da Piotr Sionko, portavoce del «Centro Giovanni Paolo II». Sionko ha affermato:
Si tratta di una proposta del cardinale, è dell'opinione che si tratti della più preziosa reliquia di Giovanni Paolo II e che debba essere il punto focale della chiesa.
La chiesa che ospiterà la reliquia diventerà il centro dedicato al culto della memoria e del pensiero di Wojtyła e comprendente un museo, un istituto con annessa biblioteca, una cappella con oratorio e un centro conferenze.



L'idea di ricavare delle reliquie di Giovanni Paolo II, da conservare in Polonia, non è nuova: già poco tempo dopo la sua morte, funzionari polacchi avevano proposto di asportare il cuore dal cadavere tumulato a Roma e di portarlo a Cracovia; la cosa poi non era andata in porto per l'opposizione vaticana.

L'esposizione del sangue di Wojtyła, e la conseguente creazione di un centro di pellegrinaggio dedicato al Papa polacco nella sua terra, non ha riscosso un consenso unanime. Krzysztof Madel, un gesuita polacco che si è dichiarato contrario all'esposizione della reliquia, ha infatti affermato:
La tradizione delle reliquie viene dalla pratica medioevale di insegnare la Bibbia attraverso immagini e simboli, ma nel mondo razionale moderno il messaggio dovrebbe giungere piuttosto attraverso l'insegnamento della vita di qualcuno.


Credo che non si possa che essere d'accordo con Madel, anche se il fiorente giro d'affari intorno a santi come Padre Pio (con annessa tomba d'oro) non promette nulla di buono.

Fonte: «John Paul II's blood to be relic in Polish church», Associated Press, 17 gennaio 2011. Un ringraziamento ad Antonio Lombatti per la segnalazione.

«Il Vaticano chiese ai vescovi irlandesi di non denunciare alla polizia gli abusi dei preti»

Copia della lettera. Fonte: AP
La televisione irlandese RTE ha reso pubblica una lettera risalente al 1997, inviata dal Vaticano ai vescovi cattolici irlandesi per avvisarli di non riportare tutti i sospetti di abusi su minori alla polizia. La lettera dimostra come il Vaticano volesse che tutte le accuse di molestie su minori fossero indagate, ed eventualmente punite, dalla Chiesa stessa, senza che vi fosse il coinvolgimento delle autorità civili; si tratta di un colpo serio per la posizione vaticana, secondo la quale la Chiesa non ordinò mai ai vescovi di nascondere prove o sospetti alla polizia.

La lettera si inserisce nel quadro della politica vaticana riguardo la gestione degli abusi in Irlanda. Due rapporti d'indagine pubblicati nel 2009, e riguardanti in particolare l'arcidiocesi di Dublino e gli istituti per bambini, hanno dimostrato come in Irlanda per decenni, a partire dagli anni '30, la Chiesa abbia coperto casi di presunti abusi su decine di migliaia di bambini. Un terzo rapporto, riguardante la diocesi di Cloyne, sarà pubblicato nei prossimi mesi.

Quel che è certo, è che i prelati irlandesi presero a riportare alla polizia i casi di molestie su minori da parte dei sacerdoti cattolici solo a partire dalla metà degli anni '90; in particolare fu nel 1996 che la conferenza episcopale irlandese pubblicò un documento con la quale rendeva nota la sua intenzione di denunciare alle autorità giudiziarie i casi di cui i vescovi fossero venuti a conoscenza.

La lettera appena scoperta fu inviata nel 1997, dunque un anno dopo il rivoluzionario documento irlandese, dall'arcivescovo Luciano Storero, Nunzio Apostolico in Irlanda. In essa, Storero rendeva noto che la Congregazione per il Clero aveva stabilito che la politica irlandese di denunciare automaticamente le accuse di abuso «fa sorgere serie riserve di natura sia morale sia canonica», e che come tale non era riconosciuta dal Vaticano; Storero ricordava nella lettera che la legge canonica, secondo la quale le accuse di abusi devono essere gestite internamente alla Chiesa, «deve essere seguita meticolosamente». Storero aggiungeva anche che se un vescovo avesse denunciato un sacerdote sospettato di abusi su minori alla polizia, la Congregazione del Clero avrebbe potuto annullare le sue disposizioni riguardo al prete sospettato.

