martedì 16 marzo 2010
Austeritas et seueritas
Simpatica vignetta di Stefano Disegni, in tema con l'ultimo post, pubblicata su Il Fatto Quotidiano del 15 marzo 2010.
lunedì 15 marzo 2010
Vergognose coperture

Mio malgrado devo tornare al tema dei sacerdoti cattolici che compiono abusi sessuali sui minori.
Nessuno è così pazzo da dire che tutti i preti cattolici sono pedofili; spero inoltre che la percentuale di pedofili tra i preti sia inferiore a quella nelle altre classi sociali. Plaudo, infine, alle dichiarazioni di collaborazione da parte delle gerarchie ecclesiastiche, sperando che siano seguite dai fatti.
Quello che non ammetto, che trovo letteralmente schifoso, è il tentativo di minimizzare i casi e ridicolizzare le vittime. Si tratta di un comportamento sempre sconveniente, specie per chi pretende di essere depositario della morale, ma che diventa vergognoso quando si sta parlando di abusi sessuali su minori. Ripeto: abusi, sessuali, su minori.
Un esempio di questo comportamento è la dichiarazione rilasciata da Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede:
Lascio rispondere Christopher Hitchens. Riguardo alle affermazioni di Lombardi, Hitchens scrive:
Nessuno è così pazzo da dire che tutti i preti cattolici sono pedofili; spero inoltre che la percentuale di pedofili tra i preti sia inferiore a quella nelle altre classi sociali. Plaudo, infine, alle dichiarazioni di collaborazione da parte delle gerarchie ecclesiastiche, sperando che siano seguite dai fatti.
Quello che non ammetto, che trovo letteralmente schifoso, è il tentativo di minimizzare i casi e ridicolizzare le vittime. Si tratta di un comportamento sempre sconveniente, specie per chi pretende di essere depositario della morale, ma che diventa vergognoso quando si sta parlando di abusi sessuali su minori. Ripeto: abusi, sessuali, su minori.
Un esempio di questo comportamento è la dichiarazione rilasciata da Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede:
«È piuttosto chiaro - ha rimarcato - che negli ultimi giorni vi è chi ha cercato, con un certo accanimento a Ratisbona e a Monaco, elementi per coinvolgere personalmente il santo Padre nelle questioni degli abusi». Tuttavia, ha detto, «per ogni osservatore obiettivo, è chiaro che questi sforzi sono falliti». Le alte gerarchie vaticane sono preoccupate e offese per la piega che sta prendendo la vicenda: la «linea dell’assoluta trasparenza e del rigore voluta da Ratzinger», quando era prefetto della Congregazione per la Fede, è stata ritorta proprio contro il suo pontificato.
Lascio rispondere Christopher Hitchens. Riguardo alle affermazioni di Lombardi, Hitchens scrive:
Si sbaglia due volte. Per prima cosa, nessuno si è dovuto sforzare a trovare questi elementi: sono venuti a galla, come era destino che fosse. In secondo luogo, questo estendersi del terribile scandalo al più alto livello della Chiesa cattolica romana è un processo che è appena iniziato. Eppure divenne in un certo senso inevitabile quando il Collegio dei Cardinali elesse, come vicario di Cristo sulla Terra, l'uomo principalmente responsabile per la copertura originale (uno dei santi votanti in quella "elezione" era il cardinale Bernard Law di Boston, un uomo che ha già trovato la giustizia del Massachusetts un po' troppo calda per i suoi gusti).
A questo punto ci sono due questioni separate ma collegate. Primo, la responsabilità individuale del papa in un caso di questo incubo morale e, secondo, la sua più generale e istituzionale responsabilità per la lunga serie di crimini e per la vergogna e il discredito che ne consegue. La prima storia è facilmente detta, e non è negata da alcuno. Nel 1979, un bambino undicenne tedesco identificato come Wilfred F. fu portato in vacanza sulle montagne da un prete. Dopodiché, gli fu somministrato dell'alcol, fu chiuso nella sua stanza da letto, spogliato, e costretto a succhiare il pene del suo confessore (perché ci limitiamo a chiamare questo genere di cose un "abuso"?). Il prete colpevole fu trasferito da Essen a Monaco per una "terapia" per decisione dell'allora arcivescovo Joseph Ratzinger, e fu assicurato che non avrebbe più avuto bambini da curare. Ma non ci volle molto tempo al vice di Ratzinger, il vicario generale Gerhard Gruber, a rimandarlo al suo lavoro "pastorale", dove presto riprese la sua carriera di violenze sessuali.
domenica 14 marzo 2010
Paolo vs. Giuseppe
Un botta e risposta tra Joseph Ratzinger e Paolo di Tarso.
Dall'Angelus di domenica 14 marzo 2010:
Dalla Prima lettera ai Corinzi, 13.11, del 54/55:
Dall'Angelus di domenica 14 marzo 2010:
Vi può essere una fase che è come l’infanzia: una religione mossa dal bisogno, dalla dipendenza. Via via che l’uomo cresce e si emancipa, vuole affrancarsi da questa sottomissione e diventare libero, adulto, capace di regolarsi da solo e di fare le proprie scelte in modo autonomo, pensando anche di poter fare a meno di Dio.
Dalla Prima lettera ai Corinzi, 13.11, del 54/55:
Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.
