sabato 21 novembre 2009

Sull'irrazionalità degli atei

Pubblico qui la mia risposta al post "Risposta: l'irrazionalità degli atei", dato che l'autore ha preferito cancellarla e rispondere solo alle parti che più riteneva opportune, lasciando cadere le altre.

"Il Censore sembra inviperito...forse perchè gli abbiamo colpito la sua UAAR..."

Non si preoccupi, non sono per nulla inviperito, anzi.

Le avevo detto che "Predicare contro qualcosa non rende quella cosa vera", facendole l'esempio della predicazione contro gli dèi pagani. Lei ha evitato di rispondere al rilievo "logico" (se mi concede di usare il termine) e si è concentrato sull'esempio. Ricordavo l'episodio dell'Areopago e l'accoglienza riservata a Paolo, ma non la frase da lei citata: sono andato a verificare e ho notato che il suo significato, estrapolato dal contesto, cambia (e dire che lei aveva avvertito me dei pericoli di citare fuori dal contesto, i casi della vita!). Paolo parlava di una statua "Al dio sconosciuto" e dice di voler rivelare questo dio: non sta dunque predicando contro altri dèi, dunque l'uso dell'esempio per confutare la mia posizione è errato.

Resta comunque il concetto centrale: non si può affermare che sostenere l'inesistenza di Dio sia una prova della sua esistenza!

"Assolutamente falso: ho molti amici atei (quelli veri non finti come i tuoi amici UAAR) e a loro non frega niente dello sbattezzarsi poichè gli è indifferente il sacramento del battesimo."

A parte la velenosa punzecchiatura fuori luogo, non è lei che si lamentava di chi non portava fonti? Le ho portato come fonte la pagina dell'associazione che promuove lo sbattezzo, ma lei ritiene che quanto sta scritto conti meno dell'opinione che lei si è fatto personalmente grazie alla conoscenza di atei che non si sbattezzano. Non le pare poco serio?

"Ho scritto spesso con gli Atei Italiani e le motivazioni dello sbattezzo le conosco bene: credono e credete così di non risultare più appartenenti alla Chiesa (riconoscendo così il valore del Battesimo)."

Vede, lei non è lontano dalla verità, e infatti sa che alcuni atei si sbattezzano per non essere contati tra le pecorelle di Santa Madre Chiesa, ma poi cade nell'errore logico di cui prima e crede che siccome il battesimo è un atto religioso, allora anche lo "sbattezzo" lo sia: non lo è, è un atto civile.

"In realtà sarete sempre appartenenti della Chiesa perché non ci si può "sbattezzare" per la dottrina cattolica."

Come sta scritto nella fonte che le ho fornito, non è questa la motivazione per la quale la gente si sbattezza.

"Un consiglio? Godetevi la vita!!"

Magari! Per godere della vita, però, dovrebbero sparire tutte quelle limitazioni della libertà pubblica e privata basate su credenze metafisiche non condivisibili da tutti.

"Ricordo con grande garbo che la Chiesa cattolica farà rientrare sempre nelle statistiche gli sbattezzandi."

Se continuassero a considerare come propri fedeli gente che ha pubblicamente dichiarato di voler uscire dal gregge, non avrebbero bisogno di punire queste persone con ripicche tipo l'impossibilità di fare da padrino ai battesimi o il matrimonio religioso (forse non hanno capito che stanno parlando con degli atei...)

Un saluto sincero.

Come detto, l'autore del blog ha cancellato il commento e ha parzialmente risposto. Qui di seguito le mie considerazioni.


"Complimenti! Ed è pure andato a verificare (chissà se non lo avesse fatto)!"

Avrei dovuto concederle un punto non suo. La citazione integrale del brano degli Atti mostra che abbiamo entrambi compreso cosa avvenne e di cosa parlava Paolo, solo che lei estende l'episodio a comprendere tutti gli déi pagani. E, comunque, le ricordo il fulcro della discussione: in contrasto con lei dico che si può affermare l'inesistenza di qualcosa senza in alcun modo dimostrarne l'esistenza. Un esempio? "Non esiste un'invisibile unicorno rosa dietro le sue spalle", affermazione che non implica l'esistenza di questo essere, giusto?