Oltre a quello del 1996, la Chiesa irlandese ha pubblicato altri due documenti riguardanti la denuncia di casi di abuso su minore alle autorità civili; nessuno di questi tre documenti è mai stato approvato dal Vaticano, e, secondo alcune testimonianze, sembra sempre più probabile che alcuni vescovi irlandesi abbiano continuato a seguire le disposizioni contenute nella lettera vaticana del 1997 ancora nel 2008.

Cionondimeno nella sua lettera pastorale del 2010, Joseph Ratzinger ha addossato ai vescovi irlandesi la colpa della gestione dei casi di abusi, affermando che i prelati irlandesi non avrebbero seguito la legge canonica.

Poiché la difesa del Vaticano nelle dozzine di processi intentati negli Stati Uniti contro i preti molestatori si è basata appunto sulla negazione di ogni intervento vaticano in favore dell'insabbiamento delle prove, questa lettera potrebbe avere ripercussioni molto serie nei processi per abusi.

Aggiornamento: la lettera è stata pubblicata dal New York Times.

Fonte: «Vatican warned Irish bishops not to report abuse», Associated Press, 18 gennaio 2010. Un ringraziamento ad Antonio Lombatti per aver riportato questa notizia.

Due risate

Gasparri: “Fini è ateo!”. Non esageriamo, ha solo rotto l’alleanza.

“Provare profumi da donna fa diventare gay”, ha detto l’arcivescovo di Trento. Ma un buon dopobarba annulla l’effetto.

Nasce la banca del Vaticano. È tutta intorno a noi.

L’istituto bancario è stato fortemente voluto da Benedetto XVI. Per rimettere a noi i suoi debiti.

Presto in circolo l’euro con l’effige del Papa. Sai che gusto comprarci i preservativi.

Ratzinger: “C’è Dio dietro il Big Bang”. Tana! (mikyag)

Il Papa: “L’educazione sessuale minaccia la religione”. Allora funziona! (milingopapa)

Secondo il pontefice l’educazione sessuale dei giovani sarebbe un ostacolo alla religione. In effetti quelli che capiscono fanno molta più resistenza. (virgilio natola)

Ratzinger: “La libertà religiosa è minacciata dall’educazione sessuale”. E anche il bidet ha le sue colpe. (sentiunpo)

(L’educazione sessuale è una minaccia per la fede. In effetti malati di Aids pregheremmo tutti di più) (marissa)

Ratzinger: “Dio non si trova con un telescopio”. Basta un paio di paraocchi. (slopero)

Monsignor Fisichella [sul caso Berlusconi-Ruby]: “La figa è la figa”. (trivela)
Da Spinoza, «I feel fine», «Fiatone», «Così va la vita», «First lady». Limitatamente al web, il contenuto di Spinoza è coperto da licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia.

Il Salmo del giorno

Salmo 58 (57 nell'edizione CEI qui riportata).

1 Al maestro del coro. Su «Non distruggere».
Di Davide. Miktam
.
2 Rendete veramente giustizia o potenti,
giudicate con rettitudine gli uomini?
3 Voi tramate iniquità con il cuore,
sulla terra le vostre mani preparano violenze.
4 Sono traviati gli empi fin dal seno materno,
si pervertono fin dal grembo gli operatori di menzogna.
5 Sono velenosi come il serpente,
come vipera sorda che si tura le orecchie
6 per non udire la voce dell'incantatore,
del mago che incanta abilmente.
7 Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca,
rompi, o Signore, le mascelle dei leoni.
8 Si dissolvano come acqua che si disperde,
come erba calpestata inaridiscano.
9 Passino come lumaca che si discioglie,
come aborto di donna che non vede il sole.
10 Prima che le vostre caldaie sentano i pruni,
vivi li travolga il turbine.
11 Il giusto godrà nel vedere la vendetta,
laverà i piedi nel sangue degli empi.
12 Gli uomini diranno: «C'è un premio per il giusto,
c'è Dio che fa giustizia sulla terra!».

Testo da laparola.net.