Zola, Lourdes e gli apologeti cattolici
Vittorio Messori è uno dei principali scrittori cattolici italiani. Messori è stato in gioventù un laico agnostico, che nel 1964 si convertì al cattolicesimo a seguito della lettura dei Vangeli; da allora è diventato un fervente cristiano in cerca di spiegazioni razionali a sostegno della sua fede, un difensore del cattolicesimo. Un apologeta, insomma, e un apologeta di successo: il suo Ipotesi su Gesù (1976) ha venduto un milione e mezzo di copie, ha scritto un libro-intervista a Giovanni Paolo II e uno con Joseph Ratzinger, quando non era ancora pontefice.Per il Corriere della Sera, Messori ha pubblicato un articolo intitolato «Come nell'Ottocento si riaccende (ora su Internet) la guerra di Lourdes», scaturito dal dibattito legato al film Lourdes, di Jessica Hausner (di cui ho già parlato). Nel suo articolo Messori attacca Emile Zola, che lui chiama «maestro del materialismo ateo». Messori narra di come nel 1892 Zola, che si era aggregato al Pellegrinaggio Nazionale al santuario mariano per scrivere il suo romanzo Viaggio a Lourdes, conobbe una donna coperta di piaghe purulente, Marie Lebrauchu, e disse che si sarebbe convertito se essa fosse guarita miracolosamente. Messori aggiunge che Lebrauchu guarì non appena immersa nell'acqua, ma che Zola, pur assistendo incredulo ai fatti, non si convertì: anzi, tentò di corrompere Lebrauchu per farle negare la guarigione, inutilmente.
Questa storia, già citata da Messori nel libro Ipotesi su Maria, fu ripresa da Antonio Socci, altro apologeta cristiano e fervente devoto della Madonna in un articolo su Libero.
Eppure le cose non sono andate nel modo narrato da Messori. Lo svela Pierluigi Pellini, docente di Letterature comparate all'Università di Siena e curatore dell'edizione italiana dei romanzi di Zola. Pellini spiega come Messori abbia attribuito a Zola gli eventi narrati al protagonista del romanzo, scambiano la finzione per la realtà; Messori avrebbe anche accettato senza verificarle le accuse contro Zola formulate all'epoca dal medico incaricato di verificare le guarigioni miracolose e dal biografo di Bernardette (la pastorella che avrebbe avuto le visioni).
Putroppo, la replica di Pellini è stata ignorata dal Corriere della Sera, ed è stata pubblicata solo il 13 marzo su Il Fatto Quotidiano («Chi ha paura di Emile Zola», p. 18). Se il Corriere non ne prendesse atto, potremmo gridare alla censura cattolica? Probabilmente ci sono altre ragioni, ma che un quotidiano nazionale pubblichi un tale articolo senza poi pubblicarne la smentita è un segno negativo dei tempi.
Nella prima foto, Vittorio Messori.
Aggiornamento. Pare che Messori abbia risposto a Pellini sul Corriere. Dico "pare", perché un anonimo commentatore ha fatto il giro dei blog che hanno trattato l'argomento e ha postato il link ad un articolo di Messori sul sito di Messori; però questo articolo è accessibile solo attraverso il link diretto dell'anonimo commentatore, perché Messori non l'ha ancora pubblicato "in attesa della pubblicazione sul Corriere della Sera, domenica". A tal proposito, Pellini ha spiegato perché non ha ancora risposto a Messori nel post "Bufale alla carica", dal sito Nazione Indiana.
sabato 13 marzo 2010
Complessità e creatore
Una delle prove a favore dell'esistenza di un creatore è la complessità dell'universo. I creazionisti, e coloro che sostengono quantomeno di un progettista delle leggi fisiche, affermano che non sia possibile spiegare la complessità dell'universo senza postulare l'esistenza di un essere pensante che l'abbia progettato.
Sul sito Common Sense Atheism sono stati pubblicati due spettacolari filmati che dimostrano come meccanismi semplici ma potentissimi, come quelli alla base dell'evoluzione per selezione naturale, possano portare all'emersione della complessità senza la presenza di un progettista.
Riporto qui i due filmati pubblicati su Common Sense Atheism.
Nei documentari naturalistici si dice sempre che i formicai sono strutture complesse e gigantesche, ma non è sempre facile capire quanto siano complesse e gigantesche queste opere di esserini non intelligenti.
Richard Dawkins racconta della coltivazione dei funghi e della lotta antiparassitaria attraverso la diffusione di antibiotici. Nei formicai.
Sul sito Common Sense Atheism sono stati pubblicati due spettacolari filmati che dimostrano come meccanismi semplici ma potentissimi, come quelli alla base dell'evoluzione per selezione naturale, possano portare all'emersione della complessità senza la presenza di un progettista.
Riporto qui i due filmati pubblicati su Common Sense Atheism.
Nei documentari naturalistici si dice sempre che i formicai sono strutture complesse e gigantesche, ma non è sempre facile capire quanto siano complesse e gigantesche queste opere di esserini non intelligenti.
Richard Dawkins racconta della coltivazione dei funghi e della lotta antiparassitaria attraverso la diffusione di antibiotici. Nei formicai.
venerdì 12 marzo 2010
Pedofili, penitenze e aborti
Non è possibile dare un giudizio totalmente negativo delle realtà religiose, in particolare, per chi vive in Italia, della Chiesa cattolica. Ci sono molti àmbiti in cui le opere di religiosi e laici cattolici sono encomiabili e sostenibili, vi sono molti cattolici che, in virtù della loro fede, operano per il bene del prossimo.Certo ci sono le mele marce, i comportamenti discutibili, ma se per avere un Luigi Ciotti dobbiamo prenderci nel pacco pure un Livio Fanzaga non ci possiamo lamentare troppo, ci abbiamo guadagnato (anche se lo scambio non ci proibisce né ci esime dal criticare i comportamenti inappropriati e le ingerenze).
