mercoledì 11 maggio 2011

Persone pie che massacrano in nome di Dio: Bin Laden e Saul

Saul stermina gli Amaleciti per ordine di Dio
Commentando l'articolo «Luigi Tosti, la rimozione del crocefisso e l'obiezione di coscienza» ho citato un episodio della Bibbia narrato nel Primo libro di Samuele. Nel capitolo 15 si narra infatti:
1 Samuele disse a Saul: «Il Signore ha inviato me per consacrarti re sopra Israele suo popolo. Ora ascolta la voce del Signore. 2 Così dice il Signore degli eserciti: Ho considerato ciò che ha fatto Amalek a Israele, ciò che gli ha fatto per via, quando usciva dall'Egitto. 3 Va' dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini».
[...]
7 Saul colpì Amalek da Avila procedendo verso Sur, che è di fronte all'Egitto. 8 Egli prese vivo Agag, re di Amalek, e passò a fil di spada tutto il popolo. 9 Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio del bestiame minuto e grosso, gli animali grassi e gli agnelli, cioè tutto il meglio, e non vollero sterminarli; invece votarono allo sterminio tutto il bestiame scadente e patito.

La colpa degli Amaleciti sarebbe stata quella di attaccare la carovana degli Ebrei mentre attraversava il deserto, colpendo la retroguardia dove si trovavano i più deboli (Deuteronomio 25,17-19). Per punire questa razzia, Yahweh ordina a Saul di colpire Amalek e di sterminare tutto ciò che gli appartiene, specificando che intende «uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini». Presumibilmente molti di quegli uomini e di quelle donne erano innocenti, certamente lo erano i bambini, i lattanti e gli animali; ma Yahweh è spietato e vuole che anche Saul sia spietato, che non si lasci «prendere da compassione».

E Saul è spietato: fa prigioniero il re amalecita Agag e risparmia il bestiame migliore per sacrificarlo a Yahweh, ma passa «a fil di spada tutto il popolo»; uomini e donne, bambini e lattanti, trovano la morte violenta, come aveva chiesto Yahweh (alla fine anche Agag sarà squartato dinanzi a Yahweh, per placarne l'ira).

martedì 10 maggio 2011

Un monumento a Lucifero

Rino Cammilleri, già diverse volte involontario ospite su questo blog, ha recentemente scritto un articolo dedicato a «Lucifero», in cui il rinomato apologeta se la prende con la bella statua dell'Angelo Caduto, eretta nel Parco del Ritiro di Madrid, al centro dell'omonima fontana. L'opera fu realizzata in bronzo (non in pietra, come dice Cammilleri) da Riccardo Bellver nel 1874, ed è ispirata al Paradiso perduto di John Milton.

Cammilleri chiosa:
Erano i tempi dell'«Inno a Satana» di Carducci, niente di strano che a qualcuno sia venuto in mente di celebrarlo in pietra.


Questa affermazione mi ha ricordato un altro articolo, ben più interessante, pubblicato sul sito Dwindling in Unbelief: «Who has killed more, Satan or God?», «Chi ne ha uccisi di più, Satana o Dio?».

L'autore, Steve Wells, fa notare come nella Bibbia - che certo non si può definire un testo neutrale, schierata com'è dalla parte di Dio, anzi, essendo la parola di Dio - a Satana siano attribuite appena dieci morti. Dieci.

Al contrario, secondo i conti di Wells e limitandosi solo alle uccisioni descritte nella Bibbia delle quali è dato esplicitamente il contro delle vittime, Dio ha ucciso 2.476.633 persone. Quasi due milioni e mezzo. E il conto non include «le vittime del diluvio di Noè, Sodoma e Gomorra, o le molte pestilenze, carestie, fiere e serpenti, eccetera, di cui il buon libro è pieno».

Riepilogando:
Conto dei morti nella Bibbia
Dio - Satana 2.476.633 - 10

Direi che, dovendo proprio erigere una statua a qualcuno di questi due assassini, sia Satana a meritarsela di più. O no?