"Perchè sono atei veri a cui non interessa nè della Chiesa, nè delle sue statistiche, nè di Dio, nè di associazioni religiose deistiche o anti-deistiche come la UAAR e quindi non hanno motivi per sbattezzarsi."

Ah, ecco, ora molte cose sono chiare. Siccome lei si aspetta che gli atei si comportino in un certo modo, e che in particolare si estraneino dal mondo e permettano ai credenti di monopolizzarlo, ogni ateo che promuove la propria visione della vita non rientra nei suoi schemi e dunque non è un "vero" ateo. Mi auguro che lei possa incontrare molti di questi "atei molesti": gioverebbe alla sua capacità di accettare chi la pensa differentemente.

"[Quelli che si sbattezzano] dovrebbero allora cancellarsi dai registri delle scuole cattoliche che hanno frequentato da piccoli senza che nessuno chiedesse il loro permesso ecc...."

Non si entra a far parte del novero dei cristiani frequentando una scuola cristiana, ma attraverso il battesimo; dunque è più che razionale segnare la propria uscita dal "gregge" attraverso la negazione del battesimo, mentre la cancellazione dalle liste delle scuole non ha questo significato.

"Ribatte dicendo: "Magari! Per godere della vita, però, dovrebbero sparire tutte quelle limitazioni della libertà pubblica e privata basate su credenze metafisiche non condivisibili da tutti". Finchè c'è la democrazia e finchè i politici affermeranno i valori cattolici sarà così. Ma non è limitazione, si chiama democrazia."

La democrazia che ignora i diritti fondamentali si chiama dittatura della maggioranza. Dato che esiste la libertà di religione, malgrado tutti gli sforzi della Chiesa, nessuno può essere obbligato a vivere la propria vita secondo i dettami di una religione che non condivide, dunque le argomentazioni religiose non sono criteri oggettivi, e dunque non possono essere usati per argomentare posizioni politiche.

"Poi per godersi la vita occorre conoscerne il significato e lo scopo, altrimenti si sopravvive..lei ne sa qualcosa??"

Perché, ha motivo di dubitarne?

Arrivederci.

Aggiornamento (23 novembre): il sig. Aguedo ha pensato bene di cancellare il mio commento, che segnalava questa risposta. Non posso non pensare che abbia finito le argomentazioni razionali per giustificare la sua fede.

6 commenti:

  1. Scoperto ieri questo blog, con piacere.

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  2. ateo è colui che non conosce l amore di DIO ,anzi lo rifiuta

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  3. Purtroppo anche le mie esperienze con "credenti" che tentano di sostenere le loro posizioni sono analoghe alle tue: Però io non capisco una cosa: se sono così intimamente convinti di aver ragione e che alla fine la loro posizione si dimostrerà l'unica valida, perché ci tengono tanto a queste formalità? Perchè per loro è così fondamentale che gli atei NON si sbattezzino? L'argomento è del tutto reversibile: se per loro comunque si rimane nel "Gregge del Signore" perché si incavolano tanto, visto che per la Chiesa non cambia nulla?

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  4. La mia spiegazione è che per quanto possa essere la loro fede, in fondo in fondo si sentono che ha fondamenta instabili: già senza stimoli esterni non riescono a seguire le regole della loro religione (che spesso sono così astruse e ottuse che sembrano fatte apposta per non essere rispettate), figuriamoci quando qualcuno attorno a loro sembra vivere tranquillamente senza le paure che li attanagliano.

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  5. Caro censone, sareste voi atei che vivete tranquillamente nella vostra fede tanto da aprire continuamente blog contro chi la pensa diversamente? I meno coerenti siete proprio voi.

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