Quello che suona più strano è il contrasto tra la pretesa autorità morale della Chiesa, e dei vertici della gerarchia ecclesiastica, e le posizioni talvolta poco condivisibili e contrarie alla morale comune che la Chiesa e i suoi esponenti assumono.
In questi giorni, nel Palazzo della Cancelleria a Roma si sta tenendo un corso sulla penitenza per 600 sacerdoti. In questa occasione, il Reggente della Penitenzieria, Gianfranco Girotti, oltre a fornire una lista dei "sette peccati sociali", ha reso alcune dichiarazioni contrarie alla morale comune. In un'intervista a Il Messaggero, «Monsignor Girotti: più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che ha abortito», ha detto:
E per quanto riguarda la pedofilia come si deve comportare un confessore che raccoglie la confessione di un pedofilo? Che consigli fornite?
«Un penitente che si è macchiato di un delitto simile, se è è pentito sinceramente, lo si assolve. E’ chiaro che dinnanzi a casi di persone consacrate soggette a disordini morali costanti e gravi (sottolineo, costanti e gravi) il confessore dopo aver, senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l’assoluzione consiglierà di abbandonare la vita ecclesiastica».
Come si vede, il "penitenziere capo" della Chiesa cattolica afferma che i confessori debbano mettere in atto tutti i tentativi per ottenere l'assoluzione del prete pedofilo, e solo se i disordini fossero costanti e gravi, il confessore deve consigliare l'allontanamento dalla vita ecclesiastica.
In altre parole, casi come il vergognoso spostamento di parrocchia in parrocchia del prete pedofilo John Geogan, andato avanti per anni col consenso delle gerarchie della diocesi di Boston - in primis il cardinale Bernard Law - che erano a conoscenza dei continui abusi di Geogan sui bambini delle sue parrocchie, non sono stati aberrazioni casuali, ma sono il risultato dell'applicazione della dottrina penitenziale cattolica.
Una persona normale, infatti, andrebbe di filato a denunciare il pedofilo alle autorità competenti, polizia e/o asl; e infatti la giornalista, Franca Giansoldati, chiede subito a Girotti:
Ma il confessore può andare dall’autorità giudiziaria e denunciarlo?
«Assolutamente no. Il confessore non solo non può imporgli l’autodenuncia, ma non può nemmeno recarsi da un magistrato per denunciarlo. Romperebbe il sigillo sacramentale. Una cosa gravissima. Se lo facesse il confessore incorrerebbe nella scomunica ipso facto, immediata. E poi verrebbe meno pure la fiducia sacramentale che è una disciplina molto rigida da sempre. [...]».
Ma certo! Ci saranno dei bambini abusati per anni da gente come Geogan, ma almeno avremo preservato il "sigillo" e la "fiducia sacramentale"!
Di fronte a questa aberrante moralità, che tratta in maniera lassista reati come l'abuso sui minori e disordini mentali come la pedofilia, una persona comune nota il diverso trattamento riservato ad altri "peccati", che sono comportamenti invece legali. La giornalista infatti chiede:
Perché i confessori possono assolvere direttamente un omicidio o anche un abuso sessuale ma non possono assolvere una donna che ha abortito se non prima di avere ottenuto dal vescovo una dispensa speciale?
«L'aborto viene considerato un peccato riservato, diciamo speciale. Oltre all'aborto vi è la violazione del sigillo sacramentale, l'assoluzione di un complice e la profanazione dell'eucarestia.»
Quindi Girotti conferma che abortire è un atto così grave da richiedere la dispensa vescovile per avere l'assoluzione; di contro, se si indossa una tonaca e si abusa sessualmente di bambini, il vescovo al più ci fa fare il giro delle parrocchie. Bella morale, questa.
Alla fine della risposta precedente, Girotti chiosa:
«Nel caso specifico è chiaro che la Chiesa vuole tutelare al massimo la vita della persona più debole, più fragile, e cosa c'è di più inerme di una vita che è in divenire e non è ancora nata?»
Per me, caro Girotti, ci sono i tanti bambini che per decenni sono stati costretti a subire gli abusi sessuali di sacerdoti; per te, evidentemente, di più importante da preservare c'è la "fiducia sacramentale"!
Nella foto, Gianfranco Girotti, Reggente della Penitenzieria vaticana. Tra gli articoli correlati a questo, segnalo due post dal blog di Antonio Lombatti, autore anche di un interessante post sull'origine del celibato dei preti.
giovedì 4 marzo 2010
I "sindonologi", difensori della fede (I)

Si avvicina l'ostensione della Sindone di Torino e i "sindonologi" iniziano a fremere, dato che saranno loro a finire sotto la luce dei riflettori, loro e i loro libri.
Naturalmente l'autenticità della Sindone è al centro delle discussioni e dei libri, più che altro perché se si accettassero le conclusioni delle datazioni al carbonio 14, che fanno risalire la tessitura della Sindone al XIV secolo, si dovrebbe rinunciare alle interviste, ai libri, e ovviamente alla stessa ostensione (che, non dimentichiamolo, mette in moto un giro di denaro non indifferente).