La foto Angel Caido è opera di Thermos, ed è rilasciata sotto licenza Creative Commons by-sa 2.5.

lunedì 9 maggio 2011

Le prove della risurrezione di Gesù che mancano all'appello

Dal blog Debunking Christianity, segnalo un articolo di John Loftus intitolato «There Is a Lot of Evidence Concerning the Resurrection of Jesus We Don't Have But Would Like To Have» («Ci sono molte prove della risurrezione di Gesù che non abbiamo ma che ci piacerebbe avere»). Eccone un estratto:
Non abbiamo conferme di fonti indipendenti sulle affermazioni evangeliche che il velo del Tempio fu squarciato in due alla morte di Gesù (Marco 15:38), né che l'oscurità scese «su tutta la terra» da mezzogiorno alle tre del pomeriggio (Marco 15:33) perché il «sole smise di splendere» (Luca 23:45) né che vi fu un terremoto alla sua morte (Matteo 27:51,54), con un altro «violento» il giorno che sarebbe uscito dalla tomba (Matteo 28:2), né che i santi furono riportanti in vita alla sua morte, poi attesero fin quando Gesù sarebbe uscito dalla tomba per uscire dalle proprie tombe aperte, e che successivamente «entrarono nella città santa e apparvero a molte persone» (Matteo 27:52-53). Possono questi eventi essere realmente accaduti, senza che la successiva letteratura rabbinica, o Filone, o Giuseppe li menzionassero?

domenica 8 maggio 2011

Abbà, Dio «babbino» o «paterfamilias»?

Segnalo, con ritardo, l'interessante articolo di Giovanni Bazzana sul modo in cui Gesù chiama Dio Padre ai Getsemani, «abbà», che prende spunto dall'interpretazione datane da Ratzinger:
In particolare, rifacendosi a un passo di Marco 14:36, nel quale viene riportata la preghiera di Gesu', Ratzinger dice che "i tre testimoni hanno conservato la parola ebraica o aramaica con la quale il Signore ha parlato al Padre ... questa formula, abba', e' una forma familiare del termine padre, una forma che si usa solo in famiglia, che non si e' mai usata nei confronti di Dio". In questa affermazione praticamente tutto e' sbagliato a cominciare dalla menzione dei tre testimoni, visto che solo Marco ha la traslitterazione greca del semitico abba', mentre i paralleli (Mt 26:42 e Lc 22:42) hanno solo pater. Inoltre, come si fa notare in questo post di WIT in cui si commenta l'ultimo libro papale, l'ipotesi secondo la quale l'uso di abba' sia unico di Gesu' e sia un segno di particolare familiarita', oltre che puzzare non poco di anti-giudaismo, e' stata totalmente confutata da ricerche nemmeno tanto recenti.
Giovanni Bazzana, «Getsemani», TA BIBLIA, 26 aprile 2011.

sabato 7 maggio 2011

Ma i cattolici credono realmente a ciò in cui dovrebbero credere?

Qualche anno fa scoprii un gioco di carte intitolato Credo! The Game of Dueling Dogmas. Non ci ho mai giocato, ma leggendo il regolamento e guardando il materiale, mi sembra un gioco dall'ambientazione molto affascinante.

I giocatori impersonano dei patriarchi che partecipano ad un concilio ecumenico (non è detto esplicitamente, ma sembrerebbe il concilio di Nicea del 325): il loro compito è votare i nove articoli del Credo (o meglio, di una sua versione fittizia). Per ciascun articolo esistono diverse varianti, «ortodossa», «apollinare», «monofisista», eccetera, e ciascun patriarca ha un suo «credo» personale che è una combinazione di queste dottrine. I giocatori-patriarchi si alleano tra di loro e si combattono a colpi di anatemi, persecuzioni, conversioni, eccetera, acquistando e perdendo vescovi e fedeli, fin quando l'imperatore convoca una sessione del concilio per votare un articolo: dopo il voto, i giocatori-patriarchi che hanno una versione dell'articolo diversa da quella vincente vengono perseguitati e perdono fedeli, in numero tanto maggiore quanto più quell'articolo era per loro importante.