Alcuni sindonologi incappano in svarioni, in questi momenti di eccitata attività, e, manco a farlo apposta, questi svarioni puntano sempre in direzione dell'autenticità della Sindone di Torino. In uno di questi è incappato Pier Luigi Baima Bollone.
Baima Bollone è un professore universitario di medicina, noto sindonologo e autore di opere quali Psicologia di Gesù e Psicologia di Mussolini. Ha contribuito alla ricerca sull'autenticità della Sindone con studi sulla presenza di resti di sangue umano sul telo, ed è stato nominato Direttore onorario del Centro Internazionale di Sindonologia, una costola della Confraternita del Santissimo Sudario della Diocesi di Torino.
Come segnalato da Antonio Lombatti nel suo post "Sindonologia disonesta", Baima Bollone ha affermato in un'intervista alla Radio Vaticana che le prove radiometriche del carbonio 14 «sono state sconfessate pubblicamente dallo stesso laboratorio di Oxford che eseguì le analisi». Eppure lo stesso Lombatti aveva in passato ricostruito l'origine di questa diceria, giungendo a trovare l'originale della dichiarazione del direttore del laboratorio ossoniense, che, però, dice l'esatto contrario di quanto affermato da Baima Bollone.
Certo, potrebbe trattarsi di un lapsus, ma nella stessa intervista Baima Bollone spiega le ragioni dello studio della Sindone, le sue ragioni: secondo Baima Bollone, gli studi non ricercano «la verità ultima sull’immagine piuttosto, come lo definì Giovanni Paolo II, “il volto eloquente e silenzioso della Sindone” evidenzia “la fragilità della ragione nel cogliere la storia di quell’Uomo rimasto impresso sul telo per restare per sempre sotto gli occhi del mondo”».
Se si parte da questi presupposti, se l'oggetto della ricerca è così "alto", tutto il resto perde di importanza, e non si bada agli "effetti collaterali", a costo di far vittime come la verità.
Naturalmente l'autenticità della Sindone è al centro delle discussioni e dei libri, più che altro perché se si accettassero le conclusioni delle datazioni al carbonio 14, che fanno risalire la tessitura della Sindone al XIV secolo, si dovrebbe rinunciare alle interviste, ai libri, e ovviamente alla stessa ostensione (che, non dimentichiamolo, mette in moto un giro di denaro non indifferente).
Alcuni sindonologi incappano in svarioni, in questi momenti di eccitata attività, e, manco a farlo apposta, questi svarioni puntano sempre in direzione dell'autenticità della Sindone di Torino. In uno di questi è incappato Pier Luigi Baima Bollone.
Baima Bollone è un professore universitario di medicina, noto sindonologo e autore di opere quali Psicologia di Gesù e Psicologia di Mussolini. Ha contribuito alla ricerca sull'autenticità della Sindone con studi sulla presenza di resti di sangue umano sul telo, ed è stato nominato Direttore onorario del Centro Internazionale di Sindonologia, una costola della Confraternita del Santissimo Sudario della Diocesi di Torino.
Come segnalato da Antonio Lombatti nel suo post "Sindonologia disonesta", Baima Bollone ha affermato in un'intervista alla Radio Vaticana che le prove radiometriche del carbonio 14 «sono state sconfessate pubblicamente dallo stesso laboratorio di Oxford che eseguì le analisi». Eppure lo stesso Lombatti aveva in passato ricostruito l'origine di questa diceria, giungendo a trovare l'originale della dichiarazione del direttore del laboratorio ossoniense, che, però, dice l'esatto contrario di quanto affermato da Baima Bollone.
Certo, potrebbe trattarsi di un lapsus, ma nella stessa intervista Baima Bollone spiega le ragioni dello studio della Sindone, le sue ragioni: secondo Baima Bollone, gli studi non ricercano «la verità ultima sull’immagine piuttosto, come lo definì Giovanni Paolo II, “il volto eloquente e silenzioso della Sindone” evidenzia “la fragilità della ragione nel cogliere la storia di quell’Uomo rimasto impresso sul telo per restare per sempre sotto gli occhi del mondo”».
Se si parte da questi presupposti, se l'oggetto della ricerca è così "alto", tutto il resto perde di importanza, e non si bada agli "effetti collaterali", a costo di far vittime come la verità.
martedì 2 marzo 2010
Cortocircuiti (2)

Il New York Times riporta la storia di una coppia tedesca con cinque figli, i Romeike, i quali hanno chiesto e ottenuto asilo politico negli Stati Uniti. La ragione per la quale il giudice statunitense ha concesso l'asilo politico è che i Romeike sarebbero perseguitati in Germania a causa della loro volontà di educare i propri figli in casa, invece di mandarli a scuola; negli Stati Uniti questa pratica, detta home-schooling, è molto diffusa (specie tra i cristiani fondamentalisti), mentre in Germania è contro la legge.
Il signor Romeike ha affermato che non vuole mandare i propri figli alla scuola pubblica perché, tra le altre cose, «le storie nelle antologie tedesche, in cui demoni, streghe e bambini disobbedienti sono spesso raffigurati come eroi, pongono dei cattivi esempi».
Allo stesso tempo, il blog Dwindling in Unbelief ha dedicato un post a due versetti della Bibbia, il libro che i signori Romeike vogliono porre alla base della cultura dei propri figli, «God's 97th Killing: God sent lions to eat those that didn't fear him enough». I versetti sono contenuti nel Secondo libro dei Re, capitolo 17:
Mi chiedo se davvero i signori Romeike ritengano questi versetti meno diseducativi delle storie tedesche. Qui si racconta di un Dio che vuole che i suoi fedeli lo temano, e che se non incute abbastanza paura, manda i leoni a mangiare le persone che non lo temono. Non solo, nel versetto 26 si dice anche che ad essere puniti sono anche coloro che non sono a conoscenza della legge di Dio: anche loro debbono essere puniti, perché il Dio della Bibbia non ammette l'ignoranza.
Forse è meglio studiare Hansel e Gretel....
La traduzione dei brani è dell'edizione CEI attraverso il sito laparola.net. L'illustrazione è di Gustave Doré.
Il signor Romeike ha affermato che non vuole mandare i propri figli alla scuola pubblica perché, tra le altre cose, «le storie nelle antologie tedesche, in cui demoni, streghe e bambini disobbedienti sono spesso raffigurati come eroi, pongono dei cattivi esempi».
Allo stesso tempo, il blog Dwindling in Unbelief ha dedicato un post a due versetti della Bibbia, il libro che i signori Romeike vogliono porre alla base della cultura dei propri figli, «God's 97th Killing: God sent lions to eat those that didn't fear him enough». I versetti sono contenuti nel Secondo libro dei Re, capitolo 17:
25 All'inizio del loro insediamento non temevano il Signore ed Egli inviò contro di loro dei leoni, che ne fecero strage. 26 Allora dissero al re d'Assiria: «Le genti che tu hai trasferite e insediate nelle città della Samaria non conoscono la religione del Dio del paese ed Egli ha mandato contro di loro dei leoni, i quali ne fanno strage, perché quelle non conoscono la religione del Dio del paese».
Mi chiedo se davvero i signori Romeike ritengano questi versetti meno diseducativi delle storie tedesche. Qui si racconta di un Dio che vuole che i suoi fedeli lo temano, e che se non incute abbastanza paura, manda i leoni a mangiare le persone che non lo temono. Non solo, nel versetto 26 si dice anche che ad essere puniti sono anche coloro che non sono a conoscenza della legge di Dio: anche loro debbono essere puniti, perché il Dio della Bibbia non ammette l'ignoranza.
Forse è meglio studiare Hansel e Gretel....
La traduzione dei brani è dell'edizione CEI attraverso il sito laparola.net. L'illustrazione è di Gustave Doré.
sabato 27 febbraio 2010
Il Mito di Gesù
Sotto il nome di "Mito di Gesù" va una corrente di pensiero, decisamente minoritaria tra gli studiosi del Gesù storico, che ipotizza l'origine mitica del personaggio di Gesù.
Segnalo a chi fosse interessato l'articolo di Earl Doherty, "The Jesus Puzzle".
Segnalo a chi fosse interessato l'articolo di Earl Doherty, "The Jesus Puzzle".
martedì 23 febbraio 2010
L'ombra lunga del pensiero cattolicista
Sbraitano (La Russa), insultano (Sgarbi) e minacciano se si tocca il crocifisso nelle aule: «si tratta di un simbolo culturale», affermano, «e poi non ha mai fatto male a nessuno», continuano dimenticando secoli di persecuzioni.Si lamentano della presunta persecuzione laicista, ma in realtà preparano il terreno alla discriminazione di chi non la pensa come loro.
«All'asilo comunale si accettano solo bimbi di famiglie cristiane». E' un titolo che non si vorrebbe leggere sul giornale, tanto meno nel proprio Paese, che si penserebbe laico e aconfessionale, come voluto dai Padri costituenti.
E invece no, si tratta proprio di un asilo comunale italiano, di Goito, in provincia di Mantova. Il sindaco Anita Marchetti, esponente dell'UDC e a capo di una giunta di centro-destra, non si è confusa, non è a digiuno di Costituzione: ha scientemente preso questa posizione.
Ecco la giustificazione cattolicista: «pur essendo l'asilo pubblico, da sempre viene gestito secondo criteri che si ispirano al cristianesimo». Come a dire, chi se ne frega della Costituzione italiana, qui comanda il Vaticano.
Aggiornamento
I cattolicisti non si smentiscono mai. Quando sono sbugiardati, quando sono messi davanti alle loro responsabilità, si arrampicano sugli specchi pur di dimostrarsi innocenti, ma spesso riescono solo a confermare di avere la coscienza sporca.
Il 25 febbraio L'Avvenire, quotidiano della CEI, pubblica sul caso un articolo di Davide Rondoni, intitolato «Quell'asilo di Goito: ipocrisia e verità». Ecco il brano centrale:
In un Consiglio comunale si alza un polverone perché nel piano didattico di una scuola materna comunale compaiono due parole: visione cristiana. Da oltre cinquant’anni la scuola era gestita da suore Orsoline con generale soddisfazione della popolazione, e ora è passata in regime di convenzione ad altro ente, [...]. E, per amore di chiarezza, tale ente indica che i bambini che, in una sezione delle dieci a disposizione delle famiglie di quel territorio, i bambini potranno avvalersi di una proposta educativa ispirata alla visione cristiana. Per amore di chiarezza, l’ente lo dichiara, lascia ai genitori la scelta e non esclude nessuno [...]
Il titolo dell'articolo, devo ammettere, è azzeccato: solo che l'ipocrisia e la verità non sono distribuite nel modo che l'autore dell'articolo si attenderebbe.