Parlo di questo gioco perché leggendo le versioni non-ortodosse degli articoli rimasi colpito della varietà delle credenze cristiane di quell'epoca: sebbene si tratti di un gioco e non di un testo accademico, infatti, ciascuna versione è stata realmente sostenuta da qualche cristiano dell'epoca. Tendiamo a vedere il Cristianesimo come qualcosa di ben definito, eppure ci sono state persone che si definivano cristiane e che credevano in cose che molti cristiani oggi troverebbero assurde.

martedì 3 maggio 2011

Il sostegno vaticano a Guantanamo

l'Espresso sta pubblicando alcuni cablogrammi diplomatici statunitensi che sono stati recuperati da Wikileaks. In particolare, il settimanale si sta occupando di quelli che riguardano l'Italia o, come in questo caso, il Vaticano.

Nel gennaio 2002, Jim Nicholson, ex-colonnello dell'esercito e ambasciatore di Bush presso la Santa Sede dal 2001 al 2005, comunicava di aver avuto dei colloqui col cardinale Mariano Montemayor sulle reazioni del Vaticano riguardo all'istituzione del carcere di Guantanamo.

Secondo Montemayor, l'enorme numero di talebani e terroristi catturati dalle truppe statunitensi in Afganistan fece sorgere una corrente, all'interno del Vaticano, che si preoccupava della possibile violazione dei diritti umani da parte degli Stati Uniti e che chiedeva, per questa ragione, una ferma presa di posizione della diplomazia vaticana contro il trattamento dei prigionieri.

Nicholson narra anche che Montemayor gli riferì, con zelo, che alla fine aveva vinto un'altra corrente, la quale garantì, con qualche riserva, il sostegno del Vaticano alle pratiche di detenzione dei detenuti istituite dall'amministrazione Bush. Ed è purtroppo tristemente noto quali fossero queste pratiche.

Camp x-ray detainees
Detenuti appena giunti a Camp X-Ray, Guantanamo, gennaio 2002

Interessante anche il commento di Nicholson su Montemayor. L'ambasciatore fu colpito dallo zelo col quale il cardinale perorava la causa degli statunitensi e comunica le ragioni del cardinale argentino: Montemayor è figlio di un alto ufficiale della marina argentina; inoltre, «Come argentino, Montemayor si trova in acque familiari, legalmente ed eticamente, nello sviluppo del suo approccio a Guantanamo. E si è chiesto se i tribunali militari argentini del passato potranno presto trovare i loro equivalenti americani».

Ora, passi per De Mattei, che in fin dei conti non è un esponente del Vaticano, ma è davvero possibile che un cardinale addentro alle cose d'Oltretevere, la cui posizione su di una questione così delicata come la violazione dei diritti dei prigionieri è divenuta quella della diplomazia vaticana, possa rappresentare la Chiesa, per di più quella di Wojtyla?

Gianluca Di Feo e Stefania Maurizi, «La Chiesa approvò Guantanamo», l'Espresso, 29 aprile 2011; Elena Llorente, «Un monseñor argentino en Wikileaks», El Mundo, 29 aprile 2011.

lunedì 2 maggio 2011

Il coraggio di Wafa Sultan

Sulla storia di Wafa Sultan dice molto la sua pagina Wikipedia in italiano: che è una donna di origine siriana, che è stata educata all'Islam, che l'assassinio del suo professore universitario da parte dei "Fratelli musulmani" l'ha costretta a mettere in discussione la sua religione, che si è trasferita negli Stati Uniti, che lì ha iniziato a scrivere articoli critici dell'Islam e che è divenuta una celebrità dopo un suo confronto con un imam in diretta su al-Jazeera.

Sulla sua posizione si può dire che considera i paesi musulmani moderni arretrati rispetto all'Occidente, che condanna l'oscurantismo dell'Islam e la violenza contro gli infedeli, tutte cose che, ovviamente, le hanno garantito minacce di morte dai suoi ex-correligionari.