L'articolo conferma infatti che in una sezione di una scuola pubblica è proposto un percorso di formazione di ispirazione cristiana. Non solo, dunque, vi è l'ora di religione cattolica, ma l'intero insegnamento è basato sulla "visione cristiana". In una scuola pubblica.
L'autore dell'articolo sembra ignorare la gravità del problema. Non conta che la sezione sia una sola su dieci. Non conta che la richiesta sia stata fatta dai genitori. Non conta (anzi, peggiora la situazione) che questa pratica sia di lungo corso. Conta che in una scuola pubblica si faccia un percorso formativo confessionale. Alla faccia della laicità dello Stato e delle sue istituzioni.
Poco più sotto, commentando la protesta sollevata in consiglio comunale, Rondoni afferma:
Perché, dicono, una scuola del Comune, una scuola pubblica non può e non deve ispirarsi a principi cristiani. Bene. E allora come la mettiamo con tutte le scuole che, senza nemmeno dichiararlo, si ispirano a principi anti-cristiani cancellando le feste di Natale, trasformandole in banali feste della luce o dell'arcolbaleno? [sic] Non dichiarano, quelle scuole, ma lo fanno. E anzi dichiarano di essere laiche e di rispettare tutti.
Questo basta a comprendere quanto perniciosa sia l'ideologia cattolicista. Per far tornare il mondo di qualche secolo, a quando la Chiesa deteneva il potere culturale e politico, i cattolicisti fanno finta di fraintendere il concetto di laicità.
Secondo loro, infatti, "laico" non significa "autonomo dall'autorità ecclesiastica", ma "non appartenente al clero". Secondo Rondoni e gli altri che la pensano come lui, un atteggiamento di indifferenza e terziarietà rispetto alla religione è un atteggiamento anti-cristiano; infatti i cattolicisti non riescono neppure a concepire che si possa essere autonomi dalle gerarchie ecclesiastiche senza essere loro avversi.
Il crocifisso nelle aule, il presepe, i canti natalizi, come pure il catechismo mascherato che si pratica durante l'ora di religione, sono attività confessionali. La loro assenza dalla scuola pubblica è una condizione necessaria per avere una laicità piena e sana, e non costituisce quell'attacco al cristianesimo di cui parlano i cattolicisti.
lunedì 22 febbraio 2010
La morale dell'Antico Testamento - Non prendere in giro un profeta calvo
Dwindling in Unbelief è un blog in lingua inglese che in una serie di post elenca tutte le uccisioni presenti nell'Antico Testamento cristiano (la Bibbia ebraica) e che sono attribuibili al volere di Yahweh. Il post corrente narra dell'89esima uccisione, l'episodio di Eliseo e delle orse, narrato in 2 Re 2,23-25.Eliseo era il discepolo di Elia. Quando Elia ascese al cielo, Eliseo ne prese il mantello e iniziò a fare miracoli: divise le acque del Giordano percuotendole col mantello di Elia (2 Re 2,14) e rese potabile una sorgente con un po' di sale (2 Re 2,20-22).
Eliseo decide di andare a Betel. E lungo la strada avviene il fattaccio.
23 Di lì Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo: «Vieni su, pelato; vieni su, calvo!».Eliseo, evidentemente, non solo era calvo, ma era anche molto permaloso. Conscio dei poteri conferitigli dal mantello di Elia, reagisce da par suo:
24a Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore.Dunque questo uomo di Dio, che col mantello di Elia è in grado di fare miracoli, maledice in nome di Dio alcuni ragazzetti che lo hanno preso in giro per la sua calvizie. Potrà Dio essere insensibile ad una tale ingiustizia perpetrata nei confronti di un suo profeta? No, e infatti:
24b Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.In altre parole, dei ragazzetti prendono in giro un profeta per la sua calvizie e Dio ne fa sbranare 42 da due orse.
Questa storia fa parte del libro sacro e rivelato che è alla base delle tre principali religioni monoteistiche, la fonte della moralità ebraica, cristiana e islamica.
L'immagine è presa dal sito Illustrated Stories from the Bible. La traduzione dei brani è dell'edizione CEI attraverso il sito laparola.net.
domenica 21 febbraio 2010
Lourdes nelle sale oggi, Agora ad aprile
L'11 febbraio (anniversario degli infausti Patti Lateranensi) è uscito nelle sale italiane Lourdes - Tutti sognano un miracolo, un film della regista austriaca Jessica Hausner. Il film narra del pellegrinaggio a Lourdes di una ragazza affetta da sclerosi multipla, durante il quale la ragazza guarirà miracolosamente. Lourdes ha ottenuto un successo di critica inaspettato: ha ricevuto sia il Premio Brian della UAAR, per l'approccio razionalista alla questione del miracolo, sia quello della SIGNIS, l'organizzazione cinematografica cattolica.Questo il trailer del film:
Restando in ambito cinematografico, un'altra buona notizia. La Mikado ha acquistato i diritti per Agora (di cui avevo parlato in un altro post) e lo manderà nelle sale italiane a maggio.
Aggiornamento.
Sono andato a vedere il film.
Non si tratta di un film dalla narrazione sconvolgente, non è una celebrazione di Lourdes, dei miracoli e del cristianesimo, né una celebrazione dell'ateismo. Fondamentalmente è una storia sulla solitudine delle persone malate, e di come questa solitudine sia reale anche in situazioni come quella dei pellegrinaggi al Lourdes, dove tutto e tutti sono concentrati sulla guarigione, spirituale ma anche fisica, del malato.
Si sarebbe potuto ambientare la storia in un ospedale, o piuttosto in un centro per lungodegenti, ma certamente la scelta di Lourdes ha il pregio di sublimare le emozioni in gioco e di illuminare la componente religiosa di questa ricerca della guarigione come fine della solitudine.
mercoledì 17 febbraio 2010
Lo scandalo della copertura dei preti pedofili
Tempo fa analizzai il comportamento dell'autore di un blog cattolicista, il quale aveva presentato statistiche manipolate allo scopo di ridimensionare la gravità del fenomeno dei preti pedofili.Quel post aveva lo scopo di denunciare l'elaborazione ingannevole dei dati da parte del cattolicista, ma non toccava il problema della pedofilia nel clero cattolico. Ora vorrei dire due parole a riguardo.
Le responsabilità della Chiesa in tale campo sono due:
- chiedere ad adulti sani di mortificare e reprimere le proprie pulsioni sessuali, favorendo in tal modo l'emergenza di comportamenti deviati;
- coprire i casi di abusi, cercando una soluzione interna alla Chiesa piuttosto che rivolgendosi alle autorità preposte.
Per quanto riguarda il primo punto, mi pare evidente che persone cui viene proibita una sana vita sessuale devono reprimere un istinto molto forte. Alcune volte ci riescono, altre devono "cedere alla tentazione" soffrendo per il rimorso, altre ancora vivono la propria sessualità più o meno in segreto (si vedano i casi dei sacerdoti con figli). Talvolta, però, si è in presenza di una sessualità deviata, come quella che ha per oggetto sessuale un minore, e in questi casi la vicinanza di bambini affidati alle persone religiose, con la massima fiducia, fornisce occasioni per azioni turpi.
Ma il punto che ritengo più vergognoso è il secondo, la copertura degli abusi da parte delle gerarchie ecclesiastiche.
Vi sono stati casi in cui per anni vescovi diocesani hanno «coccolato i preti molestatori permettendo loro di molestare ancora, mentre erigevano un muro di gomma contro le vittime di quegli abusi o le pagavano».
Cito un esempio tra tanti.
Per trent'anni don John Geoghan ha molestato e violentato bambini, uno dei quali aveva appena quattro anni.
Già nel 1984 il cardinale Bernard Law sapeva di questi fatti, ma si è limitato a trasferire Geoghan in un'altra parrocchia, dove don Geoghan molestò altri bambini, prima di essere mandato in una clinica specializzata. Cosa fece Law? Denunciò forse Geoghan? No, continuò a palleggiarlo da una parrocchia all'altra, mentre Geoghan continuava a molestare e violentare bambini!
Ripeto. Per 34 anni, tre cardinali e molti vescovi non hanno mai pensato di tenere Geoghan lontano dai bambini, né tanto meno a denunciarlo. Il massimo che si sono limitati a fare è stato "spretarlo" nel 1999.
E il corresponsabile di tutto ciò, Bernard Law, dopo che nel 2002 un movimento di protesta sostenuto dai suoi diocesani lo costrinse a dare le dimissioni, è stato nominato Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore da Giovanni Paolo II. Il suo bel faccino fa capolino nel banner del capitolo della basilica:
Il gentile vecchietto nell'immagine in alto a destra è il mefitico John Geoghan. Ringrazio ebonmuse, che con il suo post «Catholic Sex Abuse in Germany» mi ha dato lo spunto per questo post.
Ma il punto che ritengo più vergognoso è il secondo, la copertura degli abusi da parte delle gerarchie ecclesiastiche.
Vi sono stati casi in cui per anni vescovi diocesani hanno «coccolato i preti molestatori permettendo loro di molestare ancora, mentre erigevano un muro di gomma contro le vittime di quegli abusi o le pagavano».
Cito un esempio tra tanti.
Per trent'anni don John Geoghan ha molestato e violentato bambini, uno dei quali aveva appena quattro anni.
Già nel 1984 il cardinale Bernard Law sapeva di questi fatti, ma si è limitato a trasferire Geoghan in un'altra parrocchia, dove don Geoghan molestò altri bambini, prima di essere mandato in una clinica specializzata. Cosa fece Law? Denunciò forse Geoghan? No, continuò a palleggiarlo da una parrocchia all'altra, mentre Geoghan continuava a molestare e violentare bambini!
Ripeto. Per 34 anni, tre cardinali e molti vescovi non hanno mai pensato di tenere Geoghan lontano dai bambini, né tanto meno a denunciarlo. Il massimo che si sono limitati a fare è stato "spretarlo" nel 1999.
E il corresponsabile di tutto ciò, Bernard Law, dopo che nel 2002 un movimento di protesta sostenuto dai suoi diocesani lo costrinse a dare le dimissioni, è stato nominato Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore da Giovanni Paolo II. Il suo bel faccino fa capolino nel banner del capitolo della basilica:
Il gentile vecchietto nell'immagine in alto a destra è il mefitico John Geoghan. Ringrazio ebonmuse, che con il suo post «Catholic Sex Abuse in Germany» mi ha dato lo spunto per questo post.
domenica 14 febbraio 2010
La Profezia della Stella

Leggendo Giacomo il fratello di Gesù di Robert Eisenman, sono venuto a conoscenza dell'interessante Profezia della Stella. Con questo nome ci si riferisce ad un versetto del libro biblico dei Numeri, 24,17: «un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele».