Per comprendere la forza di questa donna, una forza che la spinge a prendere una posizione per la quale è criticata dai suoi compatrioti, dalle persone che condividono la sua cultura, bisogna vedere il video (purtroppo solo in arabo con i sottotitoli in inglese):


Questo è un piccolo omaggio ad una donna coraggiosa.

domenica 1 maggio 2011

Robert Mugabe vìola i diritti umani, ma è invitato alla cerimonia di beatificazione di Wojtyła

Robert Mugabe detiene il potere nello Zimbawe da 31 anni. È accusato dai suoi oppositori e dai gruppi umanitari internazionali di violare i diritti umani e di contrastare i suoi avversari politici con la violenza; per di più, negli ultimi decenni la situazione del popolo zimbawese è divenuta più grave a causa delle errate politiche economiche del governo Mugabe. Senza contare i suoi recenti attacchi all'Europa, dove, ha detto, «c'è la feccia omosessuale».

Le violazioni dei diritti umani perpetrate dal suo regime hanno portato a sanzioni economiche internazionali, all'esclusione dello Zimbawe dal Commonwealth britannico; inoltre a Mugabe è vietato recarsi nei Paesi dell'Unione Europea e negli Stati Uniti.

Ma oggi Mugabe è a Roma, e non per essere messo sotto processo, ma per partecipare ad una festa. L'ha invitato il Vaticano per la beatificazione di Wojtyła; evidentemente, per Ratzinger le accuse di violazione dei diritti umani non sono ragioni sufficienti per definire Mugabe «persona non grata».

Robert Mugabe e consorte all'arrivo a Fiumicino: si recano a festeggiare in Piazza San Pietro
Ma la cosa che più mi indigna è il modo in cui Mugabe ha aggirato il divieto di arrivare in Italia.

Poiché lo Stato della Città del Vaticano non ha un aeroporto internazionale, Mugabe è arrivato all'aeroporto di Roma, a Fiumicino, in territorio italiano. La Repubblica Italiana ha condiviso le sanzioni europee contro Mugabe, ivi incluso il divieto di entrare nel territorio della Repubblica, ma ha chiesto all'Unione di accordare una deroga temporanea per questo evento.

Fosse stata una scelta del governo Berlusconi, sarebbe stata l'ennesima prova di subalternità dello Stato italiano al Vaticano; la cosa assurda è che, volente o nolente, il governo è stato costretto a chiedere la deroga perché lo richiede la Costituzione italiana! So che sembra assurdo, ma è vero: poiché Mugabe è un invitato del Vaticano, e poiché i Patti Lateranensi obbligano l'Italia a non impedire agli ospiti vaticani di recarsi in visita oltre Tevere, e poiché, infine, i Patti Lateranensi fanno parte della Costituzione e dunque sono materiale costituzionale, l'Italia è costretta a concedere l'accesso a Mugabe!

«Mugabe elude sanzioni UE grazie ai Patti Lateranensi», AGI News, 29 aprile 2011; «Cerimoniali», Bioetica, 1° maggio 2011; «Mugabe a Roma per la beatificazione», laRepubblica.it.

giovedì 28 aprile 2011

La svolta creazionista di Ratzinger

E alla fine Ratzinger l'ha detto chiaramente: i cattolici non possono credere all'evoluzione, devono essere creazionisti. E lo ha detto chiaramente nell'omelia della veglia di Pasqua:
Se l'uomo fosse soltanto un prodotto casuale dell'evoluzione in qualche posto al margine dell'universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura. Invece no: la Ragione è all'inizio, la Ragione creatrice, divina.
Dunque l'esistenza del Dio cristiano è incompatibile con la teoria dell'evoluzione così come osservata e compresa da centocinquanta anni a questa parte.

Segnalo l'articolo «Ratzinger e la creazione» da Il Pensatoio di McG, che analizza ulteriormente queste parole di Ratzinger.

Gian Guido Vecchi, «"L'uomo non è il prodotto casuale dell'evoluzione"», Corriere della Sera, 24 aprile 2011.

mercoledì 27 aprile 2011

In Siria il governo fa sparare sui contestatori, causando 450 morti. Indovinate da che parte sta la Chiesa siriaca?

In Siria il regime del dittatore Bashar al-Assad sta reprimendo nel sangue la ribellione del suo popolo, oppresso da una dittatura dal 1966 e suddito della dinastia al-Assad dal 1970.

I siriani chiedono la riforma dello Stato, ufficialmente egemonizzato dal partito Ba'ath e di fatto una dittatura familiare; al-Assad, dopo aver promesso l'abrogazione delle leggi speciali in vigore da decenni, ha scelto di usare la mano pesante contro gli oppositori, giungendo a far sparare le forze speciali contro i cortei dei funerali e facendo oltre 450 morti.

In una situazione del genere, in cui un dittatore sparge il sangue del proprio popolo per conservare il potere, da che parte sta la Chiesa del luogo? Da quella del dittatore, ovviamente.
«Siamo col governo e contro quei movimenti che lo oppongono», ha affermato il vescovo Philoxenos Mattias, portavoce della Chiesa ortodossa siriaca. «Qui in Siria non abbiamo problemi come i cristiani in altri paesi. Non abbiamo problemi col presidente».

Dunque, visto che al-Assad non perseguita la Chiesa siriaca, la Chiesa siriaca si schiera dalla sua parte, giustificando de facto gli assassinii ordinati da al-Assad.

Ogni volta che leggo dichiarazioni di sostegno delle varie Chiese a regimi dittatoriali che le favoriscono, non posso fare a meno di stupirmi e di indignarmi. Ma poi ricordo che non è la prima volta che accade, e mi convinco che sono io ad aspettarmi troppo...

Ignazio Zakka I Iwas (secondo da sinistra), Patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente, a fianco di Bashir al-Assad, Presidente della Repubblica araba di Siria.
Richard Spencer, «Syria: President Bashir al-Assad has a staunch friend in the Church», The Telegraph, 27 aprile 2011.

lunedì 25 aprile 2011

De Mattei se la prende con Messina e Varsavia, dietro ispirazione di due «santi» canonizzati da Wojtila

Roberto De Mattei, lo storico del Cristianesimo (presso l'università dei Legionari di Cristo) che le lungimiranti Letizia Moratti e Mariastella Gelmini hanno elevato alla vicepresidenza del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha trovato un altro bersagilio, dopo atei e giapponesi: i messinesi colpiti nel 1908 dal sanguinoso terremoto e la popolazione di Varsavia, devastata dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Faustina Kowalska
Secondo De Mattei, dietro le catastrofi c'è sempre Dio, e il terremoto del 1908 sarebbe stato mandato da Dio contro Messina per colpire l'ateismo dei messinesi (Messina è famosa per essere una città atea!), mentre la distruzione di Varsavia per mano nazista sarebbe stata orchestrata da Dio per punire i varsaviesi degli aborti che praticavano (Varsavia, la città dell'aborto!).

Due sono le considerazioni da fare. Per l'ennesima volta, va sottolineato che questa persona non è all'altezza di ricoprire la seconda carica del principale istituto italiano di ricerca, quali che siano i suoi agganci con congregazioni cattoliche conservatrici (per di più in disgrazia, dopo la scoperta delle malefatte del loro fondatore, Marcial Maciel Degollado).

Annibale Di FranciaSecondo, va notato come De Mattei non sia poi così isolato, nel variegato mondo del pensiero cattolico. Sebbene Raniero Cantalamessa abbia affermato che «terremoti, uragani e altre sciagure che colpiscono insieme colpevoli e innocenti non sono mai un castigo di Dio», e che affermare il contrario significa «offendere Dio e gli uomini» (bontà sua), le posizioni di De Mattei sono riconducibili a due figure di spicco del cattolicesimo del XX secolo. Il vaneggiamento di De Mattei contro Messina, infatti, riprende quello di Annibale Di Francia, proclamato santo da Wojtyla; quello contro Varsavia, città martire della ferocia nazista, è invece mutuato dalla visionaria Faustina Kowalska, anch'essa canonizzata da Wojtyla.

Possibile che dopo duemila anni, nella Chiesa si possano annidare ancora oggi posizioni così oscurantiste? Possibile che personaggi che, magari per essere vissuti in un'altra epoca, sono portatori di messaggi così nefasti e disumani siano considerati santi, e presi a modello da cristiani così influenti? Possibile che Wojtila non fosse a conoscenza delle affermazioni di queste persone, e le abbia ritenute degne di essere canonizzate?

Marco Pasqua, "Messina e Varsavia punite da Dio e il Vaticano censura De Mattei", laRepubblica, 23 aprile 2011. Ricordo la petizione per chiedere le dimissioni di De Mattei dal suo incarico al CNR: http://www.petizionionline.it/petizione/dimissioni-del-vicepresidente-del-cnr-roberto-de-mattei/3730

martedì 19 aprile 2011

Ritrovamento di una delle steli dedicate ai caduti a Maratona (e piccola riflessione sulle prove storiche)

È una scoperta archeologica e storica di notevole spessore, ma dubito che finirà per avere un qualche rilievo sui giornali o la televisione. Perché? Semplice, perché questa è storia, non una bufala come i presunti codici di piombo col ritratto di Gesù, la fine del mondo predetta dai Maya o persino i microbi alieni sulla Terra.

Nella villa di Erode Attico (un interessante personaggio!) è stata ritrovata un paio di anni fa una stele recante una ventina di nomi (scritti bustrofedicamente in diagonale sulla stele). Secondo gli studiosi che l'hanno esaminata, si tratta di una delle dieci steli di marmo bianco erette dalle dieci tribù ateniesi (in questo caso si tratta della tribù Erechtheis) nei pressi della piana di Maratona per commemorare i 192 caduti ateniesi nella battaglia di Maratona del 490 a.C. (esattamente 2500 anni fa a settembre di quest'anno). La stele, che non può essere stata eretta dopo il 403 a.C. ma che probabilmente è precedente, elenca i nomi dei soldati di quella tribù che caddero in battaglia, e fu portata da Erode nella sua villa in quanto il ricco ateniese affermava di discendere dalla famiglia di Milziade, il generale ateniese che combatté a Maratona.

Ma c'è un'ulteriore ragione per questo articolo. Tempo fa parlai della differenza tra storia e mito, o meglio del tipo di prove che gli storici cercano nelle loro ricostruzioni del passato e di quelle di cui i fedeli si accontentano per sostenere che la propria versione degli eventi storici legati alla loro religione sia quella vera. Ecco, questo ritrovamento dimostra come degli eventi storici più disparati si possano trovare prove che confermano (in questo caso) o smentiscono le ricostruzioni degli storici; nel caso delle religioni, invece, o le prove non ci sono, o confermano quanto sostenuto dai fedeli oppure sono "eretiche". Una differenza non da poco.

«Marathon Casualty List?», Rogueclassicism, 18 aprile 2011; Diana Gilliland Wright, «The Marathon Stone», Surprised by Time, 9 aprile 2011; Nikolaos Markoulakis, «The Tumulus of Marathon a creation of Herodes Atticus», Sparta, 9 maggio 2009. La foto della stele proviene dalla pubblicazione Horos [17-21 (2004-2009) 679-692].

lunedì 11 aprile 2011

De Mattei delira: «Il Paradiso terrestre è esistito davvero»

la Repubblica ha pubblicato un'intervista a Roberto De Mattei, il vicepresidente del CNR secondo il quale l'evoluzione è falsa e il terremoto del Giappone è stato mandato da Dio, intitolata «De Mattei il fondamentalista "Il Paradiso è esistito davvero"».

Ecco uno stralcio:

De Mattei: "Per un cattolico la Sacra Scrittura va letta non come libero esame razionalista, ma alla luce della tradizione e del magistero della Chiesa".

Intervistatore: Con quali conseguenze?
DM: "Che un cattolico deve credere, per esempio, nella storicità di quel passo della Genesi in cui si afferma che Adamo ed Eva sono la coppia originaria da cui è nato il genere umano".

I: Uno scienziato inorridirebbe.
DM: "Respingo il poligenismo evoluzionista. Se un cattolico lo accettasse verrebbe a cadere l'idea di un peccato originale trasmesso da una coppia di progenitori a tutta l'umanità. La mia battaglia culturale non è solo contro il laicismo, ma si svolge soprattutto all'interno del mondo cattolico sottomesso al clima intellettuale dominante".

I: Insomma lei sostiene che Adamo ed Eva non sono figure simboliche ma reali?
DM: "Il paradiso terrestre è una realtà storica non una metafora".

I: Non le viene il dubbio che la storia della Terra, la sua origine, si possa raccontare in maniera diversa?
DM: "Io ripropongo una cosmologia cristiana che fa capo alla stessa visione di Benedetto XVI".

E questa persona sarebbe qualificata per fare il vice-presidente del massimo ente di ricerca scientifica italiano?

Ricordo la petizione per le dimissioni di De Mattei: http://www.petizionionline.it/petizione/dimissioni-del-vicepresidente-del-cnr-roberto-de-mattei/3730

sabato 2 aprile 2011

Idioti uccidono ancora: almeno dieci morti (due decapitati) in Afganistan per vendetta contro un Corano bruciato

Non ci voleva molto per capire che, tra un miliardo e passa di musulmani, qualche idiota sarebbe passato dalle minacce ai fatti, dall'idiozia al crimine atroce.

Pochi giorni fa ho scritto il post «Pastore statunitense brucia un Corano, proteste da tutto il mondo islamico», raccontando di come il becero pastore cristiano Terry Jones avesse bruciato una copia del Corano e di come nel mondo islamico vi fossero state proteste formali, manifestazioni e minacce di morte. Ebbene, dalle minacce sono passati ai fatti.
Dieci o più funzionari civili dell'ONU sono stati assassinati in una città dell'Afganistan settentrionale, e due di loro sono stati decapitati. Una marcia di protesta contro il rogo del Corano per mano di Jones è stata usata come copertura per l'attacco alla sede dell'ONU, durato per diverse ore e costato la vita anche a cinque degli aggressori.
Assassinare una persona è criminale; decapitarla è bestiale. Fare queste cose a più persone perché qualcuno ha bruciato un libro è disumano: chiunque lo faccia  ammette apertamente di rinunciare ad essere un uomo e di essere una bestia.

Quanto al gesto idiota di Jones, ripeto che bruciare un libro è un gesto idiota. Bisogna leggere i libri, non bruciarli, perché solo leggendoli si possono scoprire cose come queste:
Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! (Corano, 8:12)

Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati (Corano, 47:4)
Solo leggendo ciò che sta scritto nei libri si può scoprire che l'attacco in Afganistan non è la reazione rabbiosa di una folla di persone che si sentono offese, ma l'applicazione letterale degli insegnamenti del Corano!

Dunque nessuna compassione è possibile, nessuna giustificazione è ammissibile, per questi violenti e per la loro religione violenta.

La citazione del Corano, nella traduzione del sito http://www.corano.it/, è ripresa dall'articolo «The Quran made them do it», da Dwindling in Unbelief.

venerdì 1 aprile 2011

Il potere dell'illusione: quando gli psicofarmaci riescono lì dove gli esorcismi falliscono

«Exorcism-resistant ghost possession treated with clopenthixol»

Cioè qualcosa tipo:
«Possessione spiritica resistente agli esorcismi trattata col clopentixolo»

Niente male come titolo per una pubblicazione scientifica, no? Anche l'abstract è interessante:

PREMESSA: Un indiano residente in Gran Bretagna spiegava il suo comportamento criminale con una possessione spiritica episodica. Gli esorcismi tradizionali non avevano funzionato.

METODOLOGIA: Una diagnosi «occidentale» di uno stato dissociativo o di schizofrenia paranoide era stata elaborata. Il trattamento iniziava con l'uso di trifluoperazina e clopentixolo.

RISULTATI: Il paziente ha mostrato una remissione durante il trattamento neurolettico, malgrado precedenti prove di una possessione genuina.

CONCLUSIONI: Molte culture danno origine a casi di possessioni spiritiche apparentemente genuine. I neurolettici possono alleviare i sintomi di possessione resistente agli esorcismi.

No, non è un pesce d'aprile, ma un vero articolo scientifico (Hale AS, Pinninti NR. «Exorcism-resistant ghost possession treated with clopenthixol». Br J Psychiatry. 1994 Sep;165(3):386-8.) che riporta la cura di una possessione spiritica attraverso l'uso di farmaci anti-psicotici, dopo che esorcismi di ben tre religioni differenti non avevano funzionato e malgrado vi fossero testimoni oculari della possessione.