Ebbene, questa è una delle profezie bibliche più influenti:
La profezia è citata tre volte nei Manoscritti di Qumran (nel Documento di Damasco, nel Rotolo della Guerra e nel Testimonia).
Secondo Giuseppe Flavio, questa profezia ispirò la rivolta ebraica del 66-70, che portò alla distruzione del Tempio di Gerusalemme.
Lo stesso Giuseppe Flavio interpretò la profezia come riferita a Vespasiano, il comandante delle truppe romane durante la rivolta ebraica che divenne imperatore dopo la morte di Nerone, e con questo atto si salvò la vita e fu poi adottato nella famiglia imperiale.
venerdì 12 febbraio 2010
Cortocircuiti
Un noto blog cattolicista riporta un articolo del Daily Mail che narra le peripezie di Nicholas Kafouris, un insegnante inglese, cristiano, licenziato dalla scuola in cui insegna perché avrebbe zittito i bambini musulmani che studiavano nella sua classe e perché avrebbe detto che i musulmani hanno "prodotto" gli uomini-bomba. Kafouris invece rivendica di aver reagito da insegnante alle affermazioni deliranti di alcuni bimbi musulmani, che avrebbero celebrato le gesta dei "martiri" dell'11 settembre 2001 e avrebbero dichiarato di aspirare di diventare terroristi da grandi.
L'autore del blog cattolicista ritiene che questo sia un esempio di "casi ignorati di discriminazione religiosa nei confronti dei Cristiani". Non concordo con questa presunta "discriminazione religiosa"; a me questo episodio dei bambini musulmani che sono legittimati a celebrare dei terroristi ricorda un altro caso recente, anch'esso riportato dal Daily Mail.
Il giudice inglese Cherie Blair, più nota come moglie dell'ex-premier britannico Tony Blair, ha sospeso la sentenza contro un reo confesso di aggressione fisica, adducendo come ragione il fatto che questa persona è una persona religiosa. Questo signore, musulmano devoto, all'uscita dalla moschea ha colpito con un pugno un'altra persona ed è scappato. Raggiunto dalla vittima che voleva conoscere le ragioni dell'aggressione, l'ha colpita nuovamente, rompendole la mandibola e mandandolo lungo per terra. Solo attraverso la targa della sua auto e le telecamere a circuito chiuso questo violento è stato arrestato. Eppure la signora Blair, pur cosciente del fatto che gli episodi di violenza come questi "vanno presi sul serio", ha sospeso la pena perché l'aggressore è religioso e incensurato. Ha anche aggiunto "Lei è un uomo religioso e sa che questo non è un comportamento accettabile'".
Nel caso dell'insegnante, a dei bambini è stata inculcata l'idea che farsi saltare in aria uccidendo persone di religione differente è un gesto eroico; nel caso dell'aggressione, un giudice ha affermato che una persona religiosa è più morale di una non religiosa.
A mio parere, si tratta di due episodi in cui si sono legittimati comportamenti inaccettabili (l'apologia di terrorismo e l'aggressione fisica) solo perché causati, direttamente o indirettamente, dalla religione. Questo atteggiamento è inaccettabile: così come l'aggressore va mandato in galera per la sua violenza, ai genitori dei bambini va impedito di insegnare loro che uccidere altre persone per motivi religiosi sia una cosa positiva.
Come dice il titolo del libro di Hitchens, Dio non è grande: Come la religione avvelena ogni cosa.
L'autore del blog cattolicista ritiene che questo sia un esempio di "casi ignorati di discriminazione religiosa nei confronti dei Cristiani". Non concordo con questa presunta "discriminazione religiosa"; a me questo episodio dei bambini musulmani che sono legittimati a celebrare dei terroristi ricorda un altro caso recente, anch'esso riportato dal Daily Mail.
Il giudice inglese Cherie Blair, più nota come moglie dell'ex-premier britannico Tony Blair, ha sospeso la sentenza contro un reo confesso di aggressione fisica, adducendo come ragione il fatto che questa persona è una persona religiosa. Questo signore, musulmano devoto, all'uscita dalla moschea ha colpito con un pugno un'altra persona ed è scappato. Raggiunto dalla vittima che voleva conoscere le ragioni dell'aggressione, l'ha colpita nuovamente, rompendole la mandibola e mandandolo lungo per terra. Solo attraverso la targa della sua auto e le telecamere a circuito chiuso questo violento è stato arrestato. Eppure la signora Blair, pur cosciente del fatto che gli episodi di violenza come questi "vanno presi sul serio", ha sospeso la pena perché l'aggressore è religioso e incensurato. Ha anche aggiunto "Lei è un uomo religioso e sa che questo non è un comportamento accettabile'".
Nel caso dell'insegnante, a dei bambini è stata inculcata l'idea che farsi saltare in aria uccidendo persone di religione differente è un gesto eroico; nel caso dell'aggressione, un giudice ha affermato che una persona religiosa è più morale di una non religiosa.
A mio parere, si tratta di due episodi in cui si sono legittimati comportamenti inaccettabili (l'apologia di terrorismo e l'aggressione fisica) solo perché causati, direttamente o indirettamente, dalla religione. Questo atteggiamento è inaccettabile: così come l'aggressore va mandato in galera per la sua violenza, ai genitori dei bambini va impedito di insegnare loro che uccidere altre persone per motivi religiosi sia una cosa positiva.
Come dice il titolo del libro di Hitchens, Dio non è grande: Come la religione avvelena ogni cosa